La responsabilità delle imprese
Sostenibilità, in Italia le aziende impegnate lo sono sempre più
Secondo i dati del "Communication on progress - Cop 2025", l’88% delle aderenti al Global compact network Italia - Ungcn Italia (cresciute di 150 unità nel 2025, fino a un totale di 791) ha implementato un impegno sui temi ambientali, superando il dato europeo (84%)
di Alessio Nisi
l’84% delle imprese italiane aderenti al Global compact network Italia – Ungcn Italia ha adottato nel 2025 una policy formale sui diritti umani (in linea con l’85% a livello europeo), mentre l’88% delle grandi aziende italiane ha implementato un impegno sui temi ambientali, superando il dato europeo (84%). Anche sul fronte della lotta alla corruzione le imprese italiane mostrano una forte sensibilità: il 79% dichiara di disporre di una policy dedicata, contro il 73% della media europea. Sono alcuni dei dati emersi dal Communication on progress – Cop 2025, la rendicontazione annuale obbligatoria attraverso cui le imprese comunicano i progressi compiuti rispetto ai Dieci principi del Global compact delle Nazioni Unite.
Il punto. Il Global compact delle Nazioni Unite è un’iniziativa speciale del Segretario generale delle Nazioni Unite che ha il mandato di guidare e sostenere la comunità imprenditoriale globale nel promuovere gli obiettivi e i valori delle Nazioni Unite attraverso pratiche aziendali responsabili. Con più di 22mila aziende e oltre 2.500 firmatari non profit con sede in 167 paesi e 64 Country Network, l’Un Global Compact è la più grande iniziativa di sostenibilità aziendale nel mondo.

In Italia un 2025 speciale
Il 2025 si è chiuso per il Global compact network Italia – Ungcn Italia con il miglior risultato di adesione dalla sua costituzione. Sono state infatti 150 le aziende che, negli ultimi dodici mesi, hanno scelto di entrare a far parte dell’iniziativa delle Nazioni Unite, portando a 791 il numero complessivo dei partecipanti attivi in Italia.
Una crescita che conferma il ruolo centrale di Ungcn Italia nella promozione degli Obiettivi di sviluppo sostenibile fissati dall’Agenda 2030 e che assume un valore ancora più significativo alla luce di un anno segnato da forti tensioni geopolitiche e da una crescente instabilità economica e ambientale.
Formazione, confronto e condivisione
«Nello scenario estremamente sfidante che stiamo vivendo», spiega Daniela Bernacchi, executive director di Ungcn Italia, «il nostro network non solo ha mantenuto solidità ed efficienza, ma ha rafforzato il proprio ruolo di riferimento, raggiungendo risultati concreti e in crescita».
L’impegno, sottolinea, «dei nostri aderenti è sempre più attivo, orientato alla formazione, al confronto e alla condivisione di buone pratiche: pilastri fondamentali per affrontare insieme le sfide del futuro».
Impatto solido e orientato al lungo periodo
Per Filippo Bettini, presidente di Ungcn Italia, «il contesto globale attuale impone al settore privato di accelerare e amplificare il proprio impatto positivo in relazione agli Obiettivi di sviluppo sostenibile».
Come rete italiana, chiarisce, «siamo orgogliosi di contribuire a questa sfida con un impegno che si orienta a costruire un impatto, solido e orientato al lungo periodo. Continueremo a lavorare per consolidare un ecosistema credibile, competente e inclusivo, capace di generare valore per l’intero Paese in una fase storica di profonde trasformazioni».

La mappa di Ungcn Italia
Dimensioni e ambito produttivo. I nuovi ingressi del 2025 contribuiscono ad arricchire la composizione del network, portando con sé una pluralità di esperienze, settori e dimensioni aziendali. Le grandi imprese rappresentano il 33% delle nuove adesioni, mentre le Pmi costituiscono il 67%, confermando il ruolo di Ungcn Italia come piattaforma inclusiva e intersettoriale.
Anche la distribuzione per ambito produttivo riflette la trasversalità dell’iniziativa: tra i comparti più rappresentati figurano costruzioni (17%), industria (11%), software e servizi informatici (8%), chimica (6%) ed energie alternative (3%). Sotto il profilo dimensionale, prevalgono le organizzazioni con ricavi annui inferiori ai 25 milioni di dollari (42%) e quelle con fatturato compreso tra i 50 e i 250 milioni (29%).
Il network di Ungcn Italia si conferma articolato e rappresentativo del tessuto economico nazionale: 791 partecipanti totali, suddivisi tra 336 grandi imprese (43%), 397 PMI (50%) e 58 organizzazioni non business (7%). Un modello bilanciato che rafforza la qualità del confronto e l’efficacia delle azioni promosse, alimentando una rete dinamica, resiliente e orientata alla condivisione delle buone pratiche aziendali.
Nel luglio scorso VITA aveva intervistato il neopresidente del Global Compact Italia, Filippo Bettini. Leggi.
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In apertura foto di Mavi Atlas per Unsplash. Nel testo foto da Ufficio stampa Ungcn Italia
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