Social Responsability

Partner del volontariato, cioè partner del Paese

E se il nudging lo applicassimo al volontariato? È questa l'ipotesi di ricerca che Piero Fusco, responsabile Business Unit Enti religiosi e Terzo settore di Generali Italia e vice presidente di Fondazione Cattolica, lancia a margine della rassegna “Poeti Sociali”, in corso a Verona. La manifestazione culturale che vuole "raccontare speranza" e quattro appuntamenti del ricco programma sono stati ideati da Generali Italia e da Fondazione Cattolica. Il fil rouge? Il people raising. Dall'Academy al Bando dedicato, dal "Premio Poeta Sociale 2025 - Per il Bene Comune" all'incontro con gli studenti, ecco le ragioni di un impegno quotidiano

di Sara De Carli

Alcuni volontari ripuliscono il quartiere Barriera Milano a Torino

Linguaggi diversi. Scuole, chiese, luoghi all’aperto. Attivisti, professori universitari, poeti, imprenditori, musicisti. Fino al 5 ottobre, Verona ospita la seconda edizione di “Poeti Sociali”, una rassegna che mette al centro giovani, imprese e volontariato, promossa dalla Fondazione Toniolo con il patrocinio del Comune e con il sostegno attivo di Generali Italia e Fondazione Cattolica. Generali Italia, insieme alla sua Business Unit Enti religiosi e Terzo settore, alla funzione Country Sustainability & Social Responsability e Fondazione Cattolica ne sono non solo sponsor ma protagonisti.

Quattro gli appuntamenti principali, rivolti alle scuole, alle aziende e agli operatori del Terzo settore. «La partecipazione a Poeti Sociali, sia come Generali Italia sia come Fondazione Cattolica, esprime ancora una volta la nostra volontà di essere “partner del Paese”», afferma Piero Fusco, responsabile Business Unit Enti religiosi e Terzo settore di Generali Italia e vice presidente di Fondazione Cattolica. «Vogliamo contribuire alla costruzione di una società più inclusiva, continuare ad investire sulle persone, sulla coesione sociale, sull’accompagnamento del Terzo settore in un percorso di crescita e di innovazione. Lo facciamo come compagnia di assicurazioni con il nostro lavoro quotidiano, garantendo stabilità, efficacia e gestione del rischio degli enti del Terzo settore e lo facciamo accompagnandone anche il suo cuore pulsante, il volontariato. Vogliamo essere protagonisti».

La partecipazione a Poeti Sociali, sia come Generali Italia sia come Fondazione Cattolica, esprime ancora una volta la nostra volontà di essere “partner del Paese”

Piero Fusco

Quattro appuntamenti per i Poeti Sociali

Venerdì 3 ottobre, in mattinata, con “Escogito” saranno protagonisti i giovani. L’evento è rivolto agli studenti delle classi III, IV e V delle scuole superiori della città ed è pensato per stimolare la capacità di “escogitare” soluzioni nuove per affrontare le sfide del presente. Attraverso testimonianze ispirazionali e modelli positivi, i giovani saranno invitati a riflettere sul proprio ruolo nella società. Durante l’incontro, verrà consegnato anche il Premio “Giovani di Valore”, giunto alla quarta edizione: saranno premiati quattro giovani tra i 18 e i 35 anni che si sono distinti per le loro idee innovative, ad alto impatto sociale, capaci di generare benessere e rafforzare le comunità territoriali.

Nel pomeriggio del 3 ottobre, l’appuntamento è con il mondo del Terzo settore. Nell’incontro “Non Profit e People Raising: un approccio strategico e attento alle specificità del settore” verrà presentato il percorso verso la nuova edizione del Bando People Raising 2025, che vuole sostenere le organizzazioni non profit nello sviluppo di progettualità finalizzate a potenziare la loro capacità di coinvolgimento e valorizzazione delle risorse umane e l’Academy Fondazione Cattolica per il Terzo settore, un centro stabile di formazione per enti, professionisti, aziende e istituzioni che operano o dialogano con il Terzo settore.

Il terzo momento ha il sapore di una festa: alle 19 verrà consegnato il Premio Poeta Sociale 2025 – “Per il Bene Comune”, sostenuto da Generali Italia, un riconoscimento dedicato a donne e uomini che, attraverso il loro impegno sociale, culturale e umano, si fanno creatori di speranza e che quest’anno vedrà premiate solo persone che si sono distinte in ambito non profit.

Nella mattinata di sabato 4 ottobre, infine, con “Volontariato e Comunità: il volontariato alla ricerca di nuove forme di partecipazione” si rifletterà sulle trasformazioni che il volontariato sta vivendo e di come è possibile sostenere nuove forme di partecipazione. Allo studio un’ipotesi per certi versi disruptive: promuovere il volontariato attraverso la “spinta leggera” di alcuni percorsi ed azioni, tutti da immaginare, che siano compatibili con quella gratuità che è l’essenza dell’azione volontaria.

