Partecipazione
Politiche giovanili e servizio civile, ecco il disegno di legge delega
Il 2026 potrebbe segnare una svolta per le politiche giovanili italiane: il nuovo decreto di legge delega istituisce un coordinamento nazionale, riconosce il “youth work”, semplifica il Servizio Civile Universale e conferma la Carta Giovani Nazionale. L’obiettivo è costruire una strategia strutturale e pluriennale per favorire partecipazione, benessere, formazione e lavoro dei giovani, migliorando il monitoraggio e la valutazione dell’impatto delle politiche
Il 2026 potrebbe segnare una vera svolta, perfino l’anno zero, per le politiche giovanili in Italia. Il disegno di legge delega al governo, promosso dal ministro per lo Sport e i Giovani, Andrea Abodi, e approvato la scorsa settimana, introduce per la prima volta una politica nazionale strutturata in materia di giovani, basata sulla consapevolezza che non si possano considerare i giovani come “emergenza”, ma sia necessario costruire azioni durature, di ampio respiro e di lungo periodo.
La riforma appare tanto più necessaria di fronte a una popolazione giovanile profondamente cambiata e a un contesto sociale, economico e culturale segnato da disuguaglianze, fragilità e crescenti bisogni.
Politiche giovanili: dall’Osservatorio al “youth work”
Il governo è delegato ad adottare entro sei mesi uno o più decreti legislativi per la semplificazione, il riordino e il coordinamento delle politiche giovanili, al fine di migliorarne l’efficacia. Nasce così una strategia nazionale pluriennale per promuovere la partecipazione dei giovani alla vita sociale e democratica e garantire benessere psico-fisico, formazione, lavoro e opportunità.
Il coordinamento sarà affidato a un Osservatorio permanente per le politiche giovanili, istituito presso il Dipartimento per le Politiche Giovanili e il Servizio Civile Universale, mentre verrà valorizzato il ruolo dell’Agenzia Italiana per la Gioventù e del Consiglio Nazionale dei Giovani (che tra l’altro proprio pochi giorni fa ha eletto il suo nuovo presidente, Edoardo Italia, già vice presidente e rappresentante dei giovani Cri). Tra le principali novità, si evidenzia anche la nascita della Strategia Nazionale per la Gioventù, un documento programmatico redatto dall’Osservatorio che definirà priorità strategiche, obiettivi e linee di intervento condivise tra Stato ed enti territoriali.
Una novità importante è il riconoscimento del “youth work” come ambito fondamentale delle politiche giovanili, in linea con le prassi europee. Si valorizza così il lavoro di chi opera in contesti educativi, sociali, culturali e di partecipazione: centri giovanili, associazioni, spazi informali e territori.
Servizio Civile: semplificazione e monitoraggio
Gli obiettivi principali della delega sul Servizio Civile Universale sono tre:
- Semplificare le procedure amministrative per la progettazione e l’iscrizione all’albo degli Enti di Servizio Civile Universale.
- Potenziare il sistema di monitoraggio dei progetti e delle risorse impiegate.
- Riconoscere e valorizzare le competenze acquisite dagli operatori volontari.
I decreti attuativi saranno emanati in coproponenza con il ministro per le Riforme Istituzionali e la Semplificazione Normativa, Maria Elisabetta Alberti Casellati.
Novità operative
Il provvedimento introduce anche misure immediatamente operative, come la conferma della Carta Giovani Nazionale, assegnata gratuitamente a tutti i giovani tra i 18 e i 35 anni, italiani e stranieri, residenti in Italia. Attualmente sono 3,6 milioni i titolari della Carta, con un aumento di quasi 300mila unità nell’ultimo anno.

La Carta consente di accedere a 213 opportunità offerte da 179 partner pubblici e privati e diventerà il punto unico di accesso anche ai servizi di altre amministrazioni. La prima misura già prevista è il Bonus Valore Cultura, erogato tramite la Carta in collaborazione con il Ministero della Cultura.
Viene inoltre prevista una Strategia nazionale per la gioventù, elaborata dall’Osservatorio, che individua priorità strategiche, obiettivi e linee di intervento condivise tra Stato ed enti territoriali.
«Un modello integrato di politiche per i giovani»
«Con questa legge delega compiamo un passo significativo per ridefinire le politiche giovanili come un insieme sistematico di interventi organici e per facilitare il Servizio Civile Universale, migliorando il monitoraggio e l’uso delle risorse pubbliche», commenta il ministro Abodi. «Elemento qualificante è non solo la semplificazione normativa, ma l’istituzionalizzazione del coordinamento tra tutti gli attori di Governo coinvolti in materia di politiche giovanili. Stiamo creando un modello integrato che permetterà un rapporto più proficuo e costante tra governo e giovani, coordinando strumenti e politiche e valutandone l’impatto in tutte le fasi».
Foto fornite dal Ministero per lo Sport e i Giovani
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