Impresa sociale

Società Dolce, la sostenibilità in versione cooperativa

Si chiude a Bologna il ciclo di appuntamenti promossi nell'ambito del road show della coop. Il 25 novembre saranno presentati i risultati dei laboratori, gli impegni sulla sostenibilità e la nascita della Fondazione per l’Arte e la Cooperazione. Il presidente Pietro Segata: «Società Dolce da tempo pone attenzione alla sostenibilità. Alcuni esempi? L'efficientamento energetico di strutture sociosanitarie e la certificazione ottenuta sulla parità di genere»

di Redazione

La terra va curata. In ogni sua forma, naturale o umana, dobbiamo tutti vivere con attenzione all’ambiente e alle persone. L’ha sancito l’Onu in 17 obiettivi globali per lo sviluppo equo e sostenibile nella sua Agenda 2030, indicazioni imprescindibili per lasciare un futuro possibile ai nostri figli e nipoti.

Bilancio di sostenibilità, un obbligo morale

Tra poco più di un anno diverse aziende avranno l’obbligo di redigere un bilancio di sostenibilità e anche se i criteri su chi avrà il vincolo e chi no sono ancora in discussione, è invece indiscutibile che l’attenzione ai principi indicati dalle Nazioni Unite rappresentino un obbligo morale per tutti, volto a promuovere il benessere delle persone, la salvaguardia del pianeta e la prosperità negli anni a venire.
La cooperativa sociale Società Dolce, mentre si prepara a definire il proprio Piano Strategico per il prossimo quinquennio, ha scelto di adottare azioni virtuose e per farlo ha usato lo strumento più potente di una cooperativa: la partecipazione di soci e dipendenti.

Un momento degli incontri promossi da Società Dolce

Si chiama Dolce Road Show, tre appuntamenti in Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna, territori in cui Società Dolce opera erogando servizi alla persona, dove i lavoratori hanno partecipato a laboratori sulla sostenibilità condotti da Renzo Colucci, direttore di Seneca Job, proponendo problematiche e soluzioni sul tema, legate alla loro attività professionale.

Benessere lavorativo e coscienza ambientale

Educatori di nidi, nei servizi per la disabilità, o per la grave marginalità adulta, operatori sociosanitari di centri diurni e residenze per anziani, infermieri, coordinatori, ma anche impiegati degli uffici, hanno detto la loro su come rendere virtuose le strutture e operare con attenta coscienza all’ambiente e al benessere lavorativo, alla parità di genere, alla lotta allo spreco alimentare e altro ancora. Cinque punti sulla sostenibilità ambientale e sette sulla sostenibilità sociale sono stati discussi e affrontati con proposte di soluzione, riassunti e rappresentati graficamente in diretta con tavole disegnate  da Giulia Coppola, art director e facilitatrice visuale.

Un calendario per gli obiettivi

Le 12 tavole illustreranno il calendario 2026 di Società Dolce, per ricordare ogni giorno gli impegni presi e gli obiettivi dati.
Al termine dei laboratori di Brescia e Padova si sono aperte le porte delle plenarie alle istituzioni, alle aziende sanitarie, alle fondazioni e ai consorzi con cui la cooperativa collabora, in una presentazione con il presidente Pietro Segata, i vicepresidenti Paolo Vaccaro e Carla Ferrero e l’ospite dell’evento, la virologa Ilaria Capua, che ha parlato di resilienza.

Appuntamento a Bologna

Nell’incontro conclusivo che si terrà a Bologna il 25 novembre alle ore 17, alle Serre dei Giardini Margherita, saranno presentati i risultati dei laboratori, gli impegni di Società Dolce sulla sostenibilità e la nascita della Fondazione per l’Arte e la Cooperazione, che gestirà fra l’altro il patrimonio artistico della cooperativa, con opere di Giuseppe Stampone, Eugenio Tibaldi, Stefano Arienti e di giovani artisti emergenti, realizzate negli anni insieme a soci e dipendenti, alcune esposte al pubblico per l’occasione.

«Società Dolce da tempo pone attenzione alla sostenibilità», spiega Pietro Segata. «Lo dimostra la risposta positiva a 12 dei 17 punti indicati dall’Onu. Alcuni esempi? L’efficientamento energetico di strutture sociosanitarie energivore e della nostra sede centrale, già dotate di pannelli solari e accumulatori energetici. La certificazione ottenuta sulla parità di genere. Probabilmente non saremo tra le aziende che avranno l’obbligo del bilancio di sostenibilità, ma riteniamo doveroso e importante accoglierne i principi e le azioni che sceglieremo di portare avanti saranno inserite nel nostro bilancio sociale. Un impegno etico ed economico, un valore aggiunto da condividere con i nostri committenti, che beneficeranno anch’essi di questo sforzo. Perché l’attenzione alla sostenibilità è un dovere morale anche per gli enti pubblici».

Uno degli incontri del Road Show, da sx Giampaolo Cerri (VITA), Ilaria Capua e Pietro Segata

In apertura delle serate, il video di Giulia Giapponesi sulla cooperazione sociale, realizzato per ricordare e raccontare i valori e le motivazioni attraverso le voci di chi, oggi, sceglie di lavorare in una realtà cooperativa.

In apertura photo by Daniel Funes Fuentes on UnsplashLe immagini degli incontri da Ufficio stampa

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