Economia sociale
Torino, dove l’impatto diventa futuro
Si è svolta ieri pomeriggio l’assemblea di Torino Social Impact, un momento per condividere il percorso di un ecosistema che dal 2017 a oggi è cresciuto fino a comporre un’alleanza di 410 partner che collaborano per trovare soluzioni ai bisogni sociali del territorio e promuovere imprenditorialità e investimenti a impatto. Un’occasione anche per conoscere gli avanzamenti del Piano metropolitano per l’Economia sociale Torino 2030
Oltre 400 attori pubblici e privati, profit e non profit. Sono i partner che compongono l’alleanza di Torino Social Impact, una piattaforma aperta che è ormai un modello di innovazione in grado di attrarre forme di imprenditorialità e investimenti che ambiscono a risolvere problemi sociali emergenti. Vi aderiscono enti del Terzo settore e della cultura, della filantropia e della ricerca, incubatori e acceleratori, settore privato e sistema pubblico. Una rete variegata che si è incontrata ieri in Città Metropolitana all’assemblea di fine anno, un appuntamento aperto a tutti, cittadini, organizzazioni ed enti interessati ai temi dell’impatto sociale, in cui sono intervenuti, tra gli altri, il sindaco di Torino Stefano Lo Russo, il portavoce di Torino Social Impact prof. Mario Calderini, il segretario generale della Camera di commercio Guido Bolatto e la consigliera delegata di Città metropolitana Sonia Cambursano.
La storia
Torino Social Impact è nata a novembre 2017 da una iniziativa della Camera di commercio di Torino che, attraverso l’attività dal Comitato per l’imprenditorialità sociale e con il supporto della Fondazione Compagnia di San Paolo, dava ufficialmente il via con 12 partner allapiattaforma, immaginata per rafforzare il sistema locale e qualificarlo come uno dei migliori posti al mondo per fare impresa e finanza. Oggi i partner sono 410.

Torino 2030
L’esperienza non soltanto è cresciuta, ma ha avuto la forza di contaminare il contesto in cui si è sviluppata. Il Piano metropolitano per l’economia sociale di Torino 2030 (ne abbiamo scritto qui) è il documento strategico con cui la Camera di commercio e la Città metropolitana di Torino, nella cornice di Torino Social Impact, definiscono una visione condivisa per lo sviluppo di un’economia a forte impatto sociale sul territorio metropolitano. È il risultato (non scontato) di un processo partecipato di consultazione, redazione e validazione avviato con la firma dell’accordo il 18 luglio 2024 e concluso con l’approvazione dei due enti promotori nella primavera del 2025.
L’obiettivo del Piano è diffondere un nuovo modello di crescita su tutto il territorio metropolitano, capace di tenere insieme sviluppo economico, coesione e inclusione sociale, promuovendo una visione in cui l’identità economica e quella sociale si rafforzino a vicenda. In questo scenario, l’economia sociale non è vista soltanto come un ambito settoriale, ma come un vero motore di crescita equa e sostenibile.

Si apre ora la fase esecutiva, che prevede innanzitutto l’avvio di una mappatura strutturata di iniziative, sperimentazioni, politiche, collaborazioni che già oggi contribuiscono, direttamente o indirettamente, allo sviluppo dell’economia sociale. Le aree strategiche individuate sono: Social procurement e finanza a impatto; giovani; territori interni della Città metropolitana. Infine, l’impostazione di un piano di implementazione, monitoraggio e valutazione dell’impatto. Lo sfondo di questa iniziativa è disegnato dai documenti comunitari, che attribuiscono all’impresa sociale un ruolo non soltanto di welfare e redistributivo, ma anche di sviluppo economico, considerando la social e impact economy nel perimetro delle politiche industriali per una crescita più equa e inclusiva.
Dalla Borsa dell’impatto all’Hub progetti europei
L’assemblea di ieri pomeriggio è stata l’occasione per ricordare ai partner le opportunità per l’ecosistema. Una su tutte, il progetto della Borsa dell’impatto sociale, che mira alla creazione di un mercato di capitali dedicato a imprese che realizzano in modo intenzionale, addizionale e misurabile un impatto sociale positivo. Partito da uno studio di fattibilità nel 2019, nel 2021 è stato costituito il Comitato promotore, mentre tra il 2022 e il 2023 si è lavorato a una quotazione simulata con otto imprese italiane e 100 professionisti coinvolti. Grazie a un accordo di collaborazione siglato con il partner finanziario Vorvel Sim, si è compiuto un ulteriore passo: è stata avviata una fase di lavoro che ha consentito di definire le regole peculiari di funzionamento del mercato, con particolare attenzione alla dimensione dell’impatto. L’attuale fase punta a creare strumenti a supporto della liquidità del mercato, per crearne le condizioni sufficienti di dinamicità e sostenibilità.

