Il rapporto
Povertà e salute mentale, due condizioni strettamente legate
Verrà presentato a Roma l'11 febbraio un volume redatto da Caritas italiana insieme alla Conferenza permanente per la salute mentale nel mondo Franco Basaglia, che mette in luce il ruolo delle disuguaglianze e della mancanza di mezzi economici nella determinazione del disagio psichico (e viceversa)
Povertà e salute mentale sono profondamente connesse. Le condizioni di precarietà economica, abitativa, lavorativa e relazionale aumentano il rischio di sofferenza psichica; allo stesso tempo, il disagio mentale può compromettere l’accesso al lavoro, al reddito e alle reti sociali, creando un circolo vizioso di esclusione. E non si tratta di fragilità dei singoli individui, ma dell’esito di disuguaglianze sociali e politiche strutturali. È questo il quadro che emerge dal rapporto Povertà e salute mentale. Relazione circolare e diritti negati, realizzato da Caritas italiana insieme alla Conferenza permanente per la salute mentale nel mondo Franco Basaglia. Il documento verrà presentato a Roma mercoledì 11 febbraio alle 10:30 al Th Roma – Carpegna Palace Hotel.
I contenuti
Attraverso dati epidemiologici e studi di sorveglianza, il Rapporto restituisce un quadro chiaro del disagio mentale in Italia, mettendo in luce il ruolo centrale dei determinanti sociali della salute e l’impatto di povertà e disuguaglianze. Ne emerge un peggioramento strutturale della salute mentale, con effetti particolarmente evidenti su giovani, donne e persone con esperienza migratoria.
Lo studio segnala inoltre profonde disuguaglianze territoriali nell’accesso ai servizi di salute mentale e ai servizi integrati, insieme al definanziamento per la salute mentale e il progressivo indebolimento dei presìdi territoriali, soprattutto nelle aree più fragili del Paese. La salute mentale si conferma così una cartina di tornasole delle disuguaglianze sociali e geografiche, capace di restituire una fotografia nitida delle fratture che attraversano l’Italia.
Accanto alle analisi quantitative, il volume dà spazio ai vissuti e alle testimonianze raccolte nei territori attraverso le Caritas diocesane. Storie concrete che raccontano ciò che spesso resta invisibile alle statistiche ufficiali e che aiutano a leggere l’attualità a partire dalle biografie delle persone, dai loro percorsi di vita e dalle risposte, spesso insufficienti, del sistema dei servizi. «È urgente contrastare la persistente tendenza a sottovalutare il valore della salute mentale per lo sviluppo complessivo del Paese», afferma don Marco Pagniello, direttore di Caritas italiana. «occorre considerarla una responsabilità trasversale, un bene comune in senso pieno, un investimento strategico per la coesione sociale».
Gli ospiti
Ad aprire i lavori sarà lo stesso Pagniello. Interverranno Giovanna Del Giudice, psichiatra, presidente della Conferenza permanente per la salute mentale nel mondo Franco Basaglia; Federica Arenare, ricercatrice nell’ambito delle tecnologie digitali, che ha analizzato l’evoluzione della narrazione della salute all’interno dei social media; Federica De Lauso e Vera Pellegrino, del servizio Studi e ricerche di Caritas italiana, curatrici del rapporto, che porteranno dati e letture maturate a partire dall’ascolto dei territori. Il confronto sarà arricchito dalle esperienze di due Caritas diocesane, che porteranno al centro della discussione le storie, le fatiche e le domande che emergono quotidianamente nei servizi di prossimità. Nel corso della mattinata è previsto anche l’intervento del cardinale Matteo Maria Zuppi, Arcivescovo di Bologna e presidente della Conferenza episcopale italiana.
Foto in apertura da Unsplash
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