Filantropia & Open Innovation

Fra impatto sociale, green economy e Ai, quelle 11 startup che guardano il futuro dall’Opificio

di Giampaolo Cerri

Al via la fase operativa dell'I-Tech Innovation Program di Fondazione Golinelli a Bologna. Selezionate le migliori fra 160 realtà imprenditoriali provenienti da tutta Italia. Nel corso del 2026 incontreranno investitori potenziali e business angels. In questi anni, G-Factor, l'incubatore della fondazione, ha intercettato oltre 1.150 candidature, accelerato 58 startup e investito direttamente in 24 realtà imprenditoriali. L'innovazione abita qui

Hanno nomi affascinanti, da MemorAiZ a Civimatica, da NewOilFactory a Thelia, ma soprattutto lavoreranno nei territori più suggestivi dell’innovazione, dall’Ai ai Big Data, dalla Green economy a Industry 4.0 all’impatto sociale: sono le 11 start-up selezionale da G-Factor, l’incubatore e acceleratore di Fondazione Golinelli nell’ambito della nuova edizione di I-Tech Innovation Program, il programma di accelerazione promosso dalla stessa storica fondazione bolognese e da Crif Spa,  azienda specializzata in sistemi di informazioni creditizie e di business information. Si tratta di 11 imprese uscite da un processo di selezione che ha coinvolto oltre 160 realtà imprenditoriali provenienti da tutta Italia.

L’eredità di Marino

Fondazione Golinelli è un unicum anche in questo: l’ente voluto nel 1988 dal cavalier Marino Golinelli, industriale farmaceutico di successo con la sua Sigma-Tau (oggi Alfa Sigma), appassionato d’arte e filantropo, si è sempre distinto per un grande impegno nella cultura, nell’educazione (fino a creare una scuola paritaria interna con focus sulle discipline scientifiche e tecnologiche) e nell’innovazione, col capitolo dedicato appunto all’incubazione e accelerazione di startup. Golinelli è scomparso nel 2022, ma al 14 di via Paolo Nanni Costa, a Bologna, sede dell’Opificio che porta il suo nome, sono rimasti, intatti, il fervore, la passione, l’entusiasmo di costruire: un’eredità che i suoi successori alla guida della fondazione, il presidente Andrea Zanotti, il vicepresidente e direttore generale Antonio Danieli, la vice-direttrice generale Eugenia Ferrara, hanno saputo rendere generativa.

Andrea Zanotti, Marino Golinelli e Antonio Danieli in una foto di qualche anno fa

Per tornare al percorso di accelerazione, I-Tech Innovation Program 2025–2026, è realizzato, avverte una nota della fondazione, «in collaborazione con importanti partner tecnici – Bi-Rex Competence Center, Emil Banca, AgroFood Bic e Aeroporto Guglielmo Marconi di Bologna – e con il supporto di partner istituzionali – Città Metropolitana di Bologna, Comune di Bologna, Comune di Imola e Art-Er – a conferma di un modello di accelerazione fondato su sinergie concrete tra attori pubblici e privati, capace di mettere in relazione competenze industriali, infrastrutture, conoscenza e capitale umano a livello territoriale e nazionale».

L’open innovation abita qui

Un programma, «gratuito e completamente equity free (ossia che non richiede la cessione di quote societarie in cambio del supporto ricevuto, ndr)», che si conferma uno dei principali punti di riferimento a livello nazionale per l’open innovation e il trasferimento tecnologico, grazie a un modello costruito su misura per ogni team selezionato, che mette al centro la qualità progettuale, la solidità tecnologica, l’orientamento al mercato e la sostenibilità come valore trasversale. Un’impostazione che, nelle edizioni precedenti, ha intercettato oltre 1.150 candidature, accelerato 58 startup e investito direttamente in 24 realtà imprenditoriali.

