Comunicazione sociale
“Premio giornalistico Riccardo Bonacina”: la prima edizione dedicata ai giovani under 30 che raccontano le periferie
I primi tre elaborati inediti saranno premiati con riconoscimenti in denaro rispettivamente di 1.500, 800 e 500 euro. C'è tempo fino all'8 giugno. Ecco come partecipare
«Siamo nati non da un’idea ma da una passione: non avevamo idee da propagandare, volevamo solo andare incontro alla realtà per raccontarla», scriveva così Riccardo Bonacina in un editoriale del novembre 2019. Andare incontro alla realtà per raccontarla è la proposta che oggi VITA lancia a una nuova generazione di giornalisti, grazie alla Prima edizione del Premio intitolato al suo fondatore riservata a contributi inediti opera di under 30. Per il tema di questa Prima edizione abbiamo scelto quello delle periferie: l’indicazione è di raccontare delle situazioni specifiche e circoscritte, come restituzioni di indagini e di incontri fatti sul terreno. Vale sia il taglio della denuncia ben documentata come quello di una narrazione di esperienze di rigenerazione, nell’un caso e nell’altro sempre relative a contesti ben definiti. «Andando in una periferia, io entro in un luogo concreto, ma anche in un luogo comune. In uno stereotipo», ha scritto Alessandro Sortino nell’editoriale di lancio del Premio nel numero di VITA magazine di febbraio. «Ciò che fa la differenza è incontrare qualcuno, e questo qualcuno può essere un “maranza”, che ha una sua storia di delinquenza ma anche no: magari è una storia di bontà. Perché la realtà può metterti di fronte ad un volontario, che è “anche” cattivo e ad un “maranza” invece che è “anche” buono. Questa capacità di raccontare la verità attraverso una persona, è secondo me ciò che rende bello il nostro mestiere. E per di più funziona».
È importante questa sottolineatura finale di Sortino: il metodo dell’incontro e del conseguente racconto è esperienza in grado fascino e passione ad una professione come quella giornalistica oggi assediata dal semplicismo nevrotico dei social o dagli automatismi omologanti degli algoritmi. L’incontro invece sfida e rivitalizza la narrazione giornalistica perché fa saltare gli schemi preconcetti e apre alla possibilità dell’imprevisto. L’incontro per questo può tradursi in vero “spettacolo” da restituire al pubblico dei lettori, “spettacolo” vero di vita, radicalmente opposto alla “spettacolarizzazione” a cui così spesso purtroppo si riduce il racconto di contesti sociali difficili: “spettacolarizzazione” del male come pure del bene.
In un’epoca in cui i linguaggi giornalistici si sono felicemente ampliati, chiediamo a chi candiderà al Premio di restituire semplicemente dei testi scritti. La scrittura infatti è un tesoro da coltivare, lo strumento base, quello più semplice e prezioso nella cassetta degli attrezzi di un giornalista. Scrivere, cioè far aderire le parole alla realtà che si è esplorata e incontrata e farne così partecipi tutti coloro che leggeranno.
La giuria è così composta: Giuseppe Frangi (Presidente), Alessandro Banfi, Anna Spena, Cecilia Pellizzari, Francesca Saturnino, Maria Laura Conte, Paolo Bonacina. I primi tre elaborati saranno premiati con riconoscimenti in denaro rispettivamente di 1.500, 800 e 500 euro.
Gli elaborati dovranno essere inviati entro e non oltre il 8 giugno 2026 all’indirizzo premiobonacina@vita.it
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