Disegnare il futuro

Torino in dieci mappe: la partecipazione viaggia su una bici cargo

A Borgo Vittoria la socialità è un girotondo, Mirafiori sembra una scacchiera e Vanchiglia prende vita nelle storie dei suoi abitanti. La città si racconta in una serie di cartine emozionali e d’autore: è il progetto “Voci di quartiere” che ha accompagnato la stesura del nuovo Piano regolatore. Chiara Lucchini, responsabile Sviluppo territoriale di Urban Lab: «C’è un senso di appartenenza e di orgoglio in tutte le zone di Torino, anche quelle percepite come più svantaggiate»

di Daria Capitani

Undicimila persone, 320 organizzazioni e 70 realtà locali, 34 quartieri, 400 km., 1 bici cargo e la penna di 10 illustratori. Sono numeri, ma hanno sguardo e parole. O meglio, sono la voce di una città. In queste settimane Torino sta entrando nelle case dei suoi abitanti, racchiusa in un cofanetto di mappe che la raccontano per porzioni geografiche e umane. Un concentrato di poesia nato da un’esigenza molto tecnica come la stesura di un piano regolatore.

La bici cargo di “Voci di quartiere”.

La Città di Torino sta mettendo a punto il nuovo Piano regolatore generale, una delle leggi più importanti per il tessuto urbano, perché governa la trasformazione fisica del territorio e indica le linee strategiche del suo sviluppo. È un lavoro complesso, che deve partire innanzitutto dai bisogni e dalle criticità presenti nelle varie zone: le condizioni dell’abitare, la qualità degli spazi verdi e degli spazi pubblici, le infrastrutture di mobilità e i servizi di prossimità. Per interpellare la comunità, l’ente ha scelto di adottare una modalità condivisa e partecipata, affidando una campagna di ascolto a Torino Urban Lab, associazione di secondo livello che esiste da 20 anni, frutto della partnership tra il Comune e la Compagnia di San Paolo. Il percorso (si chiama “Voci di quartiere”) è durato tre anni e ha dato vita a una relazione approfondita inserita nel documento programmatico che andrà presto in discussione in Consiglio. Non solo: è fruibile in una mostra sotto i portici di via Palazzo di Città e consultabile in un cofanetto in distribuzione con dieci mappe emozionali di Torino.

In viaggio a piedi e su una bici cargo

«All’inizio la campagna di ascolto è stata rivolta alle organizzazioni e alle associazioni della città», spiega Chiara Lucchini, responsabile Sviluppo territoriale di Torino Urban Lab e coordinatrice del progetto, «poi, su esplicita richiesta del sindaco, ci siamo dati l’obiettivo di interpellare le persone nei luoghi della loro quotidianità». Per farlo, il team ha messo in campo in ognuno dei 34 quartieri moltissime modalità di coinvolgimento, «a partire sempre dalla stessa domanda: come si sta qui?».

Un momento di incontro per il progetto “Voci di quartiere”. (Fotografia di Cristina Argirò)

Per allargare il più possibile il parterre delle interviste e ingaggiare anche quella quota di persone che rischia di restare al margine della conversazione, «abbiamo invertito il paradigma: oltre a convocare gli abitanti in una serie di incontri pubblici, ci siamo messi in viaggio per poter essere noi a raggiungerli lì dove vivono. A bordo di una bici cargo (che abbiamo chiamato Alfonsina in omaggio ad Alfonsina Strada, la prima donna ammessa a partecipare al Giro d’Italia), abbiamo percorso oltre 400 km. in tutta la città, raccogliendo centinaia di punti di vista sulla qualità della vita nei quartieri», racconta. «Con le passeggiate siamo andati alla scoperta di luoghi e storie guidati dalle comunità locali e nei parchi giochi e nelle piazze abbiamo portato gli spettacoli per bambini della Casa del Teatro Ragazzi per consentire ai genitori di dialogare con i nostri facilitatori».

Che cosa è emerso? «C’è un senso di appartenenza e di orgoglio rispetto al proprio quartiere che è ben distribuito in tutte le zone della città, anche quelle percepite come più svantaggiate», spiega Lucchini. «Sono una torinese d’adozione, vivo qui da oltre 25 anni, ma in questo lungo itinerario ho scoperto moltissime cose su Torino che ancora non conoscevo. Su tutte, il forte senso civico di chi la abita, l’affezione ai propri luoghi e un desiderio di essere parte attiva del cambiamento».

Quanta poesia in una mappa

I materiali di restituzione delle diverse attività sono confluiti nella documentazione utilizzata per la redazione del nuovo Piano regolatore. I racconti in presa diretta, però, non sono serviti soltanto a tracciare un dispositivo tecnico: hanno colto i sentimenti e i bisogni dei luoghi. Di qui la scelta di affidare a dieci illustratori il compito di custodirne memoria: «Un linguaggio articolato e fruibile al tempo stesso».

Chiara Lucchini, responsabile Sviluppo territoriale di Torino Urban Lab.

Santa Rita e Mirafiori per Andrea Bozzo sono una struttura a scacchiera con al centro l’area della Fiat, «un santuario ingombrante in memoria di una città che non esiste più». A San Salvario, Lingotto, Filadelfia e Nizza Millefonti, Nicolò Canova ha raccolto gioie, paure, lamentele e desideri. Francesca Chessa ha scelto un tratto rapido, quasi uno schizzo dal vero «per cogliere l’immediatezza» di San Donato, Campidoglio, Cit Turin, Cenisio, San Paolo e Crocetta. Ad Aurora, Centro, Vanchiglia e Vanchiglietta, Cecilia Campironi ha ritratto «giganti attorno a una città deserta, come se solo attraverso le loro storie potesse prendere vita».

Le dieci mappe emozionali di Torino.

Una socialità in girotondo scandisce il ritmo di Borgo Vittoria, Madonna di Campagna e Barriera di Lanzo (Gabriele Pino), mentre a Sassi, Superga, Madonna del Pilone, Borgo Po e Cavoretto c’è «molto più del fascino “irraggiungibile” della collina» (Fernando Cobelo). A Parella, Pozzo Strada e Borgata Lensa, Hikimi ha immaginato «signore anziane che vorrebbero giocare a basket ma non trovano né un campo né un canestro» e a Vallette e Lucento Mr. Fijodor fa dialogare il verde con il cemento. A Barriera di Milano, Regio Parco e Rebaudengo Rubra Studio si è sentito parte di «una visione fatta con le persone e per le persone». Infine, Chiara Morra ha reso Falchera, Pietra Alta, Villaretto, Barca e Bertolla «un vuoto da riempire con ciò che c’è e ciò che si desiderebbe avere».

Le prossime tappe

Giovedì 19 febbraio, alle 12,30 nella sede di Torino Urban Lab, l’assessore all’Urbanistica Paolo Mazzoleni spiegherà in un incontro aperto al pubblico (e in diretta sul canale YouTube dell’associazione) in che modo gli uffici hanno recepito la campagna di ascolto. Un ciclo di seminari (qui il programma) mette invece a confronto le esperienze di altre città che stanno lavorando in vari modi su mappe e narrazione del territorio, comunità, quartieri, partecipazione e pianificazione a medio e breve termine.

Le mappe saranno esposte in mostra sotto i portici di piazza Palazzo di Città 8/F fino al 31 marzo. Per chiunque voglia collezionarle, il cofanetto “Voci di quartiere” è in distribuzione allo stesso indirizzo, da Torino Urban Lab, dal mercoledì al venerdì dalle 14 alle 18 e il sabato dalle 12 alle 19.

Le fotografie sono di Torino Urban Lab

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