Viaggio nell’impatto sociale

Professionisti (anche) del bene comune

di Daria Capitani

Dalla comunità di pratica è nato un manifesto per l’impatto sociale. Quattro ordini professionali (Avvocati, Notai, Consulenti del lavoro e Dottori commercialisti ed esperti contabili) hanno presentato a Torino una dichiarazione d’intenti per sensibilizzare i colleghi ad assumere un ruolo attivo nella costruzione di una sinergia competente e responsabile. Un progetto sostenuto da Camera di commercio di Torino e Fondazione Compagnia di San Paolo, indirizzato e facilitato da Torino Social Impact, Cottino Social Impact Campus e Istud

Che Torino Social Impact abbia una straordinaria capacità di attivare reti è cosa nota. Quello che forse non tutti sanno è che la piattaforma territoriale è riuscita negli anni a creare un arcipelago di sinergie tra partner e soggetti che ha generato nell’ecosistema engagement, collaborazioni inedite, networking e progetti. Sono le comunità di pratica realizzate con il contributo della Camera di commercio di Torino e della Fondazione Compagnia di San Paolo, che nel tempo hanno saputo gettare nuovi semi. Uno dei frutti più interessanti è un manifesto in sei punti che porta la firma di quattro ordini professionali (si legge qui).

Si chiama OP4Impact (la sigla sta per “ordini professionali”) ed è stato presentato giovedì 28 novembre a Palazzo Birago, la sede della Camera di commercio, nella sala accanto al luogo in cui per un’intera annualità si sono incontrati e confrontati 38 rappresentanti del Consiglio notarile dei distretti riuniti di Torino e Pinerolo, e dei tre Ordini dei Dottori commercialisti e degli esperti contabili, degli Avvocati e dei Consulenti del lavoro di Torino. 20 ore di peer learning e co-design suddivise in sei incontri indirizzati e facilitati da Torino Social Impact, Cottino Social Impact Campus e Istud.

Cooperazione, orgoglio e deontologia

Avvocati, notai, consulenti del lavoro e commercialisti seduti a uno stesso tavolo per immaginare un futuro orientato all’impatto. Non è scontato, eppure la formula ha funzionato oltre le aspettative. «Il documento è il risultato di un lavoro interdisciplinare che ha unito competenze giuridiche, economiche, tecniche e sociali», ha detto Massimiliano Cipolletta, presidente della Camera di commercio di Torino. «Cooperazione è la parola chiave di un progetto che in questa città ha trovato una base solida su cui costruire».

Il manifesto degli ordini professionali per l’impatto.

Ne è convinto Fabrizio Bontempo, presidente dell’Ordine dei Consulenti del lavoro: «Torino rappresenta oggi un modello di come si possa lavorare insieme e insieme raggiungere grandi risultati. Nelle nostre professioni, siamo soliti rimanere ognuno nella propria stanza, difficilmente si riesce a condividere. Questo percorso ci ha ricordato il ruolo sociale di ciò che facciamo e l’importanza di restituire al territorio». Alessandro Scilabra, presidente del Consiglio notarile, è partito da una domanda che nel dibattito nazionale torna a più riprese: gli ordini professionali hanno ancora senso? «La giornata di oggi ci dice che sì, possiamo attuare una funzione primaria, mettendo le nostre competenze al servizio del bene comune. Il risultato sarà un prodotto dal valore maggiore della somma delle singole parti. Attraverso la comunità di pratica, abbiamo sperimentato nuovi modi di essere utili: anche questa è deontologia».

La presentazione del manifesto OP4Impact alla Camera di commercio di Torino.

Il tesoriere dell’Ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili di Torino Davide Barberis è partito dal significato antropologico del termine “comunità”, «che definisce l’appartenenza a un gruppo. In una società liquida come quella in cui viviamo, misurare l’impatto ci dà una dimensione di verità di cui abbiamo estremo bisogno. C’è una profonda differenza tra giuristi, che adottano un approccio top down dalla norma alla realtà, e aziendalisti, che dalla realtà si muovono fino alla norma. L’incontro tra i due mondi sta nel mezzo ed è in questa relazione che creiamo valore».

