Sostenibilità

Al via le “Jurnate del Design”, l’innovazione sociale che rende sostenibili i sogni

Il design diventa volano per l’innovazione e l’economia sociale, valorizzando e attualizzando le tradizioni e il genius loci dei Comuni del messinese. Prende il via oggi la seconda edizione delle “Jurnate del Design”, promosse da Fondazione Messina in collaborazione con Fondazione Horcynus Orca, Collettivo designer komad, The Playful Living e il laboratorio di designer Toy Bee. Sette giorni durante i quali designer di livello nazionale interagiranno anche con gli studenti, progettando con loro art toys ispirati ai grandi miti fondativi della Sicilia e dello Stretto

di Gilda Sciortino

Può il design non essere solo un’esperienza estetica, ma anche ispirare un metodo e una cultura sostenibile che trasforma idee e visioni in progetti all’insegna dell’ innovazione sociale e in modelli di economia “umana”?

Può senza dubbio e lo dimostra che “Si può fare” è il tema della seconda edizione delle Jurnate del Design, che Fondazione Messina promuove da oggi sino a domenica 1 marzo in collaborazione con Fondazione Horcynus Orca, Collettivo Designer Komad e The Playful Living, un team creativo che ha base a Milano ed è il cuore di un network internazionale di noti designer, insieme al laboratorio di designer Toy Bee.

Una manifestazione siciliana, cofinanziata dalla stessa Fondazione e dal progetto “Colapesce. Dall’esclusione sociale alle imprese sociali”, avviato dal Comune di Messina su Fondi Pn Metro Plus, che vede come partner co-gestori Fondazione Horcynus Orca, Camera di Commercio di Messina, Università degli Studi di Messina e Slow Food Italia.

«Le Jurnate del Design sono strettamente legate ai programmi di sviluppo umano territoriale che portiamo da sempre avanti», spiega Gaetano Giunta, presidente della Fondazione Messina.  «Quest’anno raccoglie i risultati di processo nati nella prima edizione e lancia nuove idee, esperienze successive. Il tema generale, “Si può fare”, è pienamente coerente sia con lo spirito del design, che è metodo e cultura di progetto per trasformare visioni in progetti reali, ma è anche naturalmente coerente con i temi strategici della Fondazione. Protagonisti di questa edizione saranno, infatti, numerosi workers buyout del territorio che stiamo sostenendo in partnership con il Comune di Messina, che ne vuole sostenere la nascita attraverso il programma Metro Plus della Città metropolitana di Messina». 

Art Toy (designer Bernardo Corbellini)

La Design Week che ridisegna il futuro creativo della Sicilia

Messina, Patti, Mirabella Imbaccari, con tappe a Palermo e Catania, i Comuni nei quali per sette giorni si incontreranno e contamineranno design, innovazione sociale, rivitalizzazione delle tradizioni, sviluppo sostenibile, potenziamento di piccole imprese create dal basso e workers buyout, dimostrando concretamente e certamente con un guizzo in più che un altro modello di crescita, appunto, può esistere e, dunque, «si può fare».

A dimostrare che il design è uno strumento centrale di questo processo saranno alcuni noti designer italiani che, anche in questa seconda edizione delle Jurnate del Design, coordineranno specifici workshop con studenti di scuole superiori e università, workers buyout, ovvero cooperative di lavoratori che hanno già rilevato un’impresa in crisi di cui erano dipendenti: per esempio le Ceramiche Siciliane Pattesi, con i cui lavoratori (insieme ad altri in procinto di farlo) interagirà il creative advisor Luca Fois, in vista del loro rilancio.

Immersi nell’effervescenza di colori e di sfumature che la Sicilia riesce sempre a regalare, sarà l’occasione per dimostrare come, da una terra che spesso si rende conto dei tesori che le regala la sua storia solo quando qualcuno, da fuori, strabuzza gli occhi per tanta magnificenza, possano nascere prodotti unici. Ci penserà il toy designer Bernardo Corbellini, con il workshop al quale parteciperanno 60 studenti dell’Istituto E. Basile con i quali lavorerà per trasformare i grandi miti fondativi della Sicilia e dello Stretto in art toys, facendoli diventare iconici oggetti pop, oggi amati non solo dai giovani. Anche questo un laboratorio atteso, che sarà curato in collaborazione con Luca Fois e la designer Giada Maria Battiato.

Senza dimenticare la possibilità di sviluppare le potenzialità terapeutiche della tradizionale tessitura del pizzo a tombolo alla luce della gioco-terapia in cui gestualità, relazione, condivisione, manualità restituiscono benessere. A Mirabella Imbaccari, in provincia di Catania, sarà ancora Corbellini a lavorare in partnership con l’associazione Opera del Tombolo e delle Arti Manuali con le signore del tombolo, ma soprattutto “tombolando” con un gruppo di bimbi del territorio e gli studenti dell’Istituto omnicomprensivo Carlo Alberto Dalla Chiesa di Caltagirone.

