Anziani

Milano, al Pio Albergo Trivulzio arriva il Giardino Alzheimer che abbraccia i nonni più fragili

Aspettando la primavera l’healing garden, inaugurato al Pat il mese scorso, sarà premiato il 20 febbraio in occasione del premio “La città per il verde”. Il progetto sostenuto dalla Fondazione Amici del Trivulzio, Martinitt e Stelline ha visto la collaborazione tra lo stesso Pat e il Dipartimento di scienze agrarie e ambientali dell’Università degli Studi di Milano. In questo spazio protetto gli ospiti con familiari e operatori sperimenteranno gli effetti benefici del contatto con la natura

di Antonietta Nembri

Che il contatto con la natura abbia effetti benefici sulle persone è ormai un dato accertato. E proprio a partire da questa constatazione nasce il Giardino Alzheimer del Pio Alberto Trivulzio – Pat, la storica Rsa milanese. A volere e a finanziare la sua realizzazione la Fondazione Amici del Trivulzio, Martinitt e Stelline, presieduta da Marco Zanobio.

Un giardino terapeutico

«Questo giardino ha un obiettivo terapeutico. E sarà usato come uno strumento di contenimento del decadimento cognitivo. Secondo molti studi», spiega Marco Zanobio, «il verde come la musica sono elementi importanti per gli anziani. Immersi in essi sono più rilassati e meno aggressivi». In fondazione l’idea di un giardino Alzheimer risale agli anni prima del Covid.

Ma per arrivare all’healing garden attuale occorre attendere fino al 2024 quando, continua ancora il presidente «grazie ai contatti con il dipartimento di scienze agrarie e ambientali dell’Università di Milano abbiamo incontrato un esperto: Giulio Senes (docente di Healing Gardens e di pianificazione e architettura del paesaggio, nonché presidente della European Greenways Association e dell’Associazione italiana Healing Gardens, ndr.) ed è partito così un percorso condiviso».

La collaborazione tra Pat, università e fondazione

I 1.500 mq realizzati sono adiacenti al nucleo Alzheimer del Pat sono frutto della collaborazione fra gli uffici tecnico-sanitari del Pat e il Dipartimento di Scienze agrarie e ambientali dell’Università degli studi di Milano che ha sviluppato la progettazione e coordinato la fase esecutiva dei lavori.

In questi spazi del Trivulzio, gli ospiti affetti da Alzheimer, con i loro familiari e gli operatori sanitari, potranno sperimentare gli effetti benefici del contatto con la natura, anche grazie ad attività come ortoterapia, pet therapy e musicoterapia. Il nucleo Alzheimer del polo geriatrico ha 125 posti.

La cura non farmacologica nel verde

Quello che diverrà pienamente operativo con la primavera è uno spazio verde innovativo, di cura non farmacologica, appositamente progettato per migliorare la salute e il benessere dell’anziano, attraverso un’immersione nei colori e nei profumi offerti da piante e fiori e dove ritrovarsi con i propri cari e passeggiare in libertà.

alcuni particolari del Giardino Alzheimer

«Tutto quello che è stato realizzato non è un abbellimento», prosegue Zanobio, «ogni elemento è stato studiato, anche la pendenza adatta sia per chi si muove in carrozzina sia per chi cammina». Uno spazio verde che può vivere in tutte le stagioni e per la cui realizzazione la fondazione ha sostenuto tutti i costi di realizzazione e curerà la manutenzione per i primi tre anni anche grazie a una raccolta fondi dedicata.

Con l’arrivo della primavera saranno avviate tutte le attività. Grazie alle vasche realizzate per l’ortoterapia si potrà fare giardinaggio e orticultura. Ci sarà anche la musicoterapia tramite degli xilofoni «sono dei grandi fiori metallici posizionati in quattro luoghi del giardino» illustra il presidente.

Il Giardino degli abbracci

Zanobio osserva anche: «Mi piace pensare al giardino come a un luogo vivo, diventando compito di tutti noi farlo vivere in tutte le stagioni, perché sia uno spazio verde e condiviso dove gli ospiti possano ritrovarsi e abbracciare i propri familiari, pensato per accogliere, far incontrare le persone e restituire centralità alla relazione: un Giardino Alzheimer ma soprattutto mi piace chiamarlo Il Giardino degli abbracci, nato perché Milano, tramite la fondazione, ha voluto simbolicamente abbracciare con generoso affetto i suoi vecchi e il suo Trivulzio».

Una panoramica dei diversi luoghi del Giardino Alzheimer

In occasione dell’inaugurazione il professor Giulio Senes ha evidenziato come il progetto dimostri che «la collaborazione pubblico-privato può funzionare e che diversi soggetti pubblici (Università e Pat, nel caso specifico) possono lavorare insieme per un obiettivo comune: il bene delle persone che vivono il territorio milanese. È un gesto concreto e attento con cui vogliamo “prenderci cura” dei più fragili e delle loro famiglie. Rappresenta anche un importante esempio della “terza missione” dell’Università, cioè di “trasferimento” dei risultati delle attività scientifiche nella realtà civile, nel nostro caso le attività di ricerca del gruppo che si occupa di Architettura del Paesaggio alla Statale di Milano».

Un progetto partecipato

Il professore ha anche sottolineato che il progetto «è stato di tipo “partecipato”, in quanto ha visto il coinvolgimento di tutte le componenti interessate al progetto attraverso questionari e focus groups con staff e familiari degli ospiti. La portata e il valore del progetto sono stati riconosciuti anche dagli organizzatori della trentacinquestima Alzheimer Europe Conference, che hanno “accettato” che lo presentassimo nell’occasione, nonché dagli organizzatori del “Cityscape Award” che hanno premiato il progetto lo scorso luglio in Triennale».

Un progetto vincente, quindi, basti pensare che il 20 febbraio, la Fondazione Amici del Trivulzio, Martinitt e Stelline è tra i premiati della ventiseiesima edizione del premio “La città per il verde” grazie proprio al progetto “Il Giardino Alzheimer del Trivulzio”, l’healing garden dedicato a promuovere il benessere psico-fisico delle persone con demenza.

Tutte le immagini sono della Fondazione Amici del Trivulzio, Martinitt e Stelline

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