Amministrazione condivisa

Toscana, nasce il partenariato pubblico-privato tra Publiacqua e la cooperazione sociale

Siglato a Firenze un protocollo d'intesa tra il maggiore gestore idrico della Toscana, Agci, Confcooperative-Federsolidarietà e dipartimento welfare di Legacoop Toscana. L'accordo triennale consentirà di esternalizzare una serie di attività di Publiacqua, tra cui la manutenzione e gestione dei fontanelli pubblici, la gestione del verde, i servizi di supporto logistico, la manutenzione ordinaria di impianti e infrastrutture, i servizi di presidio, sorveglianza e pulizia

di Redazione

La pulizia ordinaria dei fontanelli pubblici, la gestione del verde, le piccole manutenzioni. Sono soltanto alcuni dei compiti che, da oggi, potranno essere affidati da Publiacqua Spa (il maggiore gestore idrico della Toscana) a persone socialmente svantaggiate, grazie al protocollo d’intesa sottoscritto insieme alle centrali cooperative Agci Toscana, Confcooperative-Federsolidarietà Toscana e dipartimento welfare di Legacoop Toscana. Un accordo triennale che impegna i firmatari a una collaborazione sempre più stretta, con l’obiettivo di generare valore aggiunto per le comunità locali. Un primo step nella realizzazione di una sinergia tra soggetti del Terzo settore e le imprese per la creazione di un beneficio condiviso.

I firmatari del protocollo d’intesa siglato a Firenze

Nella sede di Publiacqua a Firenze, hanno apposto le firme al documento di accordo Nicola Perini, presidente di Publiacqua, Alessandro Giaconi, presidente di Agci Toscana, Giacomo Billi, presidente di Confcooperative-Federsolidarietà Toscana, e Gianni Autorino, responsabile del dipartimento welfare di Legacoop Toscana. In particolare il protocollo d’intesa, attraverso la sperimentazione di nuove forme di partenariato, co-programmazione e co-progettazione, si pone l’obiettivo di creare un modello innovativo di partenariato pubblico-privato-sociale. Affonda le sue radici nei 17 Goal e 169 sotto-obiettivi fissati dall’Agenda 2030 dell’Onu per la lotta contro povertà, diseguaglianza, climate change e per la costruzione di una società improntata sulla pace. Principi e obiettivi su cui Publiacqua è già impegnata da tempo e che le società cooperative sentono propri, in base al decreto legislativo n. 125/2024 che ha recepito la direttiva europea n. 2022/2464/Ue.

In queste immagini alcuni momenti dell’accordo siglato a Firenze

Gli obiettivi dell’accordo

Il macro-obiettivo del protocollo è generare valore aggiunto per le comunità locali attraverso una collaborazione tra i soggetti firmatari, per sviluppare un progetto volto all’inclusione lavorativa e sociale di persone appartenenti a categorie sociali svantaggiate. Una collaborazione che dovrà produrre l’inclusione lavorativa e sociale di persone appartenenti a categorie svantaggiate, la valorizzazione delle risorse del territorio in un’ottica di economia circolare e di sostenibilità, l’efficientamento dei servizi pubblici con attenzione alla dimensione sociale e di welfare.

Le parti hanno stabilito un percorso di attuazione che prevede la costituzione di un Tavolo di coordinamento, il quale avrà il compito di: elaborare un piano operativo dettagliato; monitorare l’attuazione del protocollo; promuovere la diffusione delle buone pratiche; valutare l’impatto sociale ed economico delle azioni intraprese. Il piano operativo sarà realizzato mediante un’analisi dettagliata delle attività di Publiacqua potenzialmente esternalizzabili, la mappatura delle competenze delle cooperative sociali del territorio e l’analisi dei fabbisogni occupazionali delle persone svantaggiate. In questo modo saranno definiti i progetti pilota da avviare in via prioritaria, grazie anche ad attività di formazione del personale di Publiacqua coinvolto nella gestione degli affidamenti e di capacity building per le cooperative sociali su specifici aspetti tecnici.