A nome dell’Ordine degli Avvocati è intervenuto il tesoriere Arnaldo Narducci, sottolineando il valore di «quattro ordini professionali che parlano con una voce unica e mettono al centro non la categoria ma il cittadino in sé e le imprese. Abbiamo saputo uscire dalle logiche ordinistiche e individualiste vecchio stampo per lavorare in ottica di interconnessione e interdipendenza sul senso comune e la complementarietà».

Un manifesto pionieristico e replicabile

Non è una lista di buone intenzioni, ma un insieme di principi in cui i firmatari si riconoscono e in cui emerge un’idea di economia sociale come vero motore di crescita equa e sostenibile. Caterina Soldi del Cottino Social Impact Campus, nel ripercorrere le tappe che hanno condotto il gruppo fino a qui, ha individuato nel valore sociale, culturale e umano il punto di partenza per «una sinergia innovativa, competente e responsabile che ha trovato la forza di pensare in modo corale. Abbiamo scoperto il potere della facilitazione plasmata insieme e, strada facendo, abbiamo costruito un linguaggio comune fino ad arrivare a un manifesto pionieristico e replicabile. L’aspetto più bello è stato riconoscersi nella trasformazione: non come rottura ma come processo, non come slogan ma come pratica».

La comunità di pratica al lavoro.

Il documento mette in fila gli obiettivi strategici che la comunità di pratica si propone di perseguire. Innanzitutto, sensibilizzare le pratiche professionali all’impatto sociale, rivolgendo una particolare attenzione ai giovani. Divulgare nelle rispettive categorie il principio per cui le pratiche professionali possono diventare leva per lo sviluppo di valore sociale condiviso e durevole, quantitativo e qualitativo. Condividere l’importanza dell’impatto sociale, dell’etica e della responsabilità condivisa. Promuovere il confronto interprofessionale e una nuova narrazione delle professioni, per valorizzare le rispettive competenze in un’ottica di complementarità e scambio, a vantaggio del bene comune. Favorire la costruzione di un contesto locale capace di coniugare innovazione, competenza e impatto. Riconoscere il valore del lavoro come fonte di dignità, inclusione e impatto per la collettività. Infine, diffondere la cultura dell’impatto per generare future nuove competenze.

Verso il Piano metropolitano per l’Economia sociale

OP4Impact non si ferma qui. Il report sul gruppo di lavoro evidenzia i punti di convergenza tra il Piano metropolitano per l’Economia sociale di Torino 2030 e l’esperienza della comunità di pratica degli ordini professionali per l’impatto nell’annualità 2024/2025. Guideranno la progettazione per il 2026, seguendo quattro direzioni: governance partecipata, social procurement, formazione continua e sviluppo di competenze, inclusione sociale.

Chi ha partecipato non ha alcuna intenzione di interrompere il percorso. «Entusiasmante e costruttivo», lo ha definito Paola Baldassarre dell’Ordine degli Avvocati di Torino. Per Gabriele Gili del Consiglio notarile è stata «un’iniezione di energia e uno stimolo a uscire fuori dagli schemi». Per Davide Barberis (Ordine dei Dottori commercialisti e degli esperti contabili) è «un laboratorio avanzato in cui i commercialisti possono essere non solo tecnici del dato economico, ma anche mediatori di senso tra valore economico e valore sociale». Secondo Fabrizio Bontempo, Ordine dei Consulenti del lavoro di Torino, aggiunge «consapevolezza sulla funzione sociale della nostra professione in un mondo del lavoro in rapida trasformazione».

Questo articolo fa parte di una serie intitolata Viaggio nell’impatto sociale. Leggi anche:

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Le fotografie sono di Torino Social Impact

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