Cosa portiamo nel 2026

Silvio Garattini: «Basta fake news, riscopriamo i vaccini, perché salvano vite»

Il fondatore e presidente del Mario Negri è certo: «La vaccinazione deve riconquistare il cuore degli italiani, che ora la guardano con grande diffidenza». È proprio il grande successo dei vaccini nello sconfiggere temibili malattie ad aver ridotto nella popolazione la percezione della loro gravità e quindi ad aver abbassato la percezione della necessità dei vaccini. Per riuscirci serve più health literacy, fin da scuola. Ecco l'ultima puntata della serie che ci ha accompagnato a cavallo tra il vecchio e il nuovo anno

di Nicla Panciera

silvio garattini

Non siamo ciò che possediamo, questo è chiaro. Ma è pur vero che gli oggetti che ci stanno accanto nella quotidianità plasmano il nostro essere. Quali sono allora “le cose” che segneranno l’anno che verrà? Quali gli oggetti da riscoprire? Quali quelli da guardare sotto una nuova luce? Nei giorni a cavallo tra il vecchio e il nuovo anno, ripartiamo da qui: le cose. Senza troppi discorsi, senza troppa teoria. Gli oggetti. A ricordarci che la realtà precede le nostre parole e che l’esercizio da fare è sempre quello, paziente, di adeguare le parole alla realtà che cambia tumultuosamente e sempre ci sfugge. In fondo oggi non siamo più solo nell’epoca della post-verità, siamo in quella della post-realtà. Non è un caso che da poco sia uscito un libro titolato La realtà è sopravvalutata (lo ha scritto Alfredo Gatto). Il contesto in cui siamo immersi lo descrive bene Mattia Ferraresi nel suo I demoni della mente: in questa epoca «segnata dal dominio incontrastato del soggetto», la grande certezza è che «la realtà non esiste». È qui che prosperano i complottismi, le dietrologie e prende forma un’epoca «in cui non si ha fiducia in niente ma si crede a tutto». Se vogliamo arginare lo scivolamento verso una concezione della realtà come luogo inconoscibile e tutto sommato ostile per chi lo abita, occorre forse ripartire da qui: «dare all’oggetto una possibilità». Quello che è nato come un gioco per i giorni di festa, così, è diventato un gioco serissimo. Buona lettura e buon anno! (SDC)

«Andrebbero riscoperte le vaccinazioni, abbandonate da molti quando invece sono un bene straordinario per la salute. Riuscire a vaccinare la stragrande maggioranza delle persone, inoltre, porta alla cosiddetta immunità di gregge, grazie alla quale si possono considerare protetti anche coloro che non possono vaccinarsi». A parlare è Silvio Garattini, fondatore e presidente del Mario Negri che, per il nuovo anno sottolinea l’importanza di uno strumento che negli anni recenti sta trovando resistenze per ragioni prive di alcuna evidenza scientifica. Proprio nella protezione che deriva dall’immunizzare del maggior numero risiede il valore sociale delle vaccinazioni come intervento collettivo.

I vaccini sono uno dei più grandi successi della salute pubblica, hanno salvato più vite umane di qualunque altro presidio medico. La stima è di 154 milioni di vite salvate dal 1974 ad oggi da 14 vaccini (difterite, Haemophilus influenzae di tipo B, epatite B, encefalite giapponese, morbillo, meningite A, pertosse, pneumococco invasivo, poliomielite, rotavirus, rosolia, tetano, tubercolosi e febbre gialla). Il loro impatto non è solo sanitario, un esempio su tutti quello contro il morbillo con 22 milioni di decessi evitati in 15 anni, ma anche economico, poiché riducono le spese dirette e indirette legate alla salute delle famiglie e dei Paesi.

Vaccinandosi non solo ci si protegge dagli effetti gravi delle malattie ma, a seconda della tipologia di vaccino, si può ridurre anche il rischio di essere infettati dal patogeno, limitando la circolazione del virus da una persona all’altra e arrestando la diffusione di una malattia infettiva. I vaccini hanno permesso di eradicare malattie devastanti, si pensi al vaiolo, e di ridurre l’incidenza di altre, come il morbillo e la poliomielite. «In alcuni casi si può eradicare» spiega Garattini. La polio grazie alle vaccinazioni è scomparsa in Europa ma non in tutto il mondo, ma il virus circola ancora in paesi come Pakistan e Afganistan e, con il movimento delle persone, può viaggiare ovunque per cui è bene continuare a vaccinarsi. «La vaccinazione deve riconquistare il cuore degli italiani, che ora la guardano con grande diffidenza. Ricordo in particolare oggi il vaccino contro il papilloma virus umano Hpv, che mette al riparo dal cancro alla cervice e altri tipi di cancro, e il vaccino anti l’herpes zoster».