Civimatica e i suoi fratelli

Le imprese selezionate per questa nuova edizione operano in sei ambiti strategici per il futuro dell’economia e della società: EdTech in Life Science, con Famalabs e MemorAIz; Ai & Data in Finance & Green Economy con LexSA e NavisioAI; AgriTech & FoodTech, con Glutensens e NewOilFactory; Industry 4.0, con Hazeware e Thelia; Social Impact, con Congen e LoopStock; TravelTech & Smart Mobility, con Civimatica.

I progetti selezionati intraprendono ora un percorso articolato in due fasi. La prima prevede attività intensive di formazione, mentoring, workshop e incontri con esperti e partner industriali, che culmineranno il 31 marzo 2026 con il Demo Day. «Seguirà una fase di follow-up mentoring, finalizzata alla preparazione dell’Investor Day del 10 giugno 2026, durante il quale i team presenteranno i propri progetti a investitori, venture capital, fondi di investimento e angel investor», dicono da Bologna.

«Durante tutto il percorso, le imprese saranno affiancate da una rete di mentor con elevati profili tecnico-scientifici e potranno usufruire gratuitamente di spazi di lavoro presso le sedi dei partner a Bologna, rete che metterà inoltre a disposizione la propria linea pilota per attività di proof of concept e validazioni industriali».

Antonio Danieli, vicepresidente Fondazione Golinelli

Antonio Danieli: «Abbiamo iniziato nel 2012»

A ricordare il valore dell’iniziativa è proprio Antonio Danieli, vicepresidente e direttore generale di Fondazione Golinelli, cui si deve tutto l’impegno dell’ente filantropico sul fronte innovazione, vestendo anche i panni di ceo di G-Factor srl: «Con l’inizio del 2026 e l’avvio della nuova edizione di I-Tech Innovation Program, posizioniamo il nostro ruolo in una fase evolutiva più matura e consapevole del sistema dell’innovazione e del venture capital in Italia», dice Danieli che, come è noto, è anche presidente dell’Associazione italiana delle fondazioni ed enti filantropici, Assifero.

Danieli ripercorre il filo di 14 anni di lavoro, iniziato in un’epoca, il 2012, in cui gli incubatori non si trovavano certo a ogni angolo: «Fondazione Golinelli ha iniziato ad occuparsi di innovazione, quando stava per nascere il decreto Startup dell’allora ministro Corrado Passera e quando stava per essere introdotta la terza missione negli statuti delle università, che ha fatto esplodere il Tech transfer nel nostro Paese. Nel 2018, l’iniziativa della Fondazione», prosegue, «ha preso corpo in G-Factor, con i primi programmi nel settore Life Science, e dal 2021 è stata allargata la partnership al programma I-Tech Innovation, moltiplicando i partner industriali, tecnici ed istituzionali, ed i settori di intervento. Infine nel 2020 la filiera è stata completata con l’operatore di investimento finanziario Utopia Sis. Fino al 2022, nonostante la pandemia, il settore ha seguito un percorso evolutivo crescente ed effervescente in cui i fondi, le università, gli incubatori e gli acceleratori, le amministrazioni ed il Governo hanno tutti esercitato un loro ruolo. Quel contesto sta ora subendo una importante trasformazione da circa due anni, fatta necessariamente di selezione, concentrazione, maggior chiarezza nella attribuzione dei ruoli, apertura ed internazionalizzazione. Il sistema dell’innovazione», conclude oggi, «è oggi chiamato a compiere un ulteriore salto di qualità, e per questo Fondazione Golinelli con G-Factor crede nel continuare e perseguire logiche di collaborazione, aggregazione e concentrazione per scalare e orientare l’impatto, confermando l’impegno decennale a favore dell’open innovation e del trasferimento tecnologico nel Paese».

Anche per BionIt Labs cominciò tutto così

Non mera filosofia dell’innovazione, intediamoci, ma casi concretissimi, come quello di BionIt Labs, la startup salentina che s’è inventata la mano adattativa, una protesi mioelettrica avanzata, in grado di adattarsi automaticamente alla forma e dimensione degli oggetti impugnati. Fu incubata nel primo batch di accelerazione di G-Factor nel 2019: una startup che poi ha ricevuto milioni di euro in investimenti e si è aperta a mercati internazionali come quello americano.

