Filantropia
Moda e fondazioni, Valentino e gli altri
Assenti i benefici fiscali, i grandi marchi della moda vedono piuttosto in questa forma giuridica la possibilità di mettere in salvo la loro identità dalle fluttuazioni del mercato e dall'anonimato dei grandi fondi (che pure li hanno tenuti in piedi). Ma anche realizzare progetti culturali, sociali e ambientali di qualità. Ecco chi sono e cosa fanno le principali fondazioni legate alle firme del fashion
di Alessio Nisi
Le fondazioni nate dalle grandi maison della moda sono un punto di incontro tra patrimonio culturale, ricerca estetica e impegno sociale, contribuendo a trasformare la moda da fenomeno di costume a forma d’arte e patrimonio identitario.
Nel tempo si sono trasformate in istituzioni chiave che preservano il patrimonio culturale dei grandi marchi, promuovono l’innovazione e la ricerca, sostengono la formazione di nuovi talenti e si impegnano nel preservare il valore del marchio.
Si chiamano Fondazione Prada, per l’arte contemporanea, Fondazione Ferragamo, per la storia del lusso, Fondazione Versace, Fondazione Zegna, Fondazione Ferrè, Fondazione Benetton, Fondazione Trussardi e Fondazione Bulgari. Come anche Fondazione Valentino Garavani e Giancarlo Giammetti (PM23) e Fondazioni Armani.
Perché le fondazioni
Una fondazione è un’istituzione privata senza scopo di lucro che nasce quando una o più persone, una certa azienda o anche un’intera famiglia sceglie di destinare per sempre un fondo patrimoniale, o una certa porzione del proprio patrimonio (che può andare dai semplici soldi fino ai palazzi, a collezioni di oggetti, opere d’arte o archivi storici) a scopi di interesse pubblico.
Invece che appartenere a quelle persone o entità più o meno collettive, la fondazione diventa una sorta di forziere blindato separato dai suoi fondatori e dai loro eventuali discendenti che non possono riprendersi ciò che hanno dato.
Ogni fondazione ha una missione: dall’ambiente all’arte al preservare archivi storici o collezioni di abiti della griffe stessa. Non da ultimo, le fondazioni, in quanto enti non profit, hanno un regime fiscale agevolato.
La Fondazione Valentino Garavani e Giancarlo Giammetti
La Fondazione Valentino Garavani e Giancarlo Giammetti, nata nel 2016, si propone come l’istituzione custode dell’eredità artistica e umana dello stilista scomparso a Roma il 19 gennaio scorso. Per la Fondazione a bellezza non è solo estetica, ma forza trasformativa capace di generare cultura e progresso sociale. Questa missione si concretizza in tre direzioni: charity, impegno in progetti di solidarietà e supporto alle comunità meno abbienti, valorizzazione culturale, ovvero conservazione del patrimonio storico di Valentino e promozione del dialogo tra moda e arti visive contemporanee, educazione e talento, ovvero programmi di mentoring e borse di studio per supportare le nuove generazioni di creativi.
Il polo culturale e operativo della fondazione è il PM23 (Piazza Mignanelli 23), spazio espositivo inaugurato nel 2025 nello storico palazzo vicino alla sede della maison Valentino. Proprio questo gennaio la Fondazione ha inaugurato la mostra Venus, un progetto che vede l’artista portoghese Joana Vasconcelos reinterpretare l’estetica e l’eredità di Valentino Garavani attraverso installazioni monumentali. L’esposizione segue il percorso della mostra inaugurale del 2025, Orizzonti | Rosso.
Dopo la scomparsa di Valentino, la Fondazione assume un ruolo economico centrale: secondo le disposizioni testamentarie, infatti, una parte rilevante del patrimonio personale dello stilista (la cui eredità ammonta a circa 1,5 miliardi di euro, comprensiva di proprietà immobiliari di prestigio, yacht e opere d’arte) è destinata proprio alla Fondazione, per garantirne l’autonomia finanziaria a lungo termine e sostenere i futuri progetti del polo PM23. In questo quadro la fondazione resta sotto il controllo di Giancarlo Giammetti, socio storico dello stilista.

