Sostenibilità

Oltre 8 milioni di piatti di riso distribuiti ai più poveri grazie alle cialde di caffè

Continua a crescere “Da chicco a chicco”, un progetto di economia circolare. Avviato nel 2011 ha permesso il recupero di 800 tonnellate di alluminio e con le quasi 8mila tonnellate di caffè residuo realizzare del compost utilizzato nelle risaie. L'iniziativa di Nespresso unisce responsabilità ambientale e impatto sociale. Il riso è distribuito dalle sedi regionali di Fondazione Banco Alimentare

di Antonietta Nembri

Trasformare un gesto di attenzione all’ambiente in un momento di solidarietà e generosità. È quanto viene fatto dal 2011 grazie al progetto di economia circolare “Da chicco a chicco”.
L’iniziativa ideata da Nespresso per il riciclo delle cialde del caffè ha, infatti, un risultato apparentemente inaspettato: trasformare i materiali rigenerati in nuove risorse e in particolare in compost per le risaie coltivando un prodotto da donare alle persone in difficoltà

Da rifiuto a risorsa preziosa

L’alluminio è un materiale riciclabile all’infinito. La polvere di caffè, una volta utilizzata, invece può divenire compost. Ma come farlo se ci si trova davanti a una capsula? «Le capsule, contenendo caffè, non sono considerate un imballaggio ma un rifiuto urbano indifferenziato e andrebbero quindi smaltite nella raccolta generica. In secondo luogo, queste capsule, essendo molto piccole e leggere, non vengono intercettate negli impianti di trattamento dei rifiuti e verrebbero destinate in genere a termovalorizzazione senza poter recuperare né allumine né caffè» ricorda Matteo Di Poce, specialista in sostenibilità di Nespresso. 

Nasce così l’idea di un progetto per gestire in modo responsabile le capsule lungo tutto il loro percorso trasformando un rifiuto in un risorsa preziosa sia a livello ambientale sia sociale. 

Economia circolare a fini solidali

Un progetto che incontra il Banco Alimentare. «La collaborazione nasce nel 2011 in Lombardia», ricorda Giuliana Malaguti, responsabile della comunicazione della fondazione,  «grazie alla volontà di Nespresso di trasformare un’azione di riciclo in economia circolare a fini di solidarietà sociale, arrivando a donare negli anni milioni di piatti di riso a chi ne ha più bisogno. Il progetto da allora si è ampliato, coinvolgendo diverse sedi regionali di Banco Alimentare: nel 2020 il Lazio, nel 2022 il Piemonte, nel 2023 Puglia e Daunia, nel 2024 l’Emilia-Romagna e da quest’anno anche la Toscana». 

Oggi sono oltre 200 i punti di raccolta in Italia, 64 solo in Lombardia, le capsule in alluminio, infatti possono essere raccolte sia nei negozi a marchio sia nelle isole ecologiche partner dell’iniziativa. «Vengono poi trattate in un apposito impianto che separa i due materiali che vengono avviati al recupero: l’alluminio in una fonderia, mentre il caffè diventa compost che viene ceduto alle risaie», illustra Di Poce. 

L’impatto misurato in piatti di riso

Fin qui la parte ambientale, ma continua lo specialista della sostenibilità «l’impatto sulle persone del progetto è nel fatto che Nespresso riacquista il riso prodotto perché venga donato e distribuito attraverso la rete di Banco Alimentare e dal 2024 anche da Fondazione Progetto Arca».
A oggi sono state oltre 13.500 le tonnellate di capsule esauste recuperate, oltre 800 le tonnellate di alluminio ritornare nei circuiti produttivi per divenire nuovi oggetti e quasi 8mila le tonnellate di caffè residuo trasformate in compost. 

Dall’avvio del progetto sono stati distribuite oltre 7.700 tonnellate di riso, equivalenti a oltre 8 milioni di piatti.

Nel solo 2025, a livello nazionale, ne sono stati donati 1,3 milioni grazie all’opera delle sedi regionali del Banco Alimentare in Lombardia, Piemonte, Emilia Romagna, Toscana, Lazio e Puglia, oltre che dalle cucine mobili e dal Market solidali di Progetto Arca. 

Il riso un alimento nutriente e inclusivo

Da chicco a chicco si rinnova da 14 anni «con piacere» osserva Malaguti che sottolinea come grazie ad esso «abbiamo l’opportunità di incrementare il paniere dei beni che distribuiamo alle organizzazioni partner territoriali e ai loro beneficiari, in modo che possano ricevere una volta in più un alimento sano e da tutti gradito come il riso». 

Inoltre, continua Malaguti «ci consente di distribuire maggiori quantità di questo alimento nutriente e inclusivo, in un momento storico in cui è particolarmente difficile da recuperare dalla filiera a causa dell’aumento dei costi e della conseguente riduzione delle disponibilità del prodotto». 

La Lombardia, la regione in cui è nata la partnership tra Banco Alimentare e Nespresso, è anche quella in cui quest’anno sono state donate oltre 470 tonnellate di riso, distribuite alle 1.100 organizzazioni benefiche nel solo territorio lombardo. Qui il progetto ha un impatto dovuto anche all’impegno nella raccolta delle capsule esauste: fino a ottobre 2025 ne sono state recuperate oltre 660 tonnellate attraverso i 64 punti di raccolta presenti sul territorio lombardo

Un modello che evolve con il porta a porta

«A Milano e Lombardia, quest’anno, c’è stato anche l’avvio del primo servizio sperimentale di raccolta a domicilio delle capsule esauste di caffè in alluminio. Siamo partiti il primo ottobre», annuncia Di Poce.

Che spiega: «Grazie a un accordo a Milano, tra il Comune, Amsa, Nespresso, e il Consorzio nazionale imballaggi in alluminio. Il servizio può essere richiesto dai nostri clienti nel momento dell’acquisto online, tramite l’app o anche chiamando il nostro servizio clienti, scelgono l’opzione di riconsegna delle capsule usate direttamente al corriere».

Il duplice impatto: sociale e ambientale

Un’iniziativa sostenibile e di economia circolare che, conclude Malaguti, «ha delle forti affinità con i nostri valori, perché oltre ad avere un impatto sociale e nutrizionale concreto, genera anche benefici ambientali. L’idea di vedere in un oggetto che esaurisce la sua vita, come una capsula di caffè esausta, l’inizio di un nuovo percorso generativo di opportunità per chi è più fragile, è il cuore pulsante di questa iniziativa, da tutti noi molto apprezzata».

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