BionIT Labs, una delle primissime startup incubate da G-Factor nel 2019, oggi è un’azienda di successo

Loretta Chiusoli è group chief hr & organization officer nonché managing director di Boom – Crif, l’hub di innovazione della società bolognese. «Con l’avvio della nuova edizione di I-Tech Innovation Program», osserva, «entriamo in una fase ancora più matura del nostro impegno a sostegno dell’innovazione. Questa collaborazione continua a dimostrare come la connessione tra competenze, tecnologie e visioni di business possa generare valore concreto per le startup e per l’intero ecosistema. Anche in questa edizione mettiamo a disposizione spazi, relazioni e know-how per accompagnare le imprese selezionate in un percorso di crescita reale, capace di incidere sull’accelerazione dei business avviati dalle startup coinvolte e di aprire nuove opportunità per giovani imprenditori e talenti. Crediamo fortemente», conclude Chiusoli, «che l’innovazione nasca dalla collaborazione e dalla contaminazione tra mondi diversi: è questa la forza del programma e il motivo per cui continuiamo a sostenerlo con entusiasmo e convinzione».

«Con il kick off», sottolineano da Fondazione Golinelli, «si apre una nuova fase di lavoro condiviso tra startup, partner industriali, investitori e istituzioni. Un percorso che non si limita ad accelerare singoli progetti, ma che contribuisce a costruire condizioni abilitanti per la crescita dell’innovazione, rafforzando il ruolo delle giovani imprese come attori chiave nei processi di trasformazione economica, tecnologica e sociale del Paese».

Le startup prescelte, 11 visioni di futuro

Vediamo allora nel dettaglio le 11 prescelte, settore per settore.

Nell’EdTech in Life Science, c’è Famalabs la cui Agora Platform è una piattaforma Ai-native che, raccontano a Fondazione Golinelli, «supporta e automatizza le attività di associazioni sanitarie, fondazioni, provider e Pco nell’erogazione di formazione sanitaria e servizi per le proprie community di professionisti e pazienti. Riunisce in un unico ambiente contenuti, eventi, comunicazioni e aree riservate, con strumenti per progettare percorsi, gestire partecipazioni e misurare risultati. Il motore di personalizzazione predittiva (patent pending, ossia con brevetto in approvazione, ndr) suggerisce la prossima migliore azione e definisce l’interazione più efficace in base all’esperienza dell’utente, aumentando completamento ed engagement. Già adottata da società scientifiche e provider, conta migliaia di utenti attivi e oltre 10mila crediti formativi erogati».

Con loro anche MemorAiz che sviluppa soluzioni di Intelligenza artificiale per valorizzare il patrimonio di conoscenza delle organizzazioni educative, culturali, editoriali e del terzo settore. «L’offerta», spiegano da Bologna, «si articola in moduli Ai componibili per migliorare l’esperienza del pubblico e assistenti verticali per rendere più efficiente il flusso di lavoro interno ai team, il tutto integrabile negli ambienti digitali già in uso. Attraverso il Framework delle 6C, MemorAiz accompagna le organizzazioni in un’adozione graduale e strategica dell’AI, dalla definizione degli obiettivi all’implementazione operativa. Nel settore EdTech, sviluppa soluzioni che supportano l’apprendimento e il lavoro dei team educativi, rendendo i contenuti formativi più accessibili e  coinvolgenti per studenti e docenti».

