VITA

Ambiente: l'ecologia s'è destra

15 Maggio Mag 2002 0200 15 maggio 2002

Fare Verde, associazione fondata anni fa da Gianni Alemanno, ha raccolto a Lucca esperti, intellettuali e scienziati. Per un nuovo ambientalismo

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Fare Verde, associazione fondata anni fa da Gianni Alemanno, ha raccolto a Lucca esperti, intellettuali e scienziati. Per un nuovo ambientalismo

«Esistono due tipi di ecologia: la prima è una ecologia superficiale che mira a conciliare preoccupazione ecologica e produttività in termini di redditività, senza mettere in discussione il modello di sviluppo ed in particolare il sistema dei consumi; la seconda è quella che Arne Naess definisce "ecologia profonda" e si fonda sulla valorizzazione della qualitàdella vita, elemento che sfugge alla quantificazione economica, rimettendo radicalmente in discussione il modello di sviluppo fondato su di unesasperato consumismo». È quanto è emerso dal convegno che