Tutela animali
Salviamo cani e gatti dai botti di Capodanno
Arriva dalla Lav una miniguida con alcuni consigli per ridurre il più possibile l’impatto dei fuochi d’artificio sui pet di casa. La priorità dell’associazione resta quella di arrivare a un vero e proprio stop degli spettacoli pirotecnici. In pericolo anche la fauna selvatica. Centinaia ogni anno i feriti che finiscono ai pronti soccorso
Tutti gli anni il primo gennaio si apre con la conta dei feriti dovuti ai botti di Capodanno. All’inizio del 2025, come confermano i dati della Polizia, non si sono registrati morti, ma sono stati 309, di cui 90 minori, i feriti. Mancano invece numeri precisi per quanto riguarda altre vittime: gli animali domestici e selvatici. Come conferma Beatrice Rezzaghi, responsabile dell’Unità di emergenza della Lega anti vivisezione – Lav: «Nel 2021 a Roma c’è stata una vera e propria moria di storni, parliamo di migliaia di animali, ma è difficile avere dati precisi».
Cani e gatti terrorizzati
Chiunque abbia un animale domestico, in Italia tra cani e gatti ci sono 21,9 milioni di esemplari (dati diffusi all’ultima fiera internazionale dei pet), vive con paura l’arrivo del periodo delle feste e i relativi fuochi d’artificio.
Al di là delle conseguenze ambientali (Pm10 che al primo gennaio registra picchi da 2 a 5 volte superiori ai giorni precedenti) sono proprio gli animali a reagire negativamente ai botti.
La miniguida Lav
Per aiutare i proprietari Lav ha realizzato una miniguida per ridurre il più possibile l’impatto dei fuochi d’artificio sugli animali di casa.
«Uno dei suggerimenti primari è quello di non legare l’animale per paura che scappi, in preda al panico potrebbe ferirsi o addirittura strozzarsi», spiega la responsabile dell’unità d’emergenza. Piuttosto il consiglio è quello di portarlo in una stanza riparata, di stare con lui per calmarlo, «è bene monitorare soprattutto quegli animali che sono sensibili ai temporali, ai rumori improvvisi e ai bagliori», spiega Rezzaghi.
Online nella pagina della campagna Basta Botti c’è anche Ilenia Lazzarin, Viola della soap Un posto al sole, con il suo piccolo amico a quattro zampe che racconta come si comporta con lui in occasione dello spettacolo pirotecnico di Capodanno suggerendo alcuni accorgimenti

L’Unità di Emergenza Lav, anche quest’anno ha attivato un servizio di assistenza e ricerca degli animali in fuga, che questa volta si concentrerà sul territorio di Firenze e sulle zone limitrofe, intervenendo per soccorrere eventuali feriti e attivandosi nella ricerca di cani e gatti scappati dalle abitazioni.
Firme e proposte di legge per dire “Basta Botti”
Al di là della mini guida Lav porta avanti anche la campagna di sensibilizzazione “Basta botti”, patrocinata dal Corpo dei Vigili del Fuoco, che ha raccolto oltre 103mila firme.
Alcuni Comuni hanno fatto propria questa sensibilità, l’ultimo in ordine di tempo Genova. La sindaca Salis ha emesso un’ordinanza che vieta l’uso dei botti dal 22 dicembre al 6 gennaio 2026 e per la notte di San Silvestro, anche il divieto di detenzione di artifici pirotecnici in aree pubbliche e aperte al pubblico.
Il ruolo delle amministrazioni locali
Per la responsabile della sede di Lav Genova, Daniela Filippi, l’auspicio è che questo «possa rappresentare un esempio per molte altre amministrazioni locali, affinché sempre più Comuni scelgano di intervenire in modo deciso per prevenire incidenti, sofferenze agli animali e danni ambientali che si ripetono puntualmente ogni Capodanno».
Da parte sua l’associazione chiede al Governo e al Parlamento di agire quanto prima con una Legge nazionale di divieto dei botti, a fronte di una loro comprovata pericolosità per le persone, per gli animali e per l’ambiente.
Obiettivo una norma nazionale
Alla Camera sono state depositate due distinte proposte di legge a nome degli onorevoli Patrizia Prestipino (Pd) e Devis Dori (Avs), che chiedono di vietare i botti per tutelare l’incolumità, la quiete e la sicurezza pubblica, oltre che gli animali domestici e selvatici, e per prevenire danni al patrimonio artistico, culturale, ambientale e ai beni privati.
L’auspicio di Lav è che «anche al Senato vengano presentati testi analoghi, sostenuti in modo trasversale da tutte le forze politiche, perché si tratta di una tematica che non può che unire».
Ci appelliamo, dicono gli animalisti, «anche al ministri dell’Interno, Matteo Piantedosi, del Made in Italy, Adolfo Urso, e della Salute, Orazio Schillaci, affinché il Governo le sostenga con determinazione nell’interesse dell’incolumità di persone e animali, della riconversione delle attività e della tutela della salute pubblica».
In apertura photo by Alexander Kagan on Unsplash
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