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Povertà, caregiver e centri estivi: cosa c’è per il sociale nella bozza di Legge di Bilancio 2026

Povertà e salute pubblica sono le sfide principali. Alla prima vanno 380 milioni in più nel 2026, compensati però da una riduzione di 267 milioni al Fondo per il sostegno alla povertà e per l’inclusione attiva. Le pensioni sociali aumentano di 20 euro al mese. Al Servizio sanitario nazionale 2,4 miliardi di euro nel 2026, di cui 100 milioni destinati all’Alzheimer. Tra le novità, viene stabilizzato il fondo per le attività socioeducative a favore dei minori (60 milioni dal 2026) e istituito quello per i caregiver familiari (1,15 milioni di euro)

di Chiara Ludovisi

Il ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, il ministro degli Esteri Antonio Tajani e il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti durante l’illustrazione della legge di Bilancio in occasione della conferenza stampa al termine del Consiglio dei ministri a Palazzo Chigi, Roma, Venerdì 17 Ottobre 2025

Che cosa c’è nella prossima Legge di Bilancio, per i temi sociali, oltre l’aumento del tetto del 5 per mille? Non si può dire che non ci sia nulla, ma quello che c’è è poco: scorrendo la bozza tecnica del Ddl di Bilancio 2026 salta agli occhi come i grandi problemi sociali (primo fra tutti la povertà, che in Italia ha assunto e conserva dimensioni drammatiche) siano affrontati con misure quantomeno timide. Premesso che la Legge di Bilancio è all’inizio del suo percorso e ancora è troppo presto per trarre conclusioni, qualche primo spunto si può trarre, analizzando i capitoli e gli articoli che affrontano più specificatamente le questioni sociali. 

Povertà, lavoro, famiglia

Il primo è il Titolo III, “Misure in materia di lavoro, previdenza sociale, famiglia e pari opportunità”. L’articolo 38 è dedicato alle misure di contrasto alla povertà e contiene una prima (piccola, ma positiva) novità per quanto riguarda l’Assegno d’inclusione: il beneficio mensile spetta per un massimo di 18 mesi, ma per un «periodo continuativo». È necessario comunque chiedere il rinnovo, tramite apposita domanda, dopo i primi 12 mesi, ma non dovrebbe più avvenire l’interruzione che invece ha recentemente messo in difficoltà i beneficiari della misura. Una novità, questa, che ci era stata anticipata su queste pagine da Natale Forlani, presidente di Inapp e del Comitato scientifico per la valutazione delle misure di contrasto alla povertà.

La seconda novità, sempre relativa all’Adi, riguarda le risorse. È previsto infatti un incremento di 380 milioni nel 2026, con crescita progressiva fino a 442 milioni di incremento dal 2033. Al tempo stesso, però, viene annunciato un importante taglio al Fondo per il sostegno alla povertà e per l’inclusione attiva: 267,16 milioni di euro per l’anno 2026, 346,95 milioni di euro per il 2027, 336,23 milioni di euro per il 2028 e così via fino al 2034. Da una parte si aggiunge, dall’altra si toglie. E la coperta è sempre troppo corta.

Per quanto riguarda le pensioni sociali in favore dei soggetti in condizioni disagiate (art. 41), è previsto un incremento di 20 euro mensili e 260 euro annui, a partire dal 1° gennaio 2026. Viene poi prorogata fino al 31 dicembre 2026 l’Ape Sociale, misura di pensionamento anticipato prevista per particolari categorie di lavoratori in condizioni di fragilità sociale o lavorativa. Tuttavia, per consentire l’accesso all’Ape Sociale anche nel 2026, sarà necessaria una nuova proroga da parte della prossima Legge di Bilancio. Fermo restando il requisito anagrafico (63 anni e 5 mesi), insieme agli altri requisiti previsti, il fondo viene incrementato di 170 milioni nel 2026 e 320 milioni nel 2027. 

Misure per la conciliazione

Per quanto riguarda il tema cruciale della conciliazione tra famiglia e lavoro, l’articolo 46 prevedere l’integrazione del reddito delle madri con due o più figli: in particolare, per il 2026, 60 euro mensili per figlio alle madri lavoratrici (dipendenti o autonome) con due figli, fino ai 10 anni del secondo figlio. La misura è riservata alle madri con redditi sotto i 40mila euro annui. Continuano a essere escluse dal beneficio le lavoratrici domestiche.

Sono inoltre previsti incentivi all’assunzione e la stabilizzazione di lavoratrici madri, tramite una decontribuzione totale dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro per un periodo determinato. Inoltre, le imprese che trasformano contratti a termine in contratti a tempo indeterminato per lavoratrici madri possono beneficiare di un ulteriore incentivo. Ancora, sono previsti fondi specifici per le imprese che adottano politiche attive a favore delle lavoratrici madri, come la flessibilità oraria, il lavoro da remoto e la creazione di ambienti di lavoro inclusivi. Tutto questo, allo scopo di ridurre la disoccupazione e la precarietà tra le donne e promuovere le pari opportunità. 

Sempre in materia di conciliazione, il congedo parentale viene esteso dai 12 ai 14 anni del bambino e il congedo per malattia del figlio passa da 5 a 10 giorni annui. 