La Fondazione Armani
A inizio settembre 2025 è stato aperto il testamento di Giorgio Armani, scomparso il 4 a 91 anni, che ha disposto che la casa di moda che porta il suo nome passi interamente nelle mani della sua Fondazione. In dettaglio, la Fondazione Armani passa dallo 0,1% delle quote societarie, al diritto di piena proprietà sul 9,9%(pari al 30% dei diritti di voto) e il diritto di nuda proprietà sul restante 90% delle quote. Il resto dei diritti di voto è diviso tra Pantaleo Dell’Orco, storico collaboratore dello stilista, e i nipoti Silvana Armani e Andrea Camerana.
Anche in questo caso, la Fondazione Giorgio Armani è diventata il perno centrale del controllo e della proprietà del Gruppo Armani. Una volontà che emerge anche da questo passaggio. Il testamento prevede che la Fondazione e gli eredi debbano vendere una quota del 15% entro 18 mesi dalla scomparsa dello stilista (ovvero entro l’inizio del 2027). Armani ha indicato come interlocutori prioritari i gruppi LVMH, L’Oréal o EssilorLuxottica. In ogni scenario futuro, si sottolinea, la Fondazione deve mantenere almeno il 30% del capitale.
La Fondazione Giorgio Armani è nata nel 2016 con il duplice obiettivo di realizzare progetti di utilità pubblica e sociale e di salvaguardare l’indipendenza e i principi del gruppo Armani nel tempo. Durante la pandemia di Covid-19, il Gruppo ha effettuato significative donazioni a ospedali e alla Protezione Civile, dimostrando l’attenzione verso le iniziative sociali.
La Fondazione collabora dal 2018 anche con organizzazioni come Save the Children Italia. Tra i progetti finanziati, un programma di salute materno-infantile in Mozambico (2020), un programma di salute e nutrizione in Afghanistan (2021), Punti Luce di di Milano Quarto Oggiaro (2021) e la Campagna Hunger.
La Fondazione Ferragamo
La Fondazione Salvatore Ferragamo, fondata a Firenze nel 2013, è dedicata a promuovere e valorizzare il mondo dell’arte e dell’artigianato attraverso la memoria dell’opera e della personalità di Salvatore Ferragamo, la Fondazione offre programmi e iniziative di formazione per i giovani che vogliono intraprendere una carriera nel mondo della moda, del design e dell’artigianato artistico. Non solo. Si occupa anche della conservazione e valorizzazione dell’archivio storico di Salvatore Ferragamo.
«Il Museo Ferragamo e la Fondazione Ferragamo», si legge nella Relazione finanziaria annuale 2024, «rappresentano due pilastri fondamentali attraverso cui il gruppo promuove la cultura, l’arte e la creatività, trasmettendo i valori essenziali del brand e rafforzando un legame profondo e duraturo con le comunità locali e globali».
Tra i progetti di formazione, nel 2024, in collaborazione con Museimpresa e Liuc Heritage Hub, la Fondazione ha partecipato al progetto ministeriale “A scuola d’impresa”, per trasmettere agli studenti delle scuole secondarie italiane l’importanza del patrimonio aziendale e del ruolo strategico degli archivi e dei musei d’impresa.
La Fondazione Prada
«Fin dall’inizio attraverso le attività della Fondazione ho voluto affrontare l’indagine della cultura umana nella sua varietà e complessità. Nel corso di questi trent’anni mi sono interrogata su come la ricerca artistica e intellettuale possa incidere sulla vita delle persone», così Miuccia Prada, presidente e direttrice della Fondazione Prada. Nipote di Mario Prada, fondatore della maison nel 1913, ha trasformato l’azienda familiare da pelletteria di lusso a colosso globale. Nel 1993, la stilista milanese, crea insieme a Patrizio Bertelli la Fondazione Prada, istituzione culturale che promuove arte, architettura, cinema e filosofia.
Arti visive e architettura, cinema, scienze, digital, pubblicazioni editoriali, più convegni, bambini, i settori di intervento. Nel 2015 la fondazione ha aperto al pubblico la sede di Milano: l’intervento ha trasformato gli spazi di un’ex-distilleria di inizio Novecento in un complesso architettonico in cui coesistono edifici exindustriali e tre nuove strutture: il Podium, il Cinema e la Torre.
A Venezia nel 2011 la fondazione ha aperto una sede nel Palazzo Ca’ Corner della Regina. Secondo i dati di bilancio contenuti nel Policy Plan 2020 (l’ultimo disponibile), la Fondazione Prada dispone di un patrimonio netto di 703.658 euro e utili per 87.453 euro.