Le attività oggetto di possibile esternalizzazione da parte di Publiacqua

Il protocollo prevede una collaborazione ad ampio spettro tra i soggetti firmatari. Le attività oggetto di esternalizzazione da parte di Publiacqua riguardano: la manutenzione e gestione dei fontanelli pubblici; i servizi ambientali e di gestione del verde; i servizi di supporto logistico; i servizi di comunicazione e sensibilizzazione; i servizi di economia circolare; la manutenzione ordinaria di impianti e infrastrutture; i servizi di presidio, sorveglianza e pulizia; i servizi di supporto alla sostenibilità.

Questa intesa può rappresentare una buona pratica di programmazione e progettazione condivisa, da estendere ad altre realtà del territorio. Al termine della fase pilota, infatti, le parti valuteranno i risultati raggiunti per identificare gli elementi di successo e le criticità, e realizzare iniziative pubbliche di presentazione dei risultati per contribuire alla diffusione del modello di collaborazione a livello regionale e nazionale.

«Questo protocollo è un passo concreto verso un modello di sviluppo che mette al centro le persone, il territorio e la coesione sociale», dichiarano i rappresentanti delle tre Centrali cooperative in una nota congiunta. «Creare opportunità di occupazione qualificate, soprattutto per le persone svantaggiate, rappresenta uno strumento fondamentale di autonomia, dignità e costruzione del futuro con riflessi positivi sull’intera comunità. La collaborazione tra le cooperative sociali di inserimento lavorativo e Publiacqua Spa, che ringraziamo per la disponibilità al confronto e per l’attenzione dimostrata verso i processi di inclusione, va in questa direzione: un’alleanza che contribuisce a costruire un’economia più giusta, sostenibile e orientata al bene comune. Come cooperazione sociale, nel ruolo di agenti di cambiamento positivo della società civile, ci auguriamo che questo partenariato pubblico-privato sociale possa essere di esempio ad altre società operanti nei servizi pubblici».

Si tratta di una importante presa di posizione e responsabilità sociale da parte di Publiacqua Spa. Questo partenariato pubblico-privato sociale può essere da esempio per altre società che operano nei servizi pubblici e hanno intrapreso, a volte, una direzione completamente differente.

Un modello di sviluppo che altre società pubbliche possono prendere ad esempio

«La cooperazione sociale, nata e sviluppatasi ben prima che il legislatore la codificasse con la legge n. 381/1991, è riuscita a trasformare svantaggi e fragilità in opportunità, ma la centralità del lavoro è fondamentale nell’esperienza di queste particolari imprese», sottolineano nella nota le Centrali cooperative. «Se guardiamo alle nostre imprese associate, emerge la ricchezza di tanti progetti, il coraggio imprenditoriale di molti cooperatori sociali, la capacità di realizzare e coinvolgere le comunità locali. Ma traspare anche la drammaticità di un Paese nel quale l’esclusione prolungata e, in taluni casi, permanente dal mondo del lavoro, continua ad essere un fenomeno rilevante, che colpisce in particolar modo alcune fasce di popolazione. Nonostante tutto, in questi anni abbiamo ampiamente dimostrato come sia possibile fare vera impresa che compete sul mercato, investe, cresce e incrementa l’occupazione, coinvolgendo nel processo produttivo i lavoratori che le altre imprese tendono ad escludere. Il sostegno e il rafforzamento delle cooperative sociali di inserimento lavorativo è e dovrebbe essere un obiettivo qualificante di politiche di sviluppo lungimiranti, a tutti i livelli. La cooperazione sociale è, da sempre, per vocazione e per natura, un potente strumento di inclusione lavorativa e sociale».

«La cooperazione ha operato con successo il collocamento di lavoratori svantaggiati, deboli e vulnerabili presso imprese ordinarie, e si è affermata come protagonista dello sviluppo locale», conclude la nota. «Ma non può farlo da sola. Oggi, più che mai, la cooperazione sociale parla ad un Paese in profonda crisi sociale, economico finanziaria, culturale, politica, ma ancor prima crisi di identità e di credibilità. La cooperazione sociale racconta invece, da oltre quarant’anni, con fatti concreti, che è possibile pensare ad un Paese e a delle comunità che crescono e si sviluppano coese e solidali che non escludono i cittadini più deboli, che costruiscono percorsi di inclusione».

Credits: la foto d’apertura è di Publiacqua; le altre foto sono dell’ufficio stampa Confcooperative Toscana

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