Si incrementano il Fondo per le pari opportunità (10 milioni annui dal 2026), per favorire formazione e inserimento lavorativo delle donne vittime di violenza; e il Fondo “Reddito di libertà” (0,5 milioni di euro per l’anno 2026 e di 4 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2027), per sostenere donne vittime di violenza economicamente svantaggiate.

Vengono potenziate anche le misure contro la tratta degli esseri umani (art. 57): da 7 milioni di euro per ciascuno degli anni 2024 e 2025 a 11 milioni di euro per il 2026 e 16,2 milioni di euro annui a decorrere dal 2027. 

I nuovi Fondi

Oltre a prevedere l’aumento, più o meno significativo, di alcuni fondi preesistenti, la bozza della legge di bilancio ne annuncia alcuni di nuovi. Tra questi, il Fondo per le attività socioeducative a favore dei minori (art. 52), presentato nell’ambito delle misure volte a sostenere la conciliazione famiglia-lavoro: con una dotazione di 60 milioni di euro annui dal 2026, gestito dal Dipartimento per le politiche della famiglia, è destinato ai Comuni per l’apertura di centri estivi, servizi socioeducativi e attività educative e ricreative per minori.

Un altro Fondo di cui si annuncia l’istituzione nella bozza è quello per «il finanziamento delle iniziative legislative a sostegno del ruolo di cura e di assistenza del caregiver familiare»: con una dotazione di 1,15 milioni di euro per l’anno 2026 e di 207 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2027, è destinato alla «copertura finanziaria di interventi legislativi di iniziativa governativa finalizzati alla definizione della figura del caregiver familiare delle persone con disabilità e al riconoscimento del valore sociale ed economico della relativa attività di cura non professionale».

Ancora, l’articolo 56 introduce un «Contributo per il sostegno abitativo dei genitori separati e divorziati»: con una dotazione di 20 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2026, ha lo scopo di garantire un sostegno abitativo ai genitori separati o divorziati non assegnatari dell’abitazione familiare di proprietà con figli a carico, fino al compimento dei 21 anni di età.

Salute e prevenzione

Se la povertà è una delle grandi emergenze sociali del nostro Paese, la sanità pubblica è certamente l’altra, su cui si attendono e si auspicano investimenti che rendano il Servizio sanitario nazionale più adeguato a rispondere al bisogno e al diritto di salute della popolazione. A tale riguardo, la bozza della legge di bilancio (titolo V) prevede, in sintesi, un incremento di 2,4 miliardi di euro nel 2026 e di 2,65 miliardi annui dal 2027. Da precisare che «una quota dell’importo, pari a 100 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2026, è destinata al finanziamento delle spese per Alzheimer e altre patologie di demenza senile».

 Il finanziamento del Ssn è quindi in aumento: secondo il ministero della Salute passerà da circa 136,5 miliardi di euro nel 2025 a 141,3 miliardi nel 2027. Un incremento importante, ma per alcuni ancora molto lontano dalla “sufficienza”: il Gimbe, per esempio, aveva stimato, nel suo Rapporto sulla sostenibilità del Ssn 2016-2025, un fabbisogno di 200 miliardi per il 2025. E la quota di Pil destinato dall’Italia alla salute pubblica continua ad essere bassa rispetto alla media europea (6,6% contro il 10% circa). 

Un’altra quota del fabbisogno sanitario nazionale standard (80 milioni nel 2026, 85 nel 2027, 90 nel 2028 e 30 milioni nel 2029) sarà «destinata all’implementazione e al potenziamento delle strategie e delle azioni per prevenzione, diagnosi, cura e assistenza definite negli Obiettivi del Piano di azione nazionale salute mentale 2025-2030».

Si incrementa di 2 milioni di euro (per il triennio 2026-2028) anche il fondo destinato ai bambini affetti da malattie oncologiche. Aumentano anche le risorse destinate alle cure palliative: 10 milioni di euro per l’anno 2025 e ulteriori 20 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2026.

La carta elettronica “Valore”

In materia di formazione e cultura, una nuova carta viene introdotta, destinata ai giovani neo diplomati: si chiama “Valore” (art. 109) ed è destinata, a partire dall’anno 2026, a chi abbia conseguito, non oltre l’anno di compimento del diciannovesimo anno di età, il diploma finale presso istituti di istruzione secondaria superiore o equiparati. La Carta assegna un credito utilizzabile in attività culturali nell’anno successivo a quello del conseguimento del diploma. Importi, criteri e modalità di assegnazione sono definiti con decreto annuale del ministro della Cultura, di concerto con il ministro dell’Economia e delle finanze e con il ministro dell’Istruzione e del merito, da adottare entro il 30 settembre di ciascun anno. La carta è concessa nel rispetto del limite massimo di spesa di 180 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2027.

In apertura il ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, il ministro degli Esteri Antonio Tajani e il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti durante l’illustrazione della legge di Bilancio in occasione della conferenza stampa al termine del Consiglio dei ministri a Palazzo Chigi, il 17 Ottobre 2025. Foto di Roberto Monaldo / LaPresse)

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