Una canzone al giorno

Sanremo, oltre i duetti spunta la… Vita

La serata delle cover ha accontentato tutti. Con vette di bella musica in un Festival che (come ogni anno) è parso nel suo insieme un rito da riformare. Il quarto e ultimo brano selezionato per voi è quello interpretato da Tredici Pietro con suo padre Gianni Morandi. Dato il titolo del brano, perdonerete l'evidente conflitto di interessi

di Nicola Varcasia

Tredici Pietro e Gianni Morandi

Premesso che l’esibizione di Tony Pitony e Ditonellapaga è stata fantastica (infatti ha vinto per distacco). Che Elettra Lamborghini con le Las Ketchup ha fatto divertire grandi e piccini. Che se J Ax  porta sul palco Cochi Ponzoni gli vengono condonati vent’anni di qualunquismo. Che le Bambole di Pezza quando fanno il rock sono brave con o senza Cristina D’Avena. E che non tutti i “figli di” riescono a spaccare (poi ci ritorniamo).  

Buongiorno mondo

Premesso che il mondo non si è fermato mai un momento e non è semplice scrivere di canzonette mentre quello stesso mondo cade a pezzi. Mondo che purtroppo non si è fermato nemmeno quando Luché ha duettato con Gianluca Grignani e Francesco Renga con Giusy Ferreri. O quando l’algoritmo impazzito di Dargen D’Amico (quello dell’Ai Ai cosa mi fai?) non dà ancora segni di ripristino. Ma sempre meglio del trito e ritrito ultimo bacio di Levante e Gaia che ha rubato la scena a Mara Sattei e Mecna, interpreti proprio di quel brano.

Lessico famigliare

Considerato, poi, che nella serata delle cover sembrano quasi tutti bravi. Ma alcuni di più. Come Tommaso Paradiso con gli Stadio. O Sayf con Alex Britti e Mario Biondi (o la rediviva Arisa). Atteso che Nayt non dovrebbe solo partecipare ma anche vincere.

Non tanto per la canzone che ha presentato quest’anno a Sanremo o il duetto con Joan Thiele, pur bello, ma per aver inserito due anni fa in un rap il verso: Cresce la tecnologia, si impoverisce il lessico (ma non ditelo al prof. Schettini).

Se io avessi previsto…

Tutto ciò premesso, dicevamo, questa rubrica in quattro puntate si è impegnata a scegliere una canzone del Festival al giorno. Fino al sabato. Che poi sarebbe oggi, ma non importa poi tanto perché gli articoli online sopravvivono ben oltre il giorno della pubblicazione, proprio come le canzoni. Ma siamo alla fine, quindi fa niente. Ebbene, dati causa e pretesto, ormai ci siamo, anche se restano solo poche righe per la scelta finale (non quella vincente: che la vuole scoprire guardi pure lo show stasera). Quindi, senz’altro indugio la nostra scelta per la quarta serata cade su…

Di figlio in padre

D’accordo, l’avete già letto nel titolo. Quindi la suspence è un po’ forzata. La cosa sa anche molto di conflitto di interessi. Ma è il Festival a tirarla un po’ per le lunghe per comunicare il vincitore, noi ci adeguiamo. Insomma, la nostra quarta scelta è per il brano interpetato da Tredici Pietro con papà Gianni Morandi. Perché è ancora possibile che un padre e un figlio abbiano un rapporto risolto. Perché è vero che le belle canzoni non tramontano mai. Perché anche gli angeli, capita, a volte, sai si sporcano. E quando la sofferenza tocca il limite e cancella tutto, rinasce un fiore sopra un fatto brutto. Non sappiamo chi vincerà il Festival, soprattutto non sappiamo come andrà il mondo, tanto più dopo le bombe notturne sull’Iran. Pietro e Gianni hanno cantato Vita. In lei ci crediamo. Ci riguarda.

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