Esclusione finanziaria

Troppe donne ancora senza conto corrente personale

Banca Generali ha aderito all’Alleanza “Una donna, un lavoro, un conto”. Il progetto mira a rafforzare le pari opportunità e favorire l’autonomia nella gestione delle risorse economiche, anche attraverso una maggiore conoscenza dei servizi bancari. Secondo una ricerca di Global thinking foundation nel 2023 solo il 58% delle donne aveva un conto corrente intestato personalmente e il 4,8% non ne aveva nessuno

di Nicola Varcasia

Il fenomeno dell’esclusione finanziaria delle donne in Italia è ancora diffuso. Nel 2023 solo il 58% delle donne, meno dei due terzi, aveva un conto corrente intestato personalmente. Il 12,9% ne ha solo uno intestato con il partner (11,6%) o altro familiare, e il 4,8% non ne ha nessuno, neppure cointestato. Sono i dati resi noti da una ricerca di Global thinking foundation, che fanno il paio con una rilevazione del Museo del Risparmio, che ha evidenziato come nel 2023 il 21% di donne nella fascia di età 15-64 anni non possedeva un conto corrente personale non cointestato.

Più conoscenza

In questo contesto, diffuso ma difficile anche da quantificare, Banca Generali ha aderito all’Alleanza Una donna, un lavoro, un conto, il progetto supportato dall’Associazione bancaria italiana – Abi e Federcasse e promosso dal Corriere della Sera per rafforzare le pari opportunità e favorire autonomia nella gestione delle risorse economiche. Anche attraverso una maggiore conoscenza dei servizi bancari, a partire dal conto. L’obiettivo della banca nel supportare l’iniziativa è farsi parte attiva per promuovere, con iniziative concrete, l’autonomia delle donne. Prima di tutto creando un contesto in cui l’opportunità di lavorare sia reale. E in secondo luogo favorendo l’autonomia economica, cioè la possibilità di gestire liberamente e consapevolmente il frutto del proprio lavoro. Il che significa, per cominciare, garantire alle donne la possibilità di avere un conto corrente. Non è scontato.

Pari opportunità

«Per Banca Generali l’adesione a questa iniziativa ha un significato profondo. La nostra società crede fermamente nella centralità delle persone e nella valorizzazione del capitale umano ed è concretamente impegnata a garantire pari opportunità a tutti i dipendenti, creando un ambiente di lavoro basato sulla fiducia, il rispetto e lo sviluppo continuo delle competenze.

Valentina Frezza, chief people officer di Banca Generali

Valorizzare l’inclusione finanziaria delle donne e stimolare un’educazione finanziaria trasversale è una tappa del nostro percorso verso la creazione di un ambiente sempre più inclusivo, della formazione continua e dell’equilibrio vita-lavoro, con l’obiettivo di ottenere un miglioramento continuo, azzerando i gap di genere», spiega Valentina Frezza, chief people officer di Banca Generali.

Strategia per la parità

Banca Generali ricorda, nella nota in cui annuncia l’adesione all’Alleanza, di aver ottenuto la certificazione per la parità di genere dall’ente internazionale Rina e di aver adottato e promosso già da tempo molteplici iniziative e misure innovative volte a favorire la conciliazione vita-lavoro e la valorizzazione del talento e della leadership al femminile. Nel piano strategico su questi temi, ampio spazio ha avuto il pillar della diversity and inclusion contribuendo a mettere le basi per l’ottenimento della Certificazione stessa. Un impegno che sta proseguendo nel 2025 con il supporto a iniziative specifiche come convegni e momenti di riflessione per superare la discriminazione economica di genere e aule ad hoc per supportare l’educazione finanziaria delle donne.

In apertura, foto di Hanna Lazar da Unsplash.

Vuoi accedere all'archivio di VITA?

Con un abbonamento annuale potrai sfogliare più di 50 numeri del nostro magazine, da gennaio 2020 ad oggi: ogni numero una storia sempre attuale. Oltre a tutti i contenuti extra come le newsletter tematiche, i podcast, le infografiche e gli approfondimenti.