La testimonianza
Solo la natura dà la felicità, anche a Londra. Parola di David Attenborough
Londra è abitata da falchi pellegrini, volpi, castori, libellule. C'è un sorprendente universo selvatico tra i «canyon» di cemento. Questa scoperta rende felici. Saper vedere la meraviglia della natura in una metropoli da nove milioni di persone fa stare bene: parola della star mondiale della divulgazione televisiva, David Attenborough. Nato l'8 maggio di cento anni fa, il naturalista britannico ha saputo ispirare generazioni di spettatori. Il suo testamento è un messaggio per il pianeta e per il futuro dell'umanità.
È la natura che ci rende felici, anche in città. Nel suo centesimo anno d’età, il divulgatore scientifico più famoso al mondo, Sir David Attenborough, dedica un documentario al selvatico urbano: Wild London, per la Bbc. Lui che ha visto e raccontato le meraviglie del pianeta, alla fine è sempre tornato nella metropoli britannica, dove abita dagli anni Cinquanta. Con nove milioni di persone, 2,6 milioni di automobili, 607 metri quadri di cemento, asfalto e acciaio, Londra ospita un numero sorprendente di animali selvatici.
Ogni comparsa sullo schermo è per David Attenborough l’occasione di lanciare un messaggio per l’ambiente. A giugno, in occasione della Giornata mondiale degli Oceani, ha portato l’attenzione sui mari, le loro bellezze e lo sfruttamento eccessivo, con un documentario per National Geographic uscito su Disney+. Ora dimostra che la convivenza con il mondo naturale in città non solo è possibile, ma migliora la vita.
Il ritorno del selvatico
La star mondiale della divulgazione in tv riesce a stupirsi osservando i piccioni che prendono la metropolitana e vedendo ricci, serpenti, libellule, pappagallini, api. Descrive l’incontro con una volpe al tramonto a Tottenham come un’enorme emozione.
I falchi pellegrini, una specie praticamente estinta nel Regno Unito settant’anni fa, oggi nidificano a Westminster, all’Ospedale di Charing Cross e nelle fabbriche lungo il Tamigi. Attenborough li chiama «canyon di cemento». Questi rapaci ora prosperano nella capitale britannica più che in qualsiasi altra città al mondo, perché è pieno di prede da catturare. Ciò che più lo ha sorpreso è il ritorno del castoro, dopo un’assenza di circa quattrocento anni. «Immaginate quali altri risultati si potrebbero ottenere, lasciando che la natura riprenda spazi nelle città».
La natura per tutti
Nato l’8 maggio 1926, David Attenborough è diventato una leggenda della televisione quasi per caso. Lo racconta l’emittente statunitense Public broadcasting service – Pbs: mentre aspettava di essere chiamato per un colloquio in una radio, gli è stato proposto di provare la tv, che nel 1952 era una novità assoluta, e lui ha accettato. Due anni dopo, con Jack Lester ha avviato uno dei primi programmi naturalistici al mondo: Zoo Quest, per la Bbc, mostrando gli animali in natura e in cattività. Da subito è stato un successo, anche grazie alla straordinaria capacità comunicativa di Attenborough. Si preparava leggendo ad alta voce, ascoltandosi, verificando che il discorso avesse senso, semplificando e rendendo le storie chiare e comprensibili per chiunque.
La svolta ambientalista
Per decenni, ha mostrato al pubblico le meraviglie della natura, senza dare un taglio ambientalista. La svolta è arrivata di recente. A 88 anni, a bordo di un sommergibile, è tornato a vedere la Grande barriera corallina, che aveva visitato la prima volta oltre sessant’anni prima e l’ha trovata stravolta. In quel momento ha capito che doveva lanciare l’allarme per il pianeta. «Se scompare, sarà una catastrofe». I suoi spettatori non lo avevano mai sentito pronunciare parole simili. Nel 2019 la Bbc ha trasmesso il suo documentario Climate Change – The Facts, in cui mette in guardia sui rischi per le società umane della mancata azione contro il riscaldamento globale. David Attenborough: A Life on Our Planet del 2020 è considerato il suo testamento. A quasi cento anni, ancora innamorato della natura, non rinuncia a testimoniare come la vicinanza e il rispetto per il selvatico, in ogni luogo, sia la strada da seguire per stare bene ed essere felici.
In apertura, foto di Ming Jun Tan su Unsplash
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