Nel segno del People Raising

A legare questi quattro focus c’è un tema evidente, quello che oggi è cruciale sia per il volontariato che per il Terzo settore tutto: il people raising. «L’anno scorso, attraverso il secondo Rapporto Terzo settore realizzato da Generali Italia, abbiamo messo a fuoco sei sfide urgenti per il settore e quella più importante è forse quella del capitale umano, intendendola con un’accezione a 360 gradi, che riguarda i volontari ma anche il management, il tema del ricambio generazionale», spiega Fusco.

Nel Paese c’è tantissima voglia di partecipazione e di attivarsi per il bene comune, che però facciamo fatica ad incanalare nelle strutture del volontariato organizzato. Per supportare lo sviluppo del people raising c’è ancora pochissimo: così la Fondazione si è attivata

Piero Fusco

«Da un lato sappiamo che il volontariato è sempre più liquido, ma dall’altro è evidente che nel Paese c’è tantissima energia, tantissima voglia di partecipazione e di attivarsi per il bene comune che però facciamo fatica ad incanalare nelle strutture che storicamente hanno dato espressione al volontariato organizzato. Il fatto è che mentre sul fundraising c’è un’ampia offerta formativa, per supportare lo sviluppo del people raising c’è ancora pochissimo: così la Fondazione si è attivata». 

Piero Fusco, responsabile Business Unit Enti religiosi e Terzo settore di Generali Italia e vice presidente di Fondazione Cattolica

Fusco fa riferimento al bando People Raising, promosso da Fondazione Cattolica, che Fusco non esita a definire «unico». Le realtà selezionate nel 2025 stanno iniziando ora il loro percorso: «Non si tratta solo di finanziare progetti, ma di accompagnare questi enti anche nell’ottica di individuare una o più modellizzazioni che possano poi essere messe a disposizione di altre realtà», annota Fusco. Unica è anche l’Academy di Fondazione Cattolica, «con una formula completamente diversa da quella accademica, che tiene insieme sociologia, giurisprudenza ed economia sociale, con una parte forte di laboratorio, che nasce per offrire ai partecipanti – 35 all’anno, provenienti da esperienze diverse – riferimenti teorici e strumenti pratici per leggere criticamente i processi in atto nel Terzo settore e individuare possibili percorsi per accompagnare sia le organizzazioni del Terzo settore, sia le realtà che dialogano con quest’ultimo ad avviare processi di cambiamento». Fra le novità che l’Academy vuole portare, anche una «capacità maggiore di relazione reciproca fra non profit e profit, perché entrambi i mondi hanno molto da imparare l’uno dall’altro».

Spinte gentili per i volontari

Se per accompagnare il volontariato e le organizzazioni verso il futuro servono interventi formativi ed una nuova cultura, con modellizzazioni nuove, ecco che dagli studi fatti in seno alla Fondazione è emersa una possibilità originale e inedita: introdurre, come già accade in altre nazioni, delle “spinte gentili” a diventare volontari.

Abbiamo lanciato l’idea di realizzare una ricerca per capire quali sono gli incentivi e le opportunità che possono essere messi a disposizione di ciascun volontario, per aiutarli a dedicarsi di più o meglio a questo

Piero Fusco

«Abbiamo lanciato l’idea di realizzare una ricerca per capire quali sono gli incentivi e le opportunità che possono essere messi a disposizione di ciascun volontario. L’obiettivo è capire che cosa può essere fatto per queste persone che si donano all’altro, che donano il proprio tempo all’altro, per aiutarle a dedicarsi di più o meglio a questo», spiega Fusco.

I presupposti teorici della ricerca, il contesto internazionale e le modalità della sperimentazione sul campo verranno presentati sabato mattina da Antonio Fici, professore associato di Diritto Privato all’Università Tor Vergata di Roma e direttore scientifico di  Fondazione Terzjus e da Cristiano Caltabiano, sociologo, ricercatore Fondazione Terzjus. Ne discuteranno non solo esperti come Alessandro Lombardi, capo del Dipartimento per le politiche sociali, del Terzo settore e migratorie del ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, Vincenzo Falabella, componente del Consiglio di Presidenza Cnel e Luigi Bobba, presidente Fondazione Terzjus, ma anche alcune delle realtà che partecipano ad “Hub Verona del Terzo settore”, «un tavolo di lavoro unico, nato due anni fa, che vede insieme l’ente pubblico, il privato, l’Università, il Terzo settore, che si ritrova sistematicamente per riflettere, per capire, con un’attenzione quasi spasmodica a non entrare l’uno nel perimetro dell’altro e rispettando le esperienze di ciascuno», racconta Fusco, «un’esperienza bellissima e unica, che merita di essere più conosciuta». 

In foto, alcuni volontari ripuliscono il loro quartiere. Foto di Alberto Gandolfo / LaPresse

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