Il Kick-off di I-Tech Innovation Program

Green economy e dintorni

Spostandosi nel settore Ai & Data in Finance & Green Economy, troviamo LexSA «una startup tax & legal-tech che sviluppa un assistente di intelligenza artificiale verticale sul diritto tributario, progettato da fiscalisti per i fiscalisti. La piattaforma automatizza le attività più complesse e ripetitive degli studi professionali, tra cui la ricerca normativa, la redazione di documenti ed esecuzione di task fiscali, replicando il ragionamento di un professionista esperto. A differenza dei chatbot generalisti, LexSA fornisce output professionali, contestualizzati e documentati con fonti verificate, integrandosi nei flussi di lavoro come un vero “collega digitale”. La missione di LexSA è liberare tempo, aumentare produttività e qualità del lavoro e supportare la trasformazione digitale della consulenza fiscale.

NavisioAi è invece «un assistente Intelligente che sfrutta una Ai specifica per il mercato assicurativo. Grazie al database di prodotti assicurativi più evoluto d’Italia, Navisio Ai sta diventando il co-pilot dell’intermediario: accelera il lavoro quotidiano, standardizza i processi e riduce gli errori. Con la sua knowledge base, permette di interrogare, analizzare e confrontare qualsiasi documento assicurativo in pochi secondi, restituendo risposte chiare, tracciabili e sempre contestualizzate a mercato e normativa. Navisio Ai oggi è già commercializzato sul mercato italiano. Dal 2° quadrimestre 2026», spiegano da Fondazione Golinelli, «avvierà l’espansione internazionale: dal momento che la piattaforma è già in grado di riconoscere e interpretare documenti assicurativi di qualsiasi Paese, adattandosi a formati, lingue e strutture diverse. Si pone infatti come mission di diventare uno standard all’interno del mercato assicurativo, in Italia, in Europa e nel mondo».

Industry 4.0, un’altra automazione è possibile

Passando a Industry 4.0, le imprese selezionate sono Hazeware e Thelia. La prima«sviluppa una piattaforma software innovativa pensata per rendere i sistemi It più veloci, affidabili e reattivi. Il progetto si concentra su applicazioni che richiedono tempi di risposta estremamente rapidi (real-time), come quelli dell’automazione industriale, tipici dell’Industria 4.0, e dei sistemi distribuiti. Grazie a tecnologie avanzate di accelerazione e a una gestione intelligente delle reti di comunicazione, la soluzione permette di coordinare applicazioni e infrastrutture in modo semplice ed efficiente. L’obiettivo», conclude la nota, «è supportare le aziende nella transizione verso sistemi digitali più performanti, abilitando automazione avanzata, soluzioni edge/cloud e nuovi modelli di innovazione industriale».

Thelia è una startup deep tech a leadership femminile che opera nel campo del controllo qualità per il settore manifatturiero. «Sviluppano un sistema innovativo di laser scanner iperspettrale in grado di fornire, in un’unica scansione, sia la ricostruzione tridimensionale dell’oggetto sia la caratterizzazione chimica della sua superficie con altissima precisione. La tecnologia di Thelia consente quindi di individuare simultaneamente difetti morfologici e difetti di composizione, migliorando l’efficienza e l’affidabilità dei processi di ispezione. Tale soluzione permette alle aziende manifatturiere di ottimizzare i controlli, ridurre scarti e costi e aumentare la qualità del prodotto finale garantendo un’ispezione completa e affidabile».

Foto di gruppo al kickoff: gli startupper delle 11 imprese prescelte

Impatto sociale, innovare si può

Nell’area del Social Impact, troviamo altre due start-up che il programma accelererà. Si tratta di Congen che nasce con l’obiettivo «di contrastare la solitudine e la frammentazione sociale, promuovendo relazioni intergenerazionali strutturate e di qualità. Il progetto mette in connessione giovani e persone anziane attraverso servizi di accompagnamento, attività condivise ed esperienze relazionali, sia individuali che di gruppo, valorizzando il tempo, le competenze e la presenza umana come risorsa di welfare. Conge opera in collaborazione con famiglie, Rsa, enti del territorio e aziende, integrando modelli di welfare di comunità e welfare aziendale. Attraverso un approccio organizzato, sicuro e replicabile, il progetto mira a generare benessere, inclusione sociale e impatto positivo sul territorio, restituendo valore alle relazioni tra generazioni e creando nuove opportunità occupazionali per i giovani coinvolti».

