Volontariato in sanità
Umanizzare le cure, cinque storie da premio
Dai concerti nei reparti oncologici al metaverso per far “sognare” gli anziani, dalla pet-therapy al sostegno ai caregiver. Teva Italia ha assegnato, per il sesto anno, gli Humanizing Health Awards, un riconoscimento all'associazionismo in sanità e non solo. Ecco chi sono le organizzazioni che hanno ricevuto in premio 10mila euro ciascuna
di Redazione
Linoleum grigio a terra, luci al neon, pazienti “mascherinati”, alcuni con le flebo attaccate: potreste immaginare la routine, anche dolorosa, di una corsia d’ospedale ma poi vedete, seduti in fondo al corridoio, due artisti, chitarra in mano, e scoprite che quella è la performance di una band itinerante, “arruolata” da Officine Buone, organizzazione di volontariato, nata per caso, quando un giorno l’ingegner Ugo Vivone andò a trovare un caro amico ricoverato a Monza. «Era una domenica pomeriggio, e pensai: mi porto dietro una chitarra», ricorda. Arrivarono pazienti a frotte, si divertirono e si commossero tutti, e nacque l’idea di dare seguito.
Rock a oncologia
Oggi Officine porta la musica dal vivo nei reparti di oncologia in 7 regioni italiane, trasformando le corsie in “palchi speciali”. Giovani artisti tra i 15 e i 35 anni si esibiscono davanti ai pazienti, che votano le performance in un vero contest musicale. Col suo progetto Special stage, è una delle realtà che ha ricevuto uno dei cinque Humanizing Health Awards 2025 di Teva Italia, con un contributo di ben 10mila euro ciascuno.

Giunto alla sua sesta edizione, il premio alle associazioni e agli enti non profit che, spiega una nota «contribuiscono a migliorare i percorsi di cura e la qualità dell’assistenza sanitaria in Italia» presentava quest’anno qualche novità. Su tutte, la suddivisione in categorie. Infatti, se Officine Buone è risultata vincitrice nella categoria “Patologie oncologiche”, in quella della “Patologie pediatriche” è stato premiato Gimme Five, qua la zampa!, progetto della Fondazione Il Porto dei piccoli, «che porta un aiuto concreto ai bambini ricoverati all’Istituto Gaslini di Genova», spiega la motivazione, «grazie a cani addestrati e operatori specializzati che offrono gioco, affetto e compagnia. Le attività assistite con animali riducono stress, ansia e solitudine, migliorando il benessere dei piccoli pazienti. Il progetto coinvolge anche le famiglie con laboratori, gite ed esperienze educative sul territorio».
Quei piccoli in chirurgia. A Trieste
Nella categoria “Caregiver” a ricevere l’award è stata una storica realtà di supporto alle famiglie, Abc Bambini Chirurgici: «Il progetto Fare strada all’accoglienza offre alloggi gratuiti alle famiglie dei bambini ricoverati nel reparto di chirurgia dell’Irccs Materno Infantile Burlo di Trieste, provenienti da tutta Italia. Per il ventennale», si legge, «Abc offre 3 nuovi appartamenti alle famiglie, in uno stabile progettato per offrire spazi funzionali, curati e accoglienti. Oltre al sollievo economico, dona vicinanza, serenità e forza nei momenti difficili del ricovero dei bambini».
Gli anziani e la tecnologia
Nella categoria “Malattie croniche”, riconoscimento per la romana Namo, associazione di promozione sociale che «utilizza la realtà virtuale per migliorare la qualità della vita degli anziani in Rsa, spesso fragili e affetti da patologie croniche. Attraverso sessioni immersive personalizzate, si favorisce il benessere emotivo, fisico e mentale», sottolinea la motivazione. Attualmente «in sperimentazione nella Capitale con 20 partecipanti, ha già mostrato effetti positivi su ansia, depressione e funzioni motorie. Il progetto è replicabile su scala nazionale, ponendo la persona al centro dell’innovazione».
