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Novembre 2025

Volontario, perché lo fai?

Impotenza è la cifra del nostro tempo. Tutto ci pare deciso altrove, sopra, lontano. Incidere o fare la differenza ci sembra impossibile. Qual è allora il senso dell’impegno personale, qui e ora? Perché fare volontariato? Sono queste le domande, un po’ provocatorie, a cui il nuovo numero di VITA – curato da Sara De Carli – vuole rispondere. Volontario perché lo fai? è un numero schierato, che difende con forza le ragioni e il senso del “noi ci impegniamo”: quello di 4,7 milioni di italiani che si spendono gratuitamente per gli altri e per il bene comune. L’illustrazione di copertina è di Christian Romano.

Nel capitolo 1, Volontari nonostante tutto, abbiamo incontrato dieci volontari impegnati in dieci luoghi di confine, là dove è più facile pensare “tanto non cambia niente”. Emma, Giovanni, Paolo, Marianna… nelle loro parole il senso brilla potente, un senso fortissimo che è scelta di campo, reciprocità, identità. Nonostante tutto.

Il capitolo 2, A scuola di attivismo, racconta 20 esperienze: poca teoria, molta pratica. Venti vivai del volontariato e dell’attivismo, dove scoprire il gusto dell’impegno civico. Tra le quattro leve che oggi vanno messe in campo, c’è anche la novità della certificazione delle competenze dei volontari.

Nel capitolo 3, I motori del volontariato, dieci parole tracciano la rotta del nostro impegno per gli altri, oggi. Da comunità a speranza, passando per frustrazione e scambio: se non è più la solidarietà a muoverci, che cosa ci muove? Tra le dieci firme, anche la scrittrice Silvia Avallone, la giornalista Daria Bignardi e il comico Gabriele Corsi.

Di volontariato si parla anche nelle sette pagine a marchio “Produrre Bene”, curate da Giampaolo Cerri, in continuità con la sua newsletter del lunedì. L’inchiesta a firma di Alberto De Pasquale è dedicata al volontariato aziendale, in particolare a quello di competenza.

L’editoriale del direttore Stefano Arduini è dedicato al 5 per mille: grazie alla campagna “5 per mille, ma per davvero”, promossa da VITA insieme a 67 organizzazioni, il Governo ha inserito in Legge di Bilancio l’innalzamento del tetto del 5 per mille, che dovrebbe quindi passare dal 2026 da 525 a 610 milioni di euro: un ottimo traguardo intermedio, ma la vittoria è il superamento del tetto.

La prima parte del giornale Societas, ospita i contributi di Ivana Pais, Giuseppe Frangi e Maurizio Crippa, un’infografica di Matteo Riva e gli sguardi originali dei giovani fotografi dell’Istituto italiano di fotografia, del collettivo del Teatro del Lunedì, del giornalista e illustratore Salvatore Garzillo e di Rosy Russo. Questo mese si parla, fra le altre cose, della nascita della coalizione filantropica Humanity Ai.

In Communitas, la terza parte del magazine, trovate una mappa del valore economico del non profit (quasi 93 miliardi di euro secondo gli ultimi dati Istat), mentre Stefano Granata fa il punto sul nuovo Piano nazionale per l’economia sociale e Sergio Gatti parla del credito come strumento di pace. Daria Capitani racconta “Parole di partecipazione attiva”, il documento corale che la Fondazione Compagnia di San Paolo ha realizzato in collaborazione con l’agenzia per la trasformazione culturale cheFare in un percorso durato due anni. Il changemaker di novembre è Franco Taverna, “educatore contadino”, storico braccio destro di don Antonio Mazzi in Fondazione Exodus.

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