Diritti umani

Mutilazioni genitali femminili: in Italia sono 16mila le bambine potenzialmente a rischio

Il 6 febbraio si celebra la Giornata mondiale per l’eliminazione delle mutilazioni genitali femminili, una violazione dei diritti umani che colpisce 230 milioni di donne nel mondo (+15% rispetto al 2000). In Italia sono presenti 88.500 donne che hanno subito tali mutilazioni. L'ong Amref Italia pubblica un’indagine condotta da Ipsos “Africa e salute: l’opinione degli italiani”: solo il 7% si dichiara molto informato. Dato che sale all’11% tra la GenZ

di Redazione

In occasione della Giornata mondiale per l’eliminazione delle mutilazioni genitali femminili – Mgf, in programma venerdì 6 febbraio, Amref Italia ha chiesto a un campione della popolazione italiana che cosa pensa su questa tematica. Lo ha fatto attraverso un’indagine condotta da Ipsos.

«Siamo lontani dall’abbandono della pratica, ma ci sono segnali di speranza anche dai dati mondiali», spiega Laura Gentile di Amref Italia. In occasione di tale giornata, l’organizzazione sarà presente anche a un evento organizzato dalla Presidenza del Consiglio dei ministri – Dipartimento per le Pari opportunità, in collaborazione con il Centro di ricerca in Salute globale – Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma. Intanto continua l’impegno in Africa, con i riti di passaggio alternativi e il lavoro di giovani attiviste e attivisti. La giovane Kadidiatou, dal Senegal, invita con le sue parole a ricordare il dolore delle ragazze in una poesia video, potente e toccante.

Qual è il livello di informazione degli italiani su questo tema?

Dall’indagine di Ipsos “Africa e salute: l’opinione degli italiani”, solo il 7% si dichiara molto informato. Dato che sale all’11% tra la GenZ. Elevata la quota dei dubbiosi: il 38% non è certo se siano presenti oppure no in Italia, attualmente, donne/ragazze che hanno subito mutilazioni genitali, ed è il 42% della GenX a ritrovarsi in questa incertezza. Indagando sull’idea di quante donne/ragazze che hanno subito Mgf e che attualmente vivono nel nostro Paese, solo il 2% ha risposto esattamente (tra gli 80mila e i 100mila), il 67% tende a sottostimare il fenomeno e, di questi, il 41% pensa che non siano più di cinquemila.

In Italia, secondo uno studio condotto dall’Università di Milano Bicocca, Università di Bologna e Ismu, si stima siano presenti circa 88.500 donne che hanno subito le Mgf. La maggioranza delle quali nate all’estero (98%), mentre le donne che hanno subìto la pratica fra le nate in Italia sono poco numerose, ma non pari a zero. Le bambine sotto i 15 anni potenzialmente a rischio di Mgf in Italia sono 16mila.

Il Rapporto globale sulle Mgf 2025 (curato da End Fgm European Network, U.S. End FGM/C Network ed Equality Now, e presentato per la prima volta, a novembre a Roma, da Amref Italia) riporta quanto la pratica delle mutilazioni non sia presente solo in Africa, ma anche in Asia, Medio Oriente, America Latina, Europa e Nord America: in tutto 94 Paesi.

Le mutilazioni genitali femminili sono una violazione dei diritti umani che colpisce almeno 230 milioni di donne nel mondo, un dato in aumento del 15% rispetto a quello del 2000 (fonte Unicef). Consapevoli del gap informativo nell’opinione pubblica italiana – riporta l’indagine Ipsos per Amref Italia – l’87% ritiene che sia importante affrontare il tema delle mutilazioni genitali femminili. A pensarlo la quasi totalità dei baby boomers (91%). Come farlo? Primariamente, attivando campagne di protezione delle minori e prevenzione in famiglia (32%); parlando nelle scuole con programmi di salute sessuale (27%); garantendo maggiore protezione alle donne che hanno subìto mutilazioni genitali (23%) e realizzando campagne di comunicazione multilingue e mirate (23%).