La seconda direzione tracciata da Torino Social Impact ha a che fare con il social procurement: è la scelta di una organizzazione, pubblica o privata, di prediligere fornitori a impatto sociale per la propria catena di fornitura e il proprio funzionamento aziendale. A seguito di un’indagine sulla propensione agli acquisti sociali da parte delle imprese profit e alla correlata capacità operativa del settore non profit, Tsi ha avviato un programma di capacity building, b2b e comunicazione nell’ambito di un finanziamento della Commissione europea e con la collaborazione di Unione industriali, in occasione di Torino Capitale della Cultura d’Impresa 2024. La campagna di comunicazione All Included prevede anche Buy Social, un portale sperimentale per reperire le imprese a impatto sociale (ne abbiamo scritto qui). Dal 2025 l’attenzione è rivolta anche al social procurement in ambito pubblico grazie alla partecipazione al progetto europeo Proseco, che si pone l’obiettivo di rafforzare il ruolo del social procurement nelle politiche pubbliche.

Grazie all’approvazione del progetto europeo Touch da parte della componente occupazione e innovazione sociale del Fondo sociale europeo Plus, sta nascendo un’iniziativa di partenariato outcome fund finalizzata alla costruzione di un meccanismo pubblico privato di finanza a impatto per affrontare il problema dei Neet. Partendo dalle prime sperimentazioni sul territorio piemontese che vedrà coinvolti attori pubblici e privati in qualità di investitori e outcome payers, il modello sarà poi condiviso a livello nazionale. Fino al 15 dicembre è possibile presentare online la propria candidatura al bando Touch capacity Lab, finalizzato alla selezione di 25 organizzazioni che parteciperanno a un percorso di capacity building pensato per rafforzare le competenze di enti che promuovono l’integrazione lavorativa dei giovani che non lavorano né studiano.
Infine, le comunità di pratica: gruppi di lavoro su tematiche e sfide condivise in grado di attingere alle competenze dei partner della rete per collaborare su progettualità emergenti. Oggi ne sono attive sette: Società Benefit, Comunicazione, Parità di genere, Economia circolare, Spazi di democrazia, OP4Impact, Neet, per un totale di 240 organizzazioni coinvolte, 40 incontri e 100 ore di peer learning.
Tra le attività di supporto al partenariato, inoltre, c’è l’Hub progetti europei per l’economia sociale. Avviato grazie al contributo della Camera di commercio di Torino e della Fondazione Compagnia di San Paolo, in co-progettazione con Weco Impresa Sociale, intende potenziare le competenze dell’ecosistema sull’europrogettazione per cogliere le opportunità finanziarie dell’Unione Europea sul tema dell’impatto sociale a livello comunitario. Camera di commercio di Torino, Città di Torino, Città Metropolitana di Torino, Università e Politecnico di Torino hanno firmato nel 2024 un accordo per potenziare l’iniziativa, ed è attivo dal 2025 un roster di 63 europrogettisti per accompagnare gli enti nella progettazione.
Il corso universitario sulla valutazione di impatto
Organizzato dal Dipartimento di Management dell’Università di Torino nell’ambito delle attività promosse dal CeVIS, Centro di Competenze per la valutazione e misurazione dell’impatto, gestito dal Cottino Social Impact Campus e nato da un accordo tra la Camera di commercio di Torino e la Fondazione Cottino nel contesto del Piano strategico di Torino Social Impact, intende potenziare e diffondere conoscenze e competenze sul tema. La settima edizione partirà a febbraio 2026.
In apertura, l’intervento del portavoce di Torino Social Impact, prof. Mario Calderini. Le fotografie sono di Torino Social Impact
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