Analisi
Turismo sostenibile, una scelta etica e strategica che vale 9,6 miliardi
Secondo l'analisi di Srm, centro studi collegato al gruppo Intesa Sanpaolo, il turismo accessibile e inclusivo, che in Italia rappresenta già l’8,2% delle presenze turistiche nazionali, non è una nicchia, ma una strategia di sviluppo che mette al centro la persona, rafforza la competitività e genera valore per i territori
di Alessio Nisi
Investire nel turismo accessibile e inclusivo significa ampliare la base di clientela, rafforzare la reputazione, migliorare la qualità dell’offerta e contribuire alla rigenerazione dei territori, favorendo destagionalizzazione e sviluppo locale. Non è solo una scelta etica, ma una strategia economica solida e lungimirante, capace di integrare crescita, inclusione e sostenibilità nel futuro del turismo italiano.
Non solo. Inclusione e competitività non sono in contrapposizione. Al contrario, le imprese che investono in accessibilità mostrano maggiore capacità di intercettare domanda internazionale, più elevata redditività e migliore tenuta finanziaria. In un contesto globale caratterizzato da incertezza, cambiamenti demografici e nuove sensibilità sociali,il turismo accessibile si configura come una delle direttrici strategiche per coniugare crescita economica, coesione sociale e valorizzazione dei territori.
È quanto emerge dall’analisi di Srm, centro studi collegato al gruppo Intesa Sanpaolo, sul turismo accessibile ed inclusivo, realizzata nell’ambito del programma Growing resilient, inclusive and sustainable – Grins e del contributo scientifico al World summit on accessible tourism – Wsat di Torino.
Il turismo accessibile vale 9,6 miliardi
In Italia il turismo accessibile e inclusivo vale circa 8,8 milioni di arrivi e 38,4 milioni di presenze, pari all’8,2% delle presenze turistiche nazionali, generando un impatto diretto di 5,3 miliardi di euro che sale a 9,6 miliardi, considerando gli effetti indiretti e indotti lungo le filiere collegate. Ogni presenza aggiuntiva genera circa 138 euro di valore aggiunto e uno scenario di crescita del 25% delle presenze comporterebbe un incremento stimato di 1,3 miliardi di euro.
Le imprese alberghiere in ascolto
In questo quadro si inserisce la survey condotta da Srm su 573 imprese alberghiere italiane che hanno manifestato interesse verso il segmento accessibile, su un totale di mille imprese intervistate: l’83,4% di queste risulta già attivo o in fase di investimento, la quota media di arrivi riconducibile al turismo accessibile e inclusivo è pari al 6,3% con punte del 9,5% nel Nord-Est, e tra le nuove tendenze del settore questo ambito ottiene il più alto livello di interesse (4,1 su 5).
La domanda crescente di turismo delle persone con disabilità. Il punto di partenza dell’analisi è la crescente centralità della domanda espressa dalle persone con disabilità, dai caregiver e dal silver tourism, segmento composto da viaggiatori senior sempre più attivi, con maggiore aspettativa di vita, migliori condizioni di salute e una forte propensione al viaggio.
L’invecchiamento della popolazione europea, unito alla crescente attenzione ai diritti delle persone con disabilità, amplia in modo significativo il potenziale di mercato. Il turismo accessibile non riguarda solo l’adeguamento strutturale delle strutture ricettive, ma implica una ridefinizione complessiva dell’esperienza turistica: infrastrutture, servizi, comunicazione, formazione del personale e qualità dell’accoglienza.

Dovere di civiltà e scelta strategica
«Il turismo accessibile e inclusivo non è un segmento separato, ma una lente attraverso cui ripensare l’intero modello di sviluppo del settore», spiega Salvio Capasso, responsabile servizio imprese e territorio di Srm, «mettere al centro la persona significa coniugare valore etico ed economico: è un dovere di civiltà, ma anche una scelta strategica che rafforza competitività, resilienza e capacità di intercettare una domanda in crescita. Inclusione e sviluppo non sono alternativi, ma parte della stessa visione di futuro per il turismo italiano».
A livello europeo il turismo accessibile genera circa 400 miliardi di euro l’anno, ma solo il 9% dei servizi turistici risulta pienamente accessibile, segnalando un ampio margine di sviluppo
Più investimenti
Secondo lo studio di Srm, le imprese coinvolte nel turismo accessibile mostrano una propensione agli investimenti superiore alla media: il 79,5% ha investito nell’ultimo triennio e il 67,8% prevede ulteriori interventi nei prossimi tre anni.
Indicatori di redditività più elevati. Nel periodo 2019-2023 le imprese attive nel turismo accessibile, si legge nel report, hanno mostrato una crescita del 28,8% e presentano indicatori di redditività più elevati (della media complessiva delle impese alberghiere), con un return on investment – roi superiore fino a 0,39 punti percentuali e un return on equity – roe nel 2023 maggiore di 1,3 punti percentuali rispetto alla media del settore, oltre a livelli di indebitamento più contenuti.
Emerge insomma come l’accessibilità, quindi, non può essere ridotta a un adeguamento tecnico, ma richiede un approccio sistemico che coinvolga trasporti, spazi urbani, strutture ricettive, comunicazione digitale, servizi territoriali e formazione del personale, secondo una logica di design universale.
L’inclusione delle persone con disabilità nei circuiti economici e nei consumi legati al tempo libero non produce solo un avanzamento sul piano etico e dei diritti, ma amplia concretamente la platea dei potenziali clienti, trasformando una fascia storicamente marginalizzata in un mercato in forte crescita
Le priorità delle imprese
La ricerca evidenzia, inoltre, come il turismo accessibile richieda un approccio sistemico. Le imprese indicano tra le priorità: investimenti in infrastrutture per la piena fruibilità degli spazi, formazione del personale e sviluppo di competenze relazionali, linguistiche e digitali, utilizzo di tecnologie che migliorano l’esperienza del cliente e una maggiore integrazione tra accessibilità, sostenibilità ambientale e responsabilità sociale.
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In apertura foto di NIKOLAY GLEBOV per Unsplash
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