Pizzo a tombolo

«Non vedo l’ora di cominciare», rivela Bernardo Corbellini, a poche ore dal volo che lo porterà in Sicilia, «anche perché questa seconda edizione è la continuazione di un’avventura. Uno scatto in più rispetto a quanto realizzato l’anno scorso, nell’ottica di continuità di questo progetto. Se pensiamo alla moda, al design, la mente va subito a Milano dove, però, solitamente vanno in scena show di progetti. Qui c’è una visualizzazione di progetti e di prodotti. Il fatto che il workshop sia sugli art toys ha un grande valore perché sviluppa il meccanismo tipico delle giornate, quello dell’heritage innovation, che aiuta la tradizione a innovarsi».

Scilla, Cariddi, la Fata Morgana, i miti, le leggende si vestono con i colori del pop

«Abbiamo lanciato il piano di lavoro 15 giorni fa a scuola, scegliendo su quali miti fondativi della Sicilia e dello Stretto lavorare. Ecco, quindi, che Scilla, Cariddi, la sirena di Ulisse, la Fata Morgana, Colapesce, non diventeranno art toys estetici, personaggi collezionabili come tanti», prosegue Corbellini, «ma saranno anche il pretesto per inventare storie a partire da quelle esistenti, molto forti, conosciute, meno conosciute, scegliendo insieme i personaggi che dovranno uscire dallo Stretto e conquistare, dico io, il mondo. Molto importante sarà per i ragazzi non solo il laboratorio di progettazione, nel quale impareranno il metodo del design, ma potranno acquisire anche la consapevolezza del loro valore personale, a partire dell’importanza e forza del loro territorio. Tutti i prodotti, tutte le azioni, tutti i gesti che faremo durante le Jurnate del Design saranno piene di verità. Al contrario di tanti workshop che si propongono anche a livello universitario solo per esercitarsi, qui i ragazzi sanno che quel che penseranno, quel che realizzeremo diventerà realtà. Per me, tutto questo, ha un grande valore educativo».

Concreti i risultati della prima edizione

E sono stati i ragazzi dello stesso istituto scolastico ad andare, nel 2025, oltre la semplice ideazione, lavorando per rispondere alla richiesta di un vero cliente vero, il Caffè Barbera di Messina, che aveva chiesto di pensare ad alcuni prodotti per il rilancio del brand. Grazie alle bioplastiche green prodotte dal Polo Olivettiano della Fondazione Messina, sono stati anche progettati degli accessori da bar realizzati con gli scarti dello stesso Caffè Barbera. Un esempio virtuoso, che si è avvalso anche di un livello molto alto di prototipazione, già a partire dagli stampi.

Prototipi per il Caffè Barbera (toy designer Bernardo Corbellini)

Quando i sogni si possono toccare con mano, si decide di mettersi in gioco

«La cosa più bella che mi sono sentita dire dai miei ragazzi? Che non pensavano che le loro idee potessero essere apprezzate e realizzate». Per la preside dell’Istituto E. Basile, Caterina Celesti, tornare alla seconda edizione delle Jurnate del Design è motivo di grande orgoglio per il suo istituto e per i suoi ragazzi che hanno saputo cogliere un’occasione formativa così importante: «Talvolta il ragazzo non si mette in gioco, in quanto la prima cosa che pensa è di essere giudicato. Invece, dare modo di far venire fuori la loro creatività per mettere in luce il talento, fa credere loro che è possibile incidere concretamente nella società e, quindi, costruire anche delle comunità più sostenibili, solidali. Lavorare ancora una volta con il maestro Corbellini ha, per noi, un enorme valore educativo. Devo dire grazie ai docenti Patrizia Rustica di Scultura, Cosimo Bevacqua di Architettura e Antonina Baratta di Pittura, costantemente al fianco dei nostri ragazzi. Non esprimerò, però, mai abbastanza la mia gratitudine al presidente della Fondazione Messina, Gaetano Giunta, e alla Fondazione Horcynus Orca, perché negli anni hanno portato a Messina tanta qualità. Non credo di essere l’unica a pensarlo».

Motori della creatività accesi per una settimana che metterà in moto le menti

«La Sicilia è pronta a diventare un grande studio di progettazione delocalizzato a livello internazionale», sottolinea in conclusione Giunta, «e il fatto che i ragazzi non vedano l’ora di vivere questa esperienza ci fa credere ancora di più che la direzione è sempre più giusta. L’idea è di fare incontrare il genius loci con l’innovazione tecnologica e del design, da cui possono nascere colonie sostenibili e durevoli. Ci tengo a ricordare che, già dall’anno scorso, le Jurnate del Design hanno avviato la creazione presso il Parco Horcynus Orca del Design Center, uno spazio di attrazione di creativi che sarà centrale per l’Hub internazionale di ricerca e sviluppo, networking ad alta formazione che Fondazione Messina sta mettendo in campo, con un’ampia partnership, nella città dello Stretto, per contaminare e orientare approcci trasformativi delle politiche locali in Sicilia e in diverse altre parti del mondo. Una strada piena di luce, che sarà sempre più irradiata dalle nuove generazioni, alle quali dobbiamo passare il testimone.

Le foto sono state fornite dall’ufficio stampa della Fondazione Messina (si riferiscono all’edizione 2025 delle Jurnate del Design)

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