Economia

Benevento, il forno non si spegne e salva tradizioni e futuro

Si chiama Panificio Caruso, ma i beneventani lo conoscono come “Pesce di Zucchero”. L’impresa sarà rigenerata grazie al fondo Fondo Re-Start, promosso da Confindustria Benevento nell’ambito della Fondazione di Comunità di Benevento

di Redazione

Si chiama Panificio Caruso, ma i beneventani lo conoscono come “Pesce di Zucchero”. L’impresa sarà rigenerata grazie al fondo Fondo Re-Start, promosso da Confindustria Benevento nell’ambito della Fondazione di Comunità di Benevento. 

Un fondo nato con l’obiettivo specifico di conservare, valorizzare e rilanciare i patrimoni aziendali storici della provincia di Benevento, sostenendo iniziative ad alto impatto sociale, economico e culturale. Alla base dell’iniziativa c’è la consapevolezza che molte imprese locali, pur rappresentando un valore identitario e produttivo per il territorio, siano oggi esposte al rischio di cessazione dell’attività a causa di criticità strutturali, come l’assenza di ricambio generazionale, la fragilità organizzativa o le difficoltà di accesso a strumenti finanziari adeguati.

In questo contesto, Re-Start si configura come uno strumento innovativo di intervento territoriale, orientato non solo alla tutela dell’impresa in quanto tale, ma anche alla salvaguardia del capitale immateriale costituito da saperi artigianali, relazioni sociali, economie di prossimità e valore simbolico. Il Fondo accompagna processi di transizione e rigenerazione, favorendo la continuità operativa delle aziende storiche e promuovendo modelli di gestione sostenibili e responsabili, coerenti con i bisogni della comunità locale.

«Parliamo della bottega che produce i cornetti più buoni della città, un punto di riferimento dove da quasi tre generazioni i giovani si ritrovano la sera per i cornetti caldi o per la famosa ‘marsigliese’ con la mortadella. Il panettiere è una figura storica, sempre sulla strada davanti al suo forno, intento a salutare i clienti e a lavorare ogni notte, sfornando pane in continuazione e regalando al centro storico i profumi più buoni», racconta Angelo Moretti, presidente della Fondazione di Comunità di Benevento. «Dopo due generazioni di panificatori, l’attività rischiava la chiusura definitiva; non per mancanza di clientela – l’azienda è sana – ma per l’assenza di un ricambio generazionale interno alla famiglia, dato che i figli dei titolari hanno intrapreso carriere diverse come l’ingegneria e l’avvocatura. Purtroppo, i centri storici si deprimono quando le vetrine restano chiuse e le persone perdono il contatto con il commercio di prossimità. Di fronte alla chiusura dell’ultimo presidio di questo tipo, come Fondazione di Comunità abbiamo deciso di intervenire. Abbiamo investito un fondo di 60mila euro: una parte è arrivata da Confindustria come primo finanziamento, mentre Fondazione con il Sud raddoppia le donazioni raccolte dalla Fondazione di Comunità.». 

«L’idea», continua Moretti, «è invertire il trend: evitare che un patrimonio aziendale storico, che funziona e ha mercato, scompaia solo perché manca un erede. È un rischio che mette a repentaglio l’intera tradizione economica, sociale e culturale di una città. Oggi, purtroppo, non esistono fonti di finanziamento che permettano ai giovani di rilevare aziende storiche; spesso i bandi impongono di ripartire da zero con attrezzature nuove, portando alla dismissione di realtà perfettamente funzionanti. Lello, lo storico panettiere che a 67 anni non poteva più gestire il peso logistico dell’attività, è entusiasta: non chiuderà la bottega, ma diventerà il maestro artigiano formatore per i nuovi panettieri».

A tal fine, la Fondazione, pur mantenendo la proprietà dell’azienda, ha pubblicato un avviso pubblico per la selezione di un soggetto gestore disponibile alla co-progettazione del rilancio e alla gestione del panificio mediante un contratto di affitto di azienda. Il soggetto selezionato sarà chiamato a sviluppare un modello gestionale sostenibile, in linea con la missione sociale della Fondazione e con la visione del Fondo Re-Start.

«Credo sia un tema centrale», chiosa Moretti, «se togli alle città il profumo del pane, togli un elemento insostituibile. Spesso ci dimentichiamo dell’importanza dei profumi, concentrandoci solo su vista e tatto. Dobbiamo salvaguardare il patrimonio aziendale storico perché non è replicabile: se ‘Pesce di Zucchero’ chiudesse oggi, non tornerebbe più. Garantire la continuità gestionale, intervenendo prima che l’attività cessi, è l’unico modo per dare vitalità a queste imprese, che vanno considerate come vere e proprie soggettività del territorio e non solo come semplici negozi».

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