Usa, diritti a rischio

Minneapolis, Acli: «Terrore poliziesco non è sicurezza»

L’uccisione di Alex Pretti e le continue intimidazioni ai cittadini che protestano «compromettono lo stato di diritto. Si ha la sensazione che ormai negli Stati Uniti solo chi è ricco e magari anche bianco possa considerarsi al sicuro dalle irruzioni arbitrarie di una milizia mascherata ed iperprotetta nel momento in cui compie atti criminali»

di Redazione

«Siamo di fronte ad un tentativo generalizzato dell’amministrazione Trump di compromettere lo Stato di diritto. Si ha la sensazione che ormai negli Stati Uniti solo chi è ricco e magari anche bianco possa considerarsi al sicuro dalle irruzioni arbitrarie di una milizia mascherata ed iperprotetta nel momento in cui compie atti criminali»: così le Acli commentano e criticano duramente l’uccisione di Alex Pretti a Minneapolis, che segue di pochi giorni quella di Renée Goode.

«L’Ice, più che un’Agenzia federale, ormai sembra una milizia politica al servizio esclusivo delle politiche criminali dell’amministrazione Trump», aggiungono le Acli, facendo riferimento anche alle continue intimidazioni ai cittadini che protestano, «come anche nei confronti di chi fa informazione, come è accaduto in queste ore ad una troupe della Rai».

E aggiunge l’associazione: «È evidente che ormai il governo di Washington intende utilizzare il terrore poliziesco nei confronti non solo dei migranti ma anche di tutti coloro che dissentono dalle sue politiche».

Le Acli fanno riferimento anche alla preoccupazione espressa dai cardinali Cupich, McElroy e Tobin, «che da pastori della Chiesa e da cittadini statunitensi hanno manifestato la loro preoccupazione per la deriva in cui si trova il loro Paese».

L’unica speranza si trova «nelle prese di posizione di influenti leader religiosi di ogni denominazione e dalle crescenti manifestazioni di condanna da parte di moltissimi cittadini americani, manifestazioni. Come Acli, ci sentiamo vicini a coloro che in questo momento stanno manifestando, anche con qualche rischio personale, per la difesa della democrazia e delle libertà civili», conclude l’associazione.

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