I bimbi con malattie neurologiche e le loro famiglie
Altra categoria “Salute mentale e malattie neurodegenerative”. L’award (e l’assegno simbolico che hanno ricevuto tutti, insieme al trofeo a forma di cuore verde) sono andati alla storica associazione che opera nell’ospedale milanese Buzzi, la Obm, il cui progetto Vivere con fragilità «sostiene i bambini con malattie neurologiche croniche e le loro famiglie, in cura all’ospedale». Dall’ascolto dei genitori è infatti emersa una duplice esigenza: «Un piano condiviso con la rete territoriale e un supporto psicologico costante. Il progetto garantisce un’équipe specializzata e un alloggio gratuito vicino all’ospedale, migliorando concretamente l’accesso alle cure e la qualità della vita quotidiana». Un progetto di cui hanno beneficiato 220 piccoli pazienti e circa 600 familiari.
Cinque vincitori, 140 candidati
«Con gli Humanizing Health Awards sosteniamo da tempo le realtà non profit che sviluppano soluzioni innovative per migliorare i percorsi di cura», ricorda Giordana Cortinovis, marketing e communication director di Teva Italia. «I progetti selezionati quest’anno testimoniano l’impegno e la creatività del Terzo settore nel rispondere ai bisogni dei pazienti e delle loro famiglie», sottolinea. I cinque progetti facevano parte dei 140 che sono stati candidati e la valutazione è stata poi affidata – altra novità 2025 – a «una giuria composta da quattro comitati interni Teva e un comitato esterno multidisciplinare, con medici, farmacisti, giornalisti e rappresentanti del Terzo settore». Alla selezione finale hanno partecipato, oltre a tutti i dipendenti di Teva Italia, anche medici e farmacisti iscritti alla piattaforma TevaLab.
Alla cerimonia era presente anche Emanuele Monti, presidente della Commissione Sostenibilità sociale, casa e famiglia del Consiglio regionale lombardo: «L’innovazione in sanità è fatta ovviamente di tecnologia e miglioramenti organizzativi», ha detto, «ma anche di umanità e attenzione alle persone nel loro momento di massima vulnerabilità. Regione Lombardia è impegnata a dare risposte concrete in questo senso, penso ad esempio a iniziative quali il percorso di accompagnamento alla nascita per futuri genitori, il progetto mamme sorde, il servizio di mediazione linguistica e culturale o lo sportello malattie rare, solo per citarne alcuni. Accogliamo quindi con piacere il premio di Teva Italia che si inserisce in un contesto in cui la Lombardia è impegnata da tempo, ma che necessita comunque di impegno e attenzioni costanti».

La cerimonia è stata anche occasione di dialogo con le istituzioni.
Umanizzazione come relazione
Anna Carla Pozzi, vicesegretaria lombarda della Federazione italiana medici di medicina generale – Fimmg, ha osservato che «la medicina territoriale è il primo punto di contatto tra paziente e sistema sanitario», ha spiegato, «è proprio lì che deve partire l’umanizzazione delle cure: nell’ascolto quotidiano, nella relazione che si costruisce nel tempo, nel dialogo e nella fiducia reciproca. Sostenere progetti che danno corpo a questi valori significa rafforzare la sanità di prossimità, quella che fa davvero la differenza nella vita delle persone».
In merito al premio è intervenuta anche Annarosa Racca, presidente di Federfarma Lombardia: «Guardiamo sempre con favore a iniziative come il Premio di Teva Italia», ha detto, «perché anche le farmacie sono pienamente coinvolte nel promuovere l’umanizzazione delle cure. Grazie alla loro capillare presenza sul territorio, le farmacie rappresentano un presidio insostituibile in cui il paziente può essere ascoltato, ricevere informazioni e trovare orientamento, 24 ore su 24. Un supporto fondamentale per chiunque abbia bisogno di un consiglio, di un aiuto per la gestione di una patologia cronica o per i caregivers».
Nella foto di apertura, dell’ufficio stampa di Teva Italia, quattro delle cinque associazioni premiate: Gloria Camurani, Fondazione Il Porto dei Piccoli; Ugo Vivone, Officine Buone; Valerio Marri, Namo; Benedetta Turetti, Obm. Mancava Filippo Ciampa di Abc Bambini Chirurgici. La foto di Officine Buone è dell’ufficio stampa dell’associazione.
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