Guerra Russia-Ucraina

«Questo piano di pace è una bomba a orologeria»

Ihor Boyko, rettore del seminario greco - cattolico di Leopoli, commenta i negoziati tra Russia e Ucraina, in questo momento in una fase di stallo: «L’esperienza del 2014, quando una "riconciliazione" senza risultati ha portato all’invasione su vasta scala e alla perdita di 14mila soldati, serve da chiara prova che la Russia non si fermerà al successo raggiunto. I piani di pace che includono il riconoscimento dei territori come russi sono una "bomba a orologeria". Non possiamo permettere che l’aggressione del nostro Paese resti impunita. Non vogliamo che un giorno le bombe russe inizino a cadere sulle città europee. Non è solo una questione di giustizia per l’Ucraina, ma anche una questione di sicurezza globale»

di Anna Spena

Rimane ancora sospeso il piano di pace per l’Ucraina. I negozianti sono fermi. Martedì 2 dicembre, al Cremlino, c’è stato un incontro tra Vladimir Putin, l’inviato speciale Usa, Steve Witkoff e il genero di Trump, Jared Kushner. Ieri, mercoledì 3 dicembre, è stato annullato l’incontro in programma a Bruxelles tra Volodymr Zelensky e la delegazione Usa. 

«La discussione sulla situazione attuale al fronte e sulle prospettive dei negoziati di pace in Ucraina evidenzia una profonda preoccupazione riguardo al sostegno militare e alle conseguenze strategiche di qualsiasi concessione territoriale», racconta Padre Ihor Boyko, rettore del seminario greco – cattolico di Leopoli. «A febbraio 2026 ricorreranno quattro anni dall’inizio dell’invasione su vasta scala in Ucraina. Nonostante tutto, l’Ucraina continua a difendere coraggiosamente la propria dignità umana, pagando il prezzo più alto: quello della vita umana».

Intanto mentre si parla di pace la Russia ha intensificato i bombardamenti su tutto il Paese. Putin ha rivendicato la presa della città di Pokrovsk, nell’oblast’ di Donec’k, ma Kiev smentisce. «Una delle ragioni principali della rapida avanzata delle truppe russe, in particolare nell’Oblast di Zaporizhzhia e vicino a Pokrovsk, è la mancanza di forza militare e il sostegno insufficiente da parte degli alleati. Nonostante lo Stato Maggiore Generale non abbia ancora riconosciuto la completa conquista di Pokrovsk, il fatto di una significativa avanzata russa (più territori occupati a novembre che a settembre) sottolinea la critica carenza di risorse e di supporto militare, come gli aerei. Stiamo vivendo una guerra di logoramento. Le risorse umane ucraine si stanno esaurendo, mentre la Russia, pur avendo una popolazione maggiore, non risparmia i suoi uomini e subisce perdite 10 volte superiori a quelle dell’Ucraina, il che indica che anche quelle russe si stanno esaurendo. E poi c’è la questione degli aiuti militari che ancora arrivano in maniera “molto dosata”. I bombardamenti russi continuano e persone innocenti, compresi i bambini, ne soffrono quotidianamente. Questa guerra brutale miete vite e distrugge destini ogni giorno, richiedendo un’incredibile resilienza al popolo ucraino. Gli ucraini vivono con la speranza e la convinzione che la comunità mondiale debba condannare fermamente i crimini di guerra commessi dalla Russia. Non è solo una questione di giustizia per l’Ucraina, ma anche una questione di sicurezza globale».

Il nodo principale del piano di pace rimane quello dei territori. «La maggior parte della società ucraina è categoricamente contraria a qualsiasi concessione territoriale alla Russia. I sondaggi recenti indicano che poco più della metà della popolazione (51%) è contraria alle concessioni territoriali alla Russia, e la percentuale di coloro che sono contrari al riconoscimento legale dei territori come russi è ancora più alta. Qualsiasi cessate il fuoco che comporti la cessione di territori è visto non come pace, ma come una “riconciliazione” temporanea che porterà a un nuovo attacco tra 5-10 anni. L’esperienza del 2014, quando una “riconciliazione” senza risultati ha portato all’invasione su vasta scala e alla perdita di 14mila soldati in 8 anni, serve da chiara prova che la Russia non si fermerà al successo raggiunto. I piani di pace che includono il riconoscimento dei territori come russi sono considerati una “bomba a orologeria“». 

Sebbene le sanzioni «imposte da Europa e America stiano indebolendo la Russia», continua Boyko, «si ritiene che la pressione economica avrebbe potuto essere più seria, ma ciò non è nell’interesse della comunità mondiale. L’impunità della Russia per l’aggressione del 2014 è anche una delle cause degli eventi attuali. Non possiamo permettere che l’aggressione del nostro Paese resti impunita. Non vogliamo davvero che un giorno le bombe russe inizino a cadere sulle città europee. La condanna dei crimini di guerra è un passo fondamentale per prevenire l’ulteriore diffusione di questa minaccia. Il mondo occidentale deve rendersi conto che sostenere l’Ucraina significa proteggere i propri valori e la propria sicurezza. Giustizia, pace e dignità richiedono un’azione decisa».

Un’auto abbandonata sullo sfondo di edifici danneggiati nel centro di Pokrovsk, teatro delle più violente battaglie con le truppe russe nella regione di Donetsk, Ucraina/AP Photo/Michael Shtekel/Associated Press/LaPresse 

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