VITA

Milly e Gino, soci di cuore

9 Luglio Lug 1999 0200 09 luglio 1999

L'idea di una fondazione di partecipazione è nata dall'incontro con Strada, il chirurgo di guerra da tempo impegnato a soccorrere le vittime di guerra.

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L'idea di una fondazione di partecipazione è nata dall'incontro con Strada, il chirurgo di guerra da tempo impegnato a soccorrere le vittime di guerra.

Nel 1994, a Milano, nasceva Emergency, associazione umanitaria per la cura e la riabilitazione delle vittime di guerra e delle mine antiuomo. In cinque anni di attività l?associazione ha realizzato interventi in Cambogia, Irak, Ruanda, Cecenia, Kurdistan e in molte altre zone ?calde? del mondo fornendo assistenza chirurgica qualificata e totalmente gratuita per le tante vittime delle mine che infestano quei Paesi. Da poche settimane, al fianco dell?associazione, opera anche la Fondazione Emergency, una fondazione di partecipazione presieduta da Milly Moratti, moglie di Massimo presidente dell?Inter, da tempo impegnata in prima persona in iniziative solidaristiche. A lei ?Vita? ha chiesto le ragioni che hanno portato alla costituzione della fondazione e quali interventi si propone di realizzare. Come nasce l?idea della fondazione? Da un?esigenza di fondo, quella di dare continuità al progetto di Emergency. Gino Strada sin dall?inizio della sua straordinaria ?avventura? di chirurgo di guerra, si è reso conto che non bastano gli interventi di soccorso immediato che, purtroppo, quasi sempre si risolvono nell?amputazione degli arti di coloro i quali ?inciampano? nelle mine antiuomo. C?è bisogno anche, e soprattutto, di fornire loro protesi, officine per ripararle, strutture riabilitative. Le mine antiuomo, infatti, sono ordigni subdoli ed ancora più micidiali, se così si può dire, di quelli ?tradizionali?. Essi infatti non seminano morte ma condannano per tutta la vita all?handicap, a una esistenza fatta di elemosina e di dipendenza dagli altri. Per ridare allora a queste persone almeno un po' di libertà, innanzi tutto di movimento, bisogna assisterle anche nei momenti successivi agli interventi di soccorso urgente. Tutto ciò richiede naturalmente uno sforzo economico che l?associazione da sola non poteva sostenere e quindi è nata l?idea della fondazione. Perché è stato scelto lo strumento della fondazione di partecipazione? Perché si tratta di uno strumento giuridico che permette di ?aggregare? nuovi soci, di veder crescere il suo patrimonio e le risorse, di far sposare la sua causa a nuovi soggetti, siano essi persone giuridiche o anche fisiche. Cosa l?ha colpita in particolar modo dell?attività di Emergency? Sono tante le cose che colpiscono. L?impegno impagabile dei volontari, l?abnegazione totale alla causa di Gino e di sua moglie Teresa, l?interesse che va crescendo nel Paese per la cultura della pace e della solidarietà grazie all?attività di Emergency. Se però dovessi indicare una sola cosa, mi colpisce il sorriso restituito ai bambini che nonostante abbiano subito l?amputazione degli arti, mostrano fiducia verso il prossimo e si affezionano in modo incredibile ai medici che li prendono in cura. Danno a tutti una lezione di umanità e di dignità straordinaria che rimane impressa dentro per sempre. Quale sarà la prima iniziativa che la fondazione realizzerà? L?attivazione di un centro chirurgico per vittime di guerra a Charikar, nell?Afghanistan settentrionale. Inoltre realizzeremo un Kit didattico rivolto alle terze medie e al biennio delle superiori per informare e approfondire i temi relativi alle guerre contemporanee che, forse non tutti sanno, sono oltre cinquanta nel mondo.