Imprese

Mutualismo: un business che dà valore alle comunità

Si è tenuta a Dynamo Camp la settima edizione dell’Aquila Bianca. La giornata annuale che celebra la distintività mutualistica della compagnia trentina Itas Mutua. Un’occasione per disegnare un sistema mutualistico condiviso. Nell'occasione premiate anche le agenzie più meritevoli

di Redazione

Itas Mutua ha organizzato a Dynamo Camp (Pistoia) la settima edizione dell’Aquila Bianca, la giornata annuale che celebra la distintività mutualistica della Compagnia trentina e premia le migliori “agenzie mutualistiche”, che presidiano il territorio in qualità di autentiche imprese mutualistiche a servizio dei propri soci assicurati e in relazione con gli enti di Terzo settore. 

Il filo rosso con Dynamo Camp

Per analizzare il tema della mutualità e del suo collegamento al contesto socioeconomico in cui Itas si inserisce e capire come evolvere il proprio modello di business, Itas ha scelto un luogo magico come Dynamo Camp, che incarna la capacità di generare energia positiva. 

Una scelta non casuale. Esiste infatti un filo rosso che unisce la più antica Compagnia assicurativa italiana, nata in forma di Mutua nel 1821 per essere vicina alle persone, e una delle più importanti realtà italiane del Terzo settore, con alle spalle 20 anni di attività, che offre ai bambini con gravi patologie cliniche e disabilità e alle loro famiglie la possibilità di vivere una vacanza unica, basata sulla completa gratuità e sulla completa inclusione secondo il metodo della terapia ricreativa. 

Mutualità collante sociale

Il legame tra Itas e l’ecosistema di servizi Dynamo si basa su alcuni valori chiave: il concetto di reciprocità, per il quale ciò che si raccoglie dalla comunità viene restituito alla comunità, andando oltre la filantropia sporadica; la coesistenza di anima sociale e anima manageriale, perché dalla solidità e dalla sostenibilità economica dipende ogni forma di sostegno alla comunità;  la costruzione di reti locali, perché unire le realtà coinvolte e presidiare i territori moltiplica i risultati e gli impatti ottenuti.  

Da sx, Iole Saggese, giornalista, Luciano Rova, Giuseppe Consoli, Serena Porcari, Carmine Falanga e Simone Pantano

La giornata è stata l’occasione per ragionare attorno al modello dell’impresa mutualistica, alla sua efficacia nel mercato e soprattutto al rapporto con il mondo del Terzo Settore e con le istituzioni. Ciò è avvenuto in particolare nella tavola rotonda dal titolo “Mutualità come modello di business, collante sociale e motore di responsabilità”, alla quale hanno partecipato  Luciano Rova, presidente di Itas Mutua, Giuseppe Consoli, presidente del Comitato Guida Strategia di Mutualità di Itas Mutua, Iuri Cataldo, avvocato e consulente giuridico del ministro per le disabilità, Serena Porcari, presidente di Dynamo Academy, Carmine Falanga, presidente cooperativa sociale Idee in Fuga (Al) e Simone Pantano, presidente della cooperativa sociale Il Sorriso (Bz).

Il sostegno al mondo dell’economia civile

Dal dialogo è emersa la fondamentale importanza della triangolazione tra istituzioni, imprese – ancora meglio se in forma di Mutua – ed enti di Terzo settore.  Più nello specifico, per sostenere il mondo dell’economia civile – che ricopre in Italia un ruolo sempre più centrale soprattutto nel mondo dell’assistenza e del welfare – il ministero per le disabilità si sta muovendo con l’intenzione di costruire un piano di riforme organiche, una politica di sistema che metta fine agli interventi sporadici e punti al superamento della logica di assistenzialismo verso la valorizzazione della persona.
Al centro dell’interesse politico è posto il progetto di vita, l’istruzione, il lavoro, non più soltanto la cura. Le riforme sistemiche puntano a semplificare il rapporto tra Enti e istituzioni, e partono dai tavoli che il Ministro sta costruendo con cooperative e associazioni per ascoltare le loro esigenze quotidiane. 

In questo senso, l’esperienza di Itas nella costruzione di un “modello virtuoso del benessere” affianca all’interesse per le riforme legislative la buona pratica della partecipazione: il progetto “agenzie mutualistiche” è nato in seno alla Compagnia proprio con la volontà di rendere possibile la costante vicinanza alle realtà territoriali bisognose di supporto, in una logica che va oltre il concetto di beneficenza del mondo profit, in cui l’azienda delega interamente all’associazione il rapporto con il territorio. 

Generare e restituire valore ai territori

«Quello mutualistico», ha sottolineato il presidente di Itas Luciano Rova «è il migliore dei sistemi possibili per generare e restituire valore al territorio. Anche il mercato ci dice che si tratta di un modello vincente: le Mutue assicuratrici in Europa crescono, guadagnando sempre più terreno. Cambiare paradigma di crescita significa certamente guardare anche alla stabilità e alla competitività nei numeri, per offrire ai nostri soci il migliore dei servizi all’interno di una forma giuridica che ci distingue dal mondo profit: prima di tutto, però, vengono le persone, che sono i nostri soci assicurati, e le comunità che abitano». 

