La ricerca
Sclerosi multipla: verso nuove strategie di spegnimento dell’infiammazione
Finanziato dalla Fondazione Italiana Sclerosi Multipla Fism, lo studio individua nell’interleuchina 9 un meccanismo protettivo contro la neuroinfiammazione degli astrociti, cellule che si prendono cura dei neuroni
Nella complessa battaglia contro la sclerosi multipla, la ricerca scientifica continua ad accumulare evidenze con l’obiettivo di arrivare al letto del paziente. Ad aver appena aggiunto un tassello fondamentale è uno studio tutto italiano, recentemente pubblicato sulla rivista Neurology Neuroimmunology & Neuroinflammation, coordinato dalla dottoressa Elisabetta Volpe della Fondazione Santa Lucia Irccs e sostenuto dalla Fondazione Italiana Sclerosi Multipla Fism, ha identificato nell’Interleuchina-9 un potente alleato naturale capace di frenare i processi infiammatori che danneggiano il cervello dei pazienti. Il filone di ricerca in sui si inserisce il lavoro è proprio quello di indagare i meccanismi anti-infiammatori naturali del sistema immunitario per creare una nuova classe di farmaci che li potenzino senza al contempo ridurre l’efficacia del sistema immunitario.
Gli astrociti: da protettori a nemici
Al centro della scoperta ci sono gli astrociti, cellule a forma di stella che normalmente sostengono e nutrono i neuroni. Nella sclerosi multipla, tuttavia, l’ambiente fortemente infiammato altera il loro comportamento, trasformandoli in astrociti reattivi. In questo stato, queste cellule diventano tossiche, alimentando l’infiammazione cronica e contribuendo alla distruzione della mielina, la guaina che protegge i nervi.

Il meccanismo della scoperta
I ricercatori hanno dimostrato che gli astrociti possiedono sulla loro superficie dei recettori specifici per l’IL-9. Attraverso modelli in vitro avanzati comprese cellule staminali pluripotenti indotte, il team ha osservato cosa accade quando questa molecola interagisce con gli astrociti infiammati. I risultati sono sorprendenti: l’IL-9 è in grado di inibire l’attivazione della proteina NF-kB, una sorta di “interruttore generale” dell’infiammazione. “Spegnendo” questo interruttore, l’IL-9 agisce come un mediatore che riporta l’ordine, spingendo gli astrociti a passare da un profilo pro-infiammatorio a uno anti-infiammatorio e protettivo.
Prospettive per il futuro
«Questi risultati dimostrano che il sistema immunitario non ha solo funzioni negative nella sclerosi multipla, ma può anche attivare dei meccanismi di spegnimento della neuroinfiammazione, e comprendere come il cervello dei pazienti risponde ad uno stimolo infiammatorio aumenta le opzioni terapeutiche» ha dichiarato in una nota la responsabile del lavoro Elisabetta Volpe direttrice del Laboratorio di Neuroimmunologia Molecolare. «Utilizzare e modulare in modo selettivo questi meccanismi, e in particolare riprogrammare la reattività degli astrociti e delle altre cellule che causano neuroinfiammazione, è un passaggio cruciale per immaginare terapie sempre più mirate». In altre parole, lo studio non solo chiarisce un meccanismo biologico ignoto fino ad ora, ma suggerisce che l’asse IL-9/astrociti potrebbe diventare un bersaglio terapeutico concreto. In un panorama in cui le forme progressive di SM sono ancora difficili da trattare, la capacità di modulare la risposta degli astrociti residenti nel cervello rappresenta una delle frontiere più promettenti della medicina moderna.
Foto del Laboratorio di Neuroimmunologia molecolare – Elisabetta Volpe (a sin) direttrice del Laboratorio di neuroimmunologia molecolare della Fondazione Santa Lucia IRCCS
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