Percorsi di inclusione

Ricominciare dalla cura: a Roma un percorso per chi era rimasto ai margini

Venti adulti in situazione di esclusione sociale si sono formati a Roma grazie a un progetto Dynamo Academy e Dynamo Camp con Intesa Sanpaolo Assicurazioni. L’iniziativa fa parte di un percorso più ampio su tutto il territorio nazionale che in tre anni ha già coinvolto 295 giovani e donne. In Lazio i beneficiari sono stati anche uomini adulti non inseriti nel mercato del lavoro

di Daria Capitani

Un’opportunità per chi si trova fuori dal mercato del lavoro, con esperienze di vita complesse e in situazione di esclusione sociale. Ma anche una risposta alla crescente necessità di cura, che richiede competenze specifiche e adeguate. Sono i due risvolti positivi generati da un progetto a cura di Dynamo Academy e Dynamo Camp, in co-progettazione con Intesa Sanpaolo Assicurazioni, e con il supporto di enti formativi territoriali.

Dal 2022, l’iniziativa punta a coinvolgere persone in diverse regioni d’Italia, prevalentemente giovani e donne in condizione di emarginazione economica e sociale, offrendo loro in modo gratuito percorsi di formazione professionale nel settore della cura. In tre anni ha già coinvolto 295 partecipanti in Toscana, Campania, Lazio, Puglia, Molise e Sicilia per un totale di 6.994 ore in aula e sul campo. Le figure professionali formate appartengono tutte al settore dell’assistenza a persone fragili. Durante il percorso, acquisiscono una competenza in più: i fondamenti della terapia ricreativa Dynamo, metodo sviluppato dal 2007 da Fondazione Dynamo Camp a beneficio di bambini e adolescenti con patologie gravi o croniche e proposto negli anni da Dynamo Academy in contesti aziendali, scolastici e istituzionali.

Si sta concludendo in questi giorni il corso realizzato a Roma con Kappa Formazione, ramo della cooperativa Kairos, per formare operatori educativi per l’autonomia e la comunicazione, Oepac. Hanno partecipato 20 beneficiari: donne, giovani e uomini adulti esclusi dal mercato del lavoro che acquisiranno un attestato di qualifica professionale. Un evento di restituzione si è svolto oggi all’Istituto comprensivo Ennio Morricone, con interventi del dirigente scolastico Paolo Lozzi, della responsabile Sviluppo Dynamo Academy Sandra Nannini, Donatella Manca dell’Ufficio Inclusione del IV Municipio di Roma, Manuela Galbiati, change management, learning e focal point comunicazione di Intesa Sanpaolo Assicurazioni, la direttrice scientifica di Kappa Formazione Claudia Sabatano, il presidente della cooperativa Kairos Alessandro Capponi, la coordinatrice e formatrice corso Oepac Tiziana Portone, insieme a corsisti, rappresentanti della comunità educante e docenti.

Operatori per l’autonomia e la comunicazione

La figura dell’Oepac sostiene e promuove l’autonomia personale dell’alunno, in particolare dell’alunno con disabilità o in condizione di svantaggio, contribuisce a rendere accessibili le attività didattiche o ricreative, adattando le proposte dei docenti alle sue esigenze e potenzialità, collabora con il personale specialistico e con la famiglia per realizzare un piano educativo individualizzato. Come ha spiegato Sandra Nannini, direttore dello Sviluppo di Dynamo Academy, «la crescente necessità di cura richiede competenze e preparazione: il percorso realizzato ha l’obiettivo di innalzare la qualità dell’approccio».

L’intervento di Sandra Nannini, direttore Sviluppo di Dynamo Academy

Alessandro Capponi, presidente della cooperativa Kairos, ha sottolineato: «Abbiamo accompagnato con grande attenzione un gruppo eterogeneo di partecipanti, molti dei quali in condizioni di particolare vulnerabilità personale o lavorativa. Portare a termine questo percorso rappresenta un risultato importante, perché contribuisce a formare figure in grado di sostenere chi necessita di cura e di un supporto educativo qualificato, e conferma quanto l’investimento sulle competenze educative possa generare opportunità reali».

L’impatto in quattro anni

Il progetto è ora al quarto anno di attività con ulteriore sviluppo nel 2026. Soltanto nell’ultimo anno sono state formate 75 persone, prevalentemente giovani e donne, ma con la presenza anche di uomini adulti. Tre i percorsi completati, con quattro classi in tutto, in Campania, Puglia, Lazio. Sono attualmente in formazione (e concluderanno il percorso nel 2026) 70 persone su tre percorsi e quattro classi attive in Puglia, Molise e Sicilia.

Avviato per contribuire a incidere in modo positivo sulla grave situazione dei giovani esclusi dal mercato del lavoro, l’iniziativa ha ampliato la propria portata. In alcune regioni, come la Toscana, l’ambito di azione sui giovani è rimasto prevalente. In altre, come Campania, Puglia e Lazio, è emersa l’urgenza di lavorare contemporaneamente a beneficio di donne vittime di violenza o in situazione di disoccupazione e grave emarginazione sociale. Nelle ultime edizioni, sia in Lazio sia in Puglia, è emerso anche il bisogno di formazione rivolta a uomini in situazione di marginalità.

Sono diverse le figure professionali formate grazie al progetto: tecnico dell’animazione socio educativa, operatore socio assistenziale, animatore sociale e tutor per disturbi specifici dell’apprendimento, operatore educativo per l’autonomia e la comunicazione, assistente all’infanzia, assistente all’autonomia e alla comunicazione delle persone con disabilità, operatore socio sanitario. A completamento di ogni corso, i partecipanti vengono coinvolti in un momento simbolico, di start o di conclusione, aperto al pubblico o esclusivo, su temi urgenti e necessità di competenze del mondo della cura, sul futuro delle professioni nell’ambito del caring, su alleanze e investimenti nelle comunità.

La fotografia in apertura è di Cristofer Maximilian su Unsplash. Quella nel testo è di Fondazione Dynamo Camp

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