La Fondazione Zegna
«L’impegno della nostra famiglia nella filantropia ha radici lontane: risale ad Ermenegildo Zegna, il fondatore, che dal 1910 sviluppò la sua impresa nel Biellese e al tempo stesso costruì opere sociali per la comunità e valorizzò l’ambiente circostante trasformando la montagna brulla in quella che oggi è l’Oasi Zegna. La Fondazione, che nel 2025 ha compiuto 25 anni, continua ad ispirarsi ai valori del fondatore con un approccio olistico e calato nel contemporaneo, fondato sulla collaborazione con più stakeholders, la creazione di reti territoriali cogenerative che includano oltre alle fondazioni, le imprese sociali e gli enti pubblici per generare un impatto trasformativo e duraturo per i beneficiari».
Così Anna Zegna di Monte Rubello (Torino, 1957), membro del board del Gruppo Zegna dal 2018 e della società Monterubello, in Zegna nel 1984 prima come direttore advertising & marketing e successivamente come image director. Dal 2020 è presidente della Fondazione, nata per portare avanti l’eredità sociale e filantropica di Ermenegildo Zegna, con progetti focalizzati sulla conservazione delle risorse ambientali, lo sviluppo sostenibile, la salute, il benessere e la cultura per i giovani. Nel 2024, la fondazione ha stanziato erogazioni e investimenti in progetti per 1,44 milioni e dichiarato un patrimonio netto di 20,65milioni.
Secondo i dati di bilancio può contare su cinque impiegati e non si avvale di volontari, 15 inoltre i progetti attivati e finanziati nel 2024. Tra i progetti che meglio rappresentano l’impegno dell’ente, Reshape, nato nel 2016, dalla collaborazione tra la Fondazione e il Consorzio sociale Il Filo da Tessere, il progetto pone al centro giovani e lavoro. Ha già coinvolto 2.300 under 35, con il 100% di risultato positivo sui percorsi formativi e il 76% per quelli occupazionali.
La Fondazione Santo Versace
Nato a Reggio Calabria nel 1944, Santo Versace ha fondato insieme al fratello Gianni la Gianni Versace, una delle più importanti realtà imprenditoriali della moda internazionale. Nel 2022 insieme alla moglie Francesca De Stefano ha costituito la Fondazione Santo Versace, ente filantropico impegnato nel sostegno diretto di progetti destinati a chi vive in condizioni di fragilità e di disuguaglianza sociale, in Italia e nel mondo, in particolare a beneficio di minori e persone in condizioni di fragilità, per dare impulso all’empowerment femminile, combattere ogni forma di povertà e favorire l’inclusione sociale attraverso un’educazione equa e una formazione di qualità.
Contrasto alla povertà, promozione dell’occupabilità e sviluppo della capacità operativa (capacity building) delle organizzazioni del Terzo settore e della società civile le direttrici su cui si muovono i progetti dell’ente.
Come risulta dal bilancio sociale 2024, la fondazione può contare su 2 dipendenti, e una consulente esterna, un patrimonio netto di 451.467 euro. Nel 2024 ha erogato somme per 311.975, nel 2023 erano 151mila. Tra le iniziative, Il miracolo della vita – Tabasamu la mama (si svolge a Nairobi e consiste nella creazione di una casa di accoglienza per giovani madri senza dimora e i loro bambini), erogazione finanziaria, 75mila euro, Il gusto del bene – confetture di speranza, erogazione 30mila euro. Tra gli enti sostenuti, Pace in terra, associazione fondata da don Aldo Buonaiuto, sacerdote da sempre attivo accanto agli ultimi.
Tra i progetti anche Per non lasciarli mai soli, In collaborazione con il centro diurno comunitario dell’oratorio Carlo Acutis, il progetto mira a sostenere le persone più fragili del territorio, offrendo uno spazio di accoglienza, studio, supporto e socializzazione. Ogni giorno il centro ospita circa 70 persone di varie nazionalità, tra cui bambini, adolescenti e adulti (erogazione finanziaria 57mila euro).