Le prospettive del lavoro di informazione

«Siamo molto lontani dall’abbandono di tale pratica», commenta Laura Gentile, referente per la prevenzione e il contrasto alle Mgf di Amref Italia. «La spinta finale verso l’abbandono delle Mgf entro il 2030, dovrebbe essere almeno dieci volte superiore per raggiungere l’obiettivo. Le stime ci indicano, però, che la strada che abbiamo intrapreso è quella giusta. In particolare faccio riferimento al fatto che, nel mondo, le giovani hanno subito meno frequentemente delle adulte le Mgf. Ciò dimostra che, se si promuovono la consapevolezza e l’attivismo delle nuove generazioni e delle comunità, si innescherà un processo di cambiamento profondo e condiviso, dal quale difficilmente torneremo indietro. Coraggio, per uscire dal silenzio, e dialogo con istituzioni, operatori sanitari e comunità sono le chiavi».

Nel 2025, in sei Paesi africani, Amref ha trattato e segnalato circa 25 mila casi di violenza di genere. Sempre attraverso i suoi progetti, legati al tema dei Diritti della salute sessuale e riproduttiva – dove vengono affrontate anche le Mgf – sono state raggiunte 612mila persone in dieci Paesi africani. Continuano i riti di passaggio alternativo-cerimonie in cui viene celebrato il passaggio all’età adulta delle ragazze, ma eliminando la pratica della mutilazione genitale femminile: in Kenya, nel 2025, sono state salvate oltre mille bambine.

Molte le attiviste impegnate, come Kadidiatou, che in una poesia video racconta il dolore di ragazze incontrate durante il suo impegno. Recita che “Mariama era già sposa a soli 15 anni, senza sapere cosa significasse” o “Fatou, costretta a letto, che piange lacrime di sangue, perché sua nonna, complice, e sua madre impotente, l’hanno condotta dalla tagliatrice”. Il suo è un messaggio forte, rivolto anche agli uomini, quando dice che la potenza di un uomo forte “si sgretola davanti a lei”, riferendosi ad una donna che ha detto no a ogni forma di violenza.

Le iniziative del 6 febbraio 2026

In occasione del 6 febbraio, Amref Italia prenderà parte a un evento organizzato dalla Presidenza del Consiglio dei ministri – Dipartimento per le pari opportunità in, collaborazione con il Centro di ricerca in salute globale – Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma. L’appuntamento si svolgerà online, dalle 10 alle 11 di venerdì 6 febbraio. Si può richiedere di partecipare online, attraverso una mail all’indirizzo segreteriapolitichepariop@governo.it. Interverranno Laura Gentile, program specialist, per testimoniare l’impegno e l’esperienza di Amref in Africa, Italia e Europa, e la giovane attivista Esraa Newir, coinvolta nel Progetto Y-Act, che racconterà come il dialogo intergenerazionale e il coinvolgimento delle giovani generazioni siano chiavi per il cambiamento.

Domani verrà lanciato anche il Documento di posizionamento della Rete romana per la prevenzione e il contrasto delle MGF, nata nel 2023 al termine del Progetto Fami P-Act, coordinato da Amref Italia. La Rete, formata da istituzioni, servizi sanitari, società scientifiche ed enti del Terzo settore, continua ad agire in maniera condivisa e coordinata per rispondere ai bisogni del territorio, potenziando la formazione, il dialogo con le istituzioni e la collaborazione con le comunità.

Credit: foto Amref Italia

Nessuno ti regala niente, noi sì

Hai letto questo articolo liberamente, senza essere bloccato dopo le prime righe. Ti è piaciuto? L’hai trovato interessante e utile? Gli articoli online di VITA sono in larga parte accessibili gratuitamente. Ci teniamo sia così per sempre, perché l’informazione è un diritto di tutti. E possiamo farlo grazie al supporto di chi si abbona.