LoopStock è invece «una piattaforma phygital a impatto sociale che supporta piccole e medie imprese italiane, attive o cessate, nella valorizzazione dello stock nuovo invenduto». Integrando strumenti digitali e supporto operativo offline, consente di rimettere in circolo merce ferma, trasformandola in liquidità sostenibile e riducendo sprechi economici e ambientali. «Nata da un’esperienza diretta nel settore moda, LoopStock si rivolge a un tessuto imprenditoriale spesso escluso dai canali digitali, offrendo un percorso semplice e accessibile per vendere prodotti nuovi, autentici e tracciabili, senza svendite né investimenti iniziali. Attraverso un modello integrato b2b e b2c, la piattaforma promuove economia circolare, consumo etico e digitalizzazione delle imprese locali, anticipando le nuove direttive europee sulla gestione degli invenduti».

Cibo di domani, verso la salute

Glutensens sta invece  nel settore AgriTech & FoodTech ed è una startup deep-tech «nata per rivoluzionare la sicurezza alimentare per le persone affette da celiachia e sensibilità al glutine o da altri allergeni». L’obiettivo, spiegano da Fondazione Golinelli, è quello di eliminare l’incertezza legata ai pasti fuori casa, «offrendo un dispositivo portatile in grado di rilevare in tempo reale la presenza di glutine, o di altri allergeni negli alimenti, anche cotti e complessi». Di fatto Glutensens r«ivoluziona questo scenario con un dispositivo elettrochimico innovativo, basato su aptasensori selettivi in grado di rilevare tracce di gliadina (la proteina tossica del glutine), o di altri allergeni, con un limite inferiore a 0,1 ppm. L’analisi si completa in meno di 2 minuti, anche su alimenti cotti e complessi, senza necessità di laboratorio o competenze tecniche avanzate».

Sviluppo una tecnologia proprietaria sviluppata al Politecnico di Torino, NewOilFactory l’altra impresa selezionata in quest’area. «Con un unico ingrediente, oleogel auto-strutturati, si riproducono le proprietà funzionali dei grassi animali e tropicali senza l’utilizzo di additivi, per un’etichetta pulita e un’alimentazione più sana e sostenibile. Gli oleogel sono ingredienti versatili e facilmente integrabili in diverse ricette garantendo consistenza, stabilità e gusto. La soluzione risponde all’urgenza di coniugare sostenibilità, salute e qualità nei settori lattiero-caseario, bakery e plant-based, ancora troppo dipendenti da grassi tropicali saturi e additivi complessi (emulsionanti, stabilizzanti) che non soddisfano la domanda di prodotti clean-label».

Mobilità: migliorarla coi dati

In ultimo ma non per ultimo il settore TravelTech & Smart Mobility: qui è stata selezionata Civimatica, startup tecnologica che sviluppa soluzioni per la gestione intelligente della viabilità urbana «attraverso l’uso di dati, digital twin e controllo adattivo delle infrastrutture». L’obiettivo è supportare le amministrazioni pubbliche nel prendere decisioni «più efficaci, sostenibili e misurabili, riducendo congestione, emissioni e tempi di percorrenza. Il progetto propone un approccio graduale e non invasivo: dalla raccolta dati mobile e a basso impatto, alla creazione di gemelli digitali dinamici della città, fino al controllo intelligente dei semafori e dei nodi critici».

Spiegano a Fondazione Golinelli che Civimatica «consente di simulare gli effetti delle scelte urbanistiche prima di implementarle, mitigando il rischio e ottimizzando gli investimenti pubblici, contribuendo a città più efficienti, sicure e vivibili».

Nella foto di apertura, di Giovanni Bortolani per Fondazione Golinelli, una visione notturna dell’Opificio.

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