La Fondazione Trussardi
La Fondazione Nicola Trussardi è un’istituzione privata non profit basata a Milano, nata nel 1996 e dedicata alla promozione della cultura e dell’arte contemporanea. Dal 2003, dopo anni di attività espositiva a Palazzo Marino alla Scala, sotto la presidenza di Beatrice Trussardi e la direzione artistica di Massimiliano Gioni, è attiva come un museo nomade. Invece di avere una sede espositiva fissa, la fondazione riscopre e riapre luoghi storici o dimenticati di Milano (come palazzi antichi, caselli daziari o piscine pubbliche), trasformandoli temporaneamente in spazi per installazioni d’arte contemporanea di respiro internazionale.
L’attività della fondazione è finanziata, oltre che dalle tre socie fondatrici Beatrice, Maria Luisa e Gaia Trussardi, anche grazie al contributo di
un gruppo privato di mecenati che ne hanno sposato il modello culturale e supportato la missione.
La Fondazione Bulgari
Nata a fine 2023 e annunciata nel marzo successivo, 140 anni dopo la maison del lusso, la Fondazione Bulgari si propone di riunire sotto un’unica identità l’impegno che il marchio portava avanti da anni. Tre le direttrici: arte e restauro del patrimonio, filantropia e formazione.
Dal finanziamento del restauro della Scala d’Oro di Venezia a quello della Scalinata di Piazza di Spagna, dal recupero dei mosaici delle Terme di Caracalla al restauro delle statue romane della collezione Torlonia fino alla riapertura dell’Area Sacra di Largo Argentina e al nuovo progetto di illuminazione dell’Ara Pacis, sono tante le iniziative che in questi anni hanno visto Bulgari promuovere una grande varietà di progetti d’arte contemporanea, in partnership con istituzioni come la Fondazione Maxxi, il Whitney Museum e la Milano Design Week.
La fondazione rafforzerà la partnership strategica con Save the Children e non trascurerà le arti e i mestieri tradizionali grazie a nuovi accordi che contribuiranno a creare opportunità professionali per le giovani generazioni nel campo dell’artigianato.
Come risulta dal bilancio di esercizio (al 31 dicembre 2024), la fondazione dispone di un patrimonio netto di 2,28 milioni.
Tra le attività dell’anno risultano anche la sponsorizzazione per il relamping della chiesa di San Luigi dei Francesi a Roma e la sponsorizzazione del restauro dei marmi della Collezione Torlonia per la mostra Myth & marble. ancient roman sculpture from the Torlonia collection.Nel settore education & philanthrophy la Fondazione ha confermato il suo supporto a Save the children e la ferma volontà di continuare la collaborazione.
La Fondazione Benetton Studi Ricerche
La Fondazione Benetton Studi Ricerche nasce nel 1987 come centro di ricerca e promozione culturale, distinta dal Gruppo Benetton, focalizzata su paesaggio, storia, cultura del gioco e beni culturali, operando da Treviso con pubblicazioni e premi come il “Premio Carlo Scarpa per il Giardino”. La sua storia si intreccia con quella dei fratelli fondatori del gruppo tessile (Luciano, Gilberto, Giuliana, Carlo), che nel 1965 diedero vita a Benetton Group, un’azienda di moda che si espanse globalmente, legata a progetti innovativi (Fabrica) e successi sportivi.
Oggi la Fondazione Benetton Studi Ricerche è un centro internazionale di studi e ricerche per il paesaggio, orientato a formazione e divulgazione, documentazione e produzione editoriale, che svolge attività e ricerche anche nel campo della storia del gioco, della musica e del patrimonio storico, con una biblioteca e un giardino aperti al pubblico. La Fondazione si avvale di un comitato scientifico internazionale e di numerosi contributi da parte di borsisti, ricercatori esterni, oltre che di numerose collaborazioni con università e istituzioni culturali italiane ed estere.
La Fondazione Gianfranco Ferré
La Fondazione Gianfranco Ferré, istituita nel febbraio 2008, ha l’obiettivo principale di conservare, ordinare e rendere disponibile al pubblico il vasto patrimonio di abiti, disegni, fotografie, testi e filmati dello stilista. La sede della fondazione e l’archivio sono stati donati al Politecnico di Milano nel 2021, diventando il Centro di Ricerca Gianfranco Ferré.
Queste e altre storie sul numero di Ottobre di VITA, dedicato alla filantropia: Nella testa dei filantropi che potete scaricare sotto.
Scopri i numeri della filantropia e i 100 profili di chi investe nel bene comune su VITA magazine di ottobre ‘‘Nella testa dei filantropi”
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In apertura foto di Alexi Romano per Unsplash
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