La vaccinazione deve riconquistare il cuore degli italiani, che ora la guardano con grande diffidenza

Silvio Garattini

Una questione di alfabetizzazione

«Gli assessorati alla sanità delle Regioni, le Asl e le istituzioni devono diffondere la fiducia nelle vaccinazioni. Certe posizioni antiscientifiche assunte da figure al vertice, come l’antivaccinista che è oggi segretario della sanità degli Usa Robert Kennedy Jr., avranno ampie conseguenze in termini di salute». Da un lato, il grande successo dei vaccini nello sconfiggere temibili malattie ha ridotto nella popolazione la percezione della loro gravità, creando paradossalmente proprio problemi nell’accettazione dei vaccini e negazioni della loro validità; dall’altro, una popolazione, come quella italiana, con una scarsa alfabetizzazione sanitaria, la cosiddetta health literacy, può avere difficoltà a distinguere i fatti dalle inesattezze e dalla propaganda delle campagne di disinformazione. Dice Garattini: «Quando poi parliamo di interventi di salute pubblica, magari difficilmente comprensibili dalle persone, è importante spiegare e chiarire». Anche a scuola.

Educare alla salute

I vaccini sono un fondamentale strumento di prevenzione primaria. È importante sapere che prevenzione primaria non è sinonimo di prevenzione secondaria/diagnosi precoce. «Ci vorrebbe un’ora a settimana in classe, nelle scuole primarie e secondarie, per formare persone competenti, per creare una vera cultura della salute» ripete Garattini che, nel suo recente libro Il diritto alla salute (San Paolo) propone anche un possibile elenco di temi da trattare in classe per evitare le gravi carenze che rendono fragile proprio quel diritto. Tra questi, nell’ordine, la scienza come conoscenza; il concetto di probabilità; il fattore di rischio; la difficoltà di stabilire il rapporto causa-effetto; il Servizio sanitario nazionale; prevenzione, screening e mercato; i prodotti del fumo; alcol; droghe; giochi d’azzardo; alimentazione; attività motoria; sovrappeso e obesità; sonno; rapporti sociali; determinanti socio economici; stimolare l’ascensore sociale; ambiente e clima; inquinamento e le particelle pm2,5; malattie da inquinamento; farmaci e vaccini di oggi e del futuro; farmacocinetica e farmacodinamica; benefici-rischi; farmaci inutili; integratori alimentar; fuori le prove; l’etica della salute.

Prevenzione è solidarietà

«Sembra che le malattie piovano al cielo. Invece la maggior parte delle malattie sono evitabili» ci dice Garattini, che nel suo Farmaci. Luci e ombre (Il Mulino) parla della necessità di una rivoluzione culturale che metta in primo piano la prevenzione primaria. «Abbiamo quattro milioni e mezzo di diabetici, malattia che da moltissime complicanze visive, neurali, cardiovascolari. Il 40% dei tumori è evitabile e oggi ogni anno si ammalano 390mila persone e ne muoiono 192mila». Ancora: il 28% uomini e 20% donne fuma, il 43% degli italiani è in eccesso ponderale e poi c’è il consumo di alcol, sostanza cancerogena. «Quando ci lamentiamo delle liste di attesa, dovremmo essere consapevoli che siamo noi a decidere e che se adottassimo le buone abitudini consigliate non peseremmo sul servizio sanitario nazionale. Per questo, pensare alla prevenzione con i propri comportamenti significa dare prova di solidarietà nei confronti di quelli che hanno bisogno del servizio sanitario nazionale».

Invece, il Governo e i decisori politici questa partita della comunicazione e della prevenzione la giocano in difesa. «Anche l’ordine dei medici potrebbe fare sentire la propria voce, i medici avrebbero una grande potenza perché si trascinano milioni di voti e se chiedessero le cose da chiedere allora i politici non potrebbero rifiutarsi». Quanto ai vaccini, essi contribuiranno sempre di più in futuro a risolvere ad esempio diverse patologie tumorali. Dunque è meglio sapere come sono fatti e come funzionano.

Per la serie di interviste “Cosa portiamo nel 2026” leggi anche:

Matteo Lancini, lo smartphone

Valentina Tomirotti, l’interruttore

Enrico Galiano, la lettera scritta a mano

Sarah Malnerich (Mammadimerda), il telefono fisso

Stefano Zamagni, l’agentic AI

Andrea Riccardi, la pace

Luciana Delle Donne, gli scarti

Viola Ardone, l’agenda di carta

Massimo Zamboni, le mani 

Don Antonio Mazzi, il sorriso

In apertura, foto Mauro Scrobogna / LaPresse

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