Filantropia

Scienze umanistiche e disabilità, il diritto allo studio secondo Fondazione Intesa Sanpaolo

Tradizionale appuntamento dell'ente filantropico nato nel 2008 e che ha particolarmente a cuore i dipendenti del gruppo e i loro familiari, assegnando borse per dottorati in discipline scientifiche e premi per tesi di laurea. Nel 2025, la Fondazione ha deliberato interventi relativi all’attività istituzionale per oltre 3,5 milioni di euro, di cui 600mila euro destinati a dipendenti. In 26 anni, erogati quasi 36 milioni. Il presidente Cereda: «Promuovere la ricerca accademica, rafforza la consapevolezza culturale e incoraggia i giovani nel contribuire concretamente a una società più equa»

di Redazione

Fondazione Intesa Sanpaolo ha consegnato questa mattina alle Gallerie d’Italia, a Milano, le borse di studio che da nove anni eroga per i progetti di dottorato in discipline umanistiche. Nel consueto evento annuale dedicato alle Università, in occasione della Giornata internazionale delle persone con disabilità, sono stati assegnati anche sei premi per tesi di laurea magistrale di ricerca sperimentale per il miglioramento delle condizioni di vita delle persone con disabilità, in particolare se correlate al lavoro, all’inserimento lavorativo, alla digitalizzazione come strumento compensativo, per un valore complessivo di 18mila euro, confermando il ruolo cruciale della conoscenza nel promuovere inclusione, consapevolezza e partecipazione.

In questa edizione, l’ente filantropico ha confermato l’ammontare complessivo di 375mila euro. Premiate le Università di Chieti-Pescara, Basilicata, Verona, Palermo e Foggia. I progetti vincitori di questa terza edizione provengono invece dagli atenei di Roma “La Sapienza”, di Modena e Reggio Emilia, di Padova, di Catania e di Urbino “Carlo Bo”: hanno preso in considerazione studi metodologici e applicativi sul tema della disabilità in diversi ambiti, tra cui la comunicazione, l’inclusione lavorativa, Scienze biomediche e biotecnologiche, Scienza dell’educazione. L’iniziativa è stata confermata anche per il prossimo anno.

Le borse di studio prevedono percorsi di ricerca della durata di tre anni finalizzati a valorizzare, promuovere e diffondere la conoscenza del patrimonio culturale italiano, con particolare attenzione ai temi di grande attualità quali i linguaggi e il cyberbullismo, l’inclusione sociale dei soggetti svantaggiati, i nuovi scenari della formazione, la tutela e/o valorizzazione del patrimonio storico, artistico e culturale, i linguaggi dell’attualità.

L’incontro odierno è stato anche l’occasione per un bilancio dell’attività della Fondazione che, dalla sua nascita nel 2008, ha deliberato oltre 35,8 milioni di euro a favore delle persone di Intesa Sanpaolo in condizione di difficoltà, borse di studio universitario per giovani svantaggiati, sostegno a enti e progetti dedicati alla solidarietà verso le persone bisognose e a favore di mense e dormitori. Di questi, circa 11 milioni di euro sono stati erogati per il diritto allo studio e per l’alta formazione.

Roberto Cereda, presidente della Fondazione Intesa Sanpaolo

«La Fondazione Intesa Sanpaolo, ente filantropico del Gruppo impegnato dal 2008 nel diritto allo studio e nel sostegno alle fragilità, ribadisce nella Giornata internazionale dei diritti delle persone con disabilità la centralità dell’inclusione nelle proprie iniziative», ha commentato il presidente della Fondazione, Roberto Cereda. «Il premio dedicato alle migliori tesi di laurea sulla disabilità rappresenta un passaggio strategico di questo impegno: promuove la ricerca accademica, rafforza la consapevolezza culturale e incoraggia i giovani nel contribuire concretamente a una società più equa. Allo stesso tempo, prosegue il nostro sostegno ai dottorati nelle discipline umanistiche, convinti che la cultura sia un patrimonio da preservare e un motore di crescita e nuove opportunità per le generazioni future».

Nel corso del 2025, la Fondazione ha deliberato interventi relativi all’attività istituzionale per oltre 3,5 milioni di euro, di cui circa 600mila euro destinati a dipendenti, pensionati e loro familiari in situazione di svantaggio; oltre 800 mila euro per borse di studio universitarie e progetti di dottorato e oltre 2,1 milioni di euro per interventi di solidarietà – come mense e dormitori – e progetti a favore dei più bisognosi.

I premiati

Ecco gli argomenti, le Università, i nomi e i progetti vincitori delle borse di studio per dottorati in discipline umanistiche.

Università “G. D’Annunzio” di Chieti-Pescara, Simone Di Valerio (“Un parco letterario per la montagna abruzzese”);

Università della Basilicata, Flavia Di Martino (“Intrusioni sovversive”: il museo come luogo di dissenso, conflitto e dissonanza);

Università di Verona, Maria Esposito (“Dimmi cosa vedi”: un training per valorizzare, promuovere e tutelare la bellezza del patrimonio storico e artistico-culturale, i centri storici e le periferie);

Università di Palermo, Esther Guiducci (“Tra dissonanze e risonanze: seconde generazioni e partecipazione politica”).

Università di Foggia, Elisabetta De Lorenzo (“Educazione finanziaria ed emancipazione delle donne”).

Quest’anno i progetti vincitori delle borse di studio per dottorati in discipline umanistiche, oltre a riferirsi ad argomenti di peculiare interesse, si sono ricondotti alla tematica della dissonanza, intesa come tensione tra valori e comportamenti, tra identità e rappresentazioni, tra attese sociali e vissuti reali. Un elemento che accomuna i progetti dei dottorati ai premi assegnati alle tesi di laurea magistrale sul tema della disabilità.

Di seguito le università, i nomi degli autori e i titoli delle tesi magistrali sul tema della disabilità vincitrici.

Università di Roma “La Sapienza”, Vanessa Casu, laurea magistrale in Scienze della Comunicazione (tesi “La narrazione della disabilità nei media: tra rappresentazioni mainstream e autorappresentazioni”).

Università di Roma “La Sapienza”, Valentina Quaranta, laurea triennale in Scienze politiche, Sociologia, Comunicazione (tesi “Verso un mondo professionale accessibile: studio sull’inclusione lavorativa delle persone con disabilità”).

Università di Modena e Reggio Emilia, Matteo D’Ettorre, laurea magistrale in Economia (tesi “L’ottava parola della Costituzione: lavoro. L’accesso a questo diritto per le persone con disabilità”).

Università di Padova, Aurora Scarpa, laurea triennale in Psicologia (tesi “L’inclusione lavorativa delle persone con disabilità: barriere e sviluppi”).

Università di Catania, Francesca Di Stefano, laurea triennale in Scienze biomediche e biotecnologie (tesi “Recitando le emozioni: la teatro-terapia come strumento di sviluppo nelle Terapia occupazionale”).

Università di Urbino “Carlo Bo”, Sara Moscaritolo, laurea triennale in Scienze dell’educazione (tesi “Il disagio come evento critico”).

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