Arte
Salgar, il cronista delle cartografie umane
Salvatore Garzillo, firma di VITA con la sua rubrica “Chi è successo?” apre il 27 gennaio una mostra personale. Una cinquantina i disegni esposti alla galleria Patricia Armocida di Milano. Fino al 28 marzo si potranno ammirare i lavori realizzati da Garzillo sui suoi taccuini da reporter di nera
Salvatore Garzillo alla galleria Patricia Armocida (via Argelati, 24) di Milano inaugura la sua personale dal titolo “Cartografie umane – appunti di un cronista”. In mostra circa cinquanta disegni a inchiostro e tecnica mista su carta di piccole e medie dimensioni.
Garzillo – in arte Salgar – è una firma nota ai lettori di VITA. La sua rubrica “Chi è successo?” ogni mese ci presenta personaggi, sconosciuti al mondo, ma capaci di aiutare gli altri. Il loro ritratto in disegno e parole esplode poi nella narrazione grazie ai podcast.
Tra cronaca nera e disegni
Napoletano, si forma nella sua città che ne plasma lo sguardo e la sensibilità. Da oltre 15 anni vive e lavora a Milano che diventa scenario quotidiano di un’osservazione attenta, partecipe, mai distratta.
Giornalista di cronaca nera per l’Ansa, durante le attese disegna su pagine fitte di appunti dei casi che ogni giorno gli capita di seguire sulle scene del crimine. Ed è così che i suoi quaderni che lo accompagnano nei commissariati, nelle caserme e sui luoghi della cronaca diventano spazi ibridi, dove l’annotazione giornalistica convive con l’immagine.

Da questo archivio nasce “Cartografie umane – appunti di un cronista”, in cui l’autore presenta una selezione di lavori realizzati negli ultimi anni sui suoi taccuini che non sono semplici superfici, ma testimoni di un tempo (a volte piccolo e pulviscolare), di transito, di esperienza vissuta.

«Se ogni persona è un pianeta, per conoscerla occorre esplorarla. Chi torna dal viaggio, breve o lungo che sia, porta con sé una mappa. Una cartina con montagne inabitabili, placidi laghi, valli rigogliose, deserti ostili, animi in tempesta, dirupi emotivi. Queste non sono fotografie, neppure radiografie. Sono cartografie umane».
Così nella presentazione della mostra si descrive l’idea che sta dietro ai disegni di Salgar, finestre sull’umanità contemporanea.

Nei suoi disegni Salgar non spiega, non giudica: accompagna. Le scene rappresentate approdano a una soglia di verità non dichiarata, ma suggerita, capace di toccare corde profonde della coscienza.
Tra realtà e immaginazione
Elementi naturali, presenze umane, dettagli apparentemente marginali contribuiscono a stimolare la sua curiosità vigile, condizione essenziale per affermare il vero così come l’artista lo concepisce: non un dato oggettivo e stabile, ma un territorio mobile, attraversato da emozioni e percezioni.
È in questa tensione tra realtà e immaginazione che l’opera di Salgar trova la propria forza, invitando chi guarda a riconoscersi non tanto in ciò che vede, quanto nel processo stesso del vedere.
Sono ritratti intimi dal respiro universale che coinvolgono lo spettatore a un ruolo attivo, rendendolo complice testimone delle vicende che raccontano.
Nell’immagine in apertura Salvatore Garzillo in occasione di Vita Day 2025, photo di Stefano Pedrelli – Le immagini delle opere in mostra sono Courtesy of Salvatore Garzillo & Galleria Patricia Armocida
Vuoi accedere all'archivio di VITA?
Con un abbonamento annuale puoi scaricare e leggere più di 100 numeri del nostro magazine: ogni numero una storia sempre attuale. Oltre a tutti i contenuti extra come le newsletter tematiche, i podcast, le infografiche e gli approfondimenti.