Partecipazione
Milano, i giovani disegnano la città del futuro
Pubblicato il Manifesto della politiche pubbliche promosso da Città metropolitana coinvolgendo 35 realtà giovanili del territorio. L'obiettivo è costruire una città più coesa e vivibile a partire da proposte che spaziano dalla giustizia climatica a soluzioni alla crisi abitativi immaginate dagli under 35. «Non sono mai promotori di politiche, ma solo destinatari: noi abbiamo voluto cambiare approccio», sottolinea Giorgio Mantoan, consigliere delegato alle Politiche giovanili
di Redazione
Rivalorizzare l’infrastruttura scolastica come punto di riferimento della comunità locale, avviare un piano di trasporti e mobilità sostenibile accessibile a tutta la cittadinanza, favorire strategie condivisi tra istituzioni, privati e associazioni per dare una risposta alla crisi abitativa della città. Sono solo alcune delle “piste di lavoro” contenute nel nuovo Manifesto delle politiche pubbliche promosso da Città metropolitana di Milano ma costruito da 35 realtà giovanili del territorio. Tappa conclusiva di “Giovani al centro”, un percorso partecipato articolato in tre incontri “ufficiali” e svariati informali, il suo obiettivo è quello di costruire una città più coesa e vivibile a partire dalle esigenze e dagli spunti segnalati dai giovani.
L’impulso a questa iniziativa, conclusasi con la presentazione del Manifesto a Palazzo Marino il 7 febbraio, è arrivato dalla difficoltà dell’ente pubblico a sviluppare una visione di sviluppo del territorio coerente con quella che immaginano i suoi abitanti, senza dover inseguire le emergenze per intervenire, ma anzi anticipandole. Al tempo stesso, spiega Giorgio Mantoan consigliere delegato allo Sviluppo economico e alle Politiche giovanili di Città metropolitana, c’era l’obiettivo di stimolare un nuovo senso di «corresponsabilità» nella costruzione di tale visione, senza che a occuparsi di tutto debba essere l’amministrazione. Un distanza che si nota soprattutto quando si tratta di pensare politiche per i giovani, motivo per cui è loro che si è interpellato per realizzare una proposta di politiche valide per tutti. «Abbiamo voluto cambiare approccio», sottolinea Mantoan, «i giovani sono sempre destinatari di proposte di cui non sono mai costruttori, non gli si chiede mai come si vedono e che politiche immaginano».
Quello che ne è emerso sono 17 piste di lavoro da portare avanti nel 2026 per passare dal piano degli intenti a quello delle azioni concrete. Tre riguardano i metodi di governance che intervengono nella progettazione di politiche pubbliche, con l’obiettivo di rendere sia più partecipate e più aperte ai giovani. In particolare, sono stati proposti un organismo consultivo e di rappresentanza delle realtà giovanili territoriali e di strumenti simili a livello locale, i presidi di comunità permanenti (o comitati associativi). Le altre 14 “piste” sono contenutistiche e spaziano dalla sensibilità per la giustizia climatica, molto forte tra le nuove generazioni, ai problemi legati all’abitare, dal mismatch di competenze tra l’offerta del mondo della formazione e la richiesta del mondo del lavoro alla necessità di costruire luoghi di incontro e scambio, fino alla promozione di strumenti per promuovere l’imprenditorialità etica. Il Manifesto completo si legge qui.
A scrivere il Manifesto sono stati 97 under 35 appartenenti a 35 realtà territoriali, accompagnati dai professionisti dell’Osservatorio delle politiche giovanili di Città metropolitana. «Partecipare era per noi un obbligo morale, perché è raro che ci siano queste opportunità di coinvolgimento per i giovani. Ora la palla passa più a Città metropolitana, ma confido che si voglia dare seguito a questo percorso», commenta Lorenzo Bonfanti, presidente di Global shapers Milano, associazione che fa parte di una rete mondiale promossa dal 2011 da World economic forum con l’obiettivo di creare un movimento globale di giovani leader impegnati a generare un cambiamento positivo nelle loro comunità. «All’interno delle tavole rotonde noi abbiamo portato soprattutto una riflessione sulla necessità di creare luoghi di incontro per i giovani dove scambiarsi idee e suggerimenti, anche pratici, su percorsi di formazione o di lavoro. Luoghi dove fa incontrare anche giovani e imprese, perché come Global shapers facciamo consulenza pro bono a startup sociali e mentoring a studenti delle università notiamo un grandissimo gap tra domanda e offerta e pensiamo che servano spazi per ridurlo».
«Milano attrae tanti giovani, studenti o lavoratori, ma se guardiamo agli stipendi e al costo della vita non possiamo dire che sia una città a misura di giovane», riflette Enrico Pedrelli, coordinatore di Generazioni Legacoop Lombardia. «Per questo, chiedere ai giovani cosa vogliano e quali sono i loro bisogni è una cosa positiva. Abbiamo battuto l’accento molto sul tema della casa e del diritto a stipendi equi, ora aspettiamo che si passi alla fase di azione comune quanto prima. Siamo pronti a mettere a disposizione gli spazi e il know how delle nostre cooperative».
In apertura: i partecipanti all’evento di presentazione del Manifesto delle politiche pubbliche a Palazzo Marino, Milano, 7 febbraio 2026
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