Concetti ribaditi anche dal presidente Consoli: «La mutualità in Itas viene interpretata come un rapporto diretto e gestito internamente tra la Compagnia, le sue Agenzie e le comunità, in un sistema in cui i soci assicurati – che di quelle comunità fanno parte – vedono restituirsi ciò che hanno dato sottoscrivendo una polizza. Si tratta di un modello di business che genera benessere duraturo nei territori, benessere in chi lo attua, le nostre agenzie, e ritorni economici misurabili per la Compagnia».

Quanto agli enti sul territorio, dall’osservatorio di Dynamo Academy è emerso che per oltre l’80% delle imprese italiane il Terzo settore è stakeholder rilevante, vale a dire un interlocutore accreditato per costruire relazioni, anche imprenditoriali. Per Itas, da sempre gli ets rappresentano i collettori dei bisogni dei singoli soci assicurati e supportali attraverso il sostegno, non solo economico, delle loro attività significa investire in chi fa la differenza sul territorio, costruendo una rete che moltiplica gli impatti positivi. 

Lavorare insieme per costruire un sistema solido

Ed in questa prospettiva, Serena Porcari ha lanciato un appello: «Serve lavorare insieme, unire enti pubblici, privati e di Terzo settore per costruire un sistema solido. È finito il tempo degli interventi spot e di facciata. Il mercato e soprattutto la sensibilità delle persone, in particolare quelle più giovani, premiano la continuità e l’autenticità dei progetti. E dunque il rapporto alla pari tra aziende e associazioni è il prerequisito indispensabile per costruire collaborazioni durature»

Nella seconda parte della giornata ad essere protagonisti sono stati agenti e collaboratori di agenzia per raccontare, in dialogo con i responsabili della Direzione Itas, l’evoluzione e le prospettive di crescita del progetto “agenzie mutualistiche”.
Dal dibattito è emersa l’idea che il mondo della Give Economy sia un’opportunità economica reale in termini di business. La relazione, però, non deve essere quella per cui gli ets “sono un frutto da cogliere” quanto piuttosto “un terreno da coltivare” grazie a relazioni sane, durature e capaci di rendere l’agente non solo un intermediario assicurativo, ma un “esperto di relazioni fiduciarie” in grado di intercettare i bisogni della sua comunità. Da agenti e collaboratori Itas è emersa la reale volontà di aderire in modo sempre più convinto a questo modello di business mutualistico, con impegni concreti a favore dell’economia sociale dei vari territori.

Il focus su cui si sta concentrando l’impegno della Compagnia nell’ultimo anno nasce proprio da questa esigenza e dalla volontà di rendere sempre più protagonisti i soci assicurati. Il progetto pilota al quale stanno aderendo le prime agenzie si chiama “Casa Itas” e con esso la Compagnia sta costruendo una realtà immersiva in cui il socio assicurato viene coinvolto in agenzia nella scelta degli enti di Terzo settore che meritano di essere sostenuti da Itas e aggiornato costantemente sugli sviluppi di queste relazioni. Un nuovo “schema di gioco” che cambia la prospettiva e la concentra ancora di più sul rapporto a tre agenzia-socio-comunità.

Alessandro Molinari

È infine toccato all’Amministratore delegato e Direttore generale Alessandro Molinari sottolineare un aspetto centrale: i risultati positivi di Itas, che ha di recente ottenuto l’upgrade di Fitch al rating A-,  sono la testimonianza più lampante di come il business mutualistico scelto dalla Compagnia sia in grado di restituire valore anche sotto il profilo economico e finanziario a beneficio di tutti i soci assicurati, invitando quindi i presenti a rinnovare la propria adesione a questo modello di sviluppo attraverso la sottoscrizione del “Manifesto degli impegni” delle agenzie mutualistiche.

La giornata si è conclusa con la consueta premiazione delle agenzie più meritevoli divise in classifiche che premiano tanto i Kpi tecnici quanto l’impegno in termini di mutualità e servizio al socio e alla comunità.

Nell’immagine in apertura da sx: Marco Fusciani, lessandro Molinari, Ferruccio Salvaterra, Luciano Rova, Fabrizio Lorenz, Norbert Bonvecchio – tutte le foto da ufficio stampa

Cosa fa VITA?

Da 30 anni VITA è la testata di riferimento dell’innovazione sociale, dell’attivismo civico e del Terzo settore. Siamo un’impresa sociale senza scopo di lucro: raccontiamo storie, promuoviamo campagne, interpelliamo le imprese, la politica e le istituzioni per promuovere i valori dell’interesse generale e del bene comune. Se riusciamo a farlo è  grazie a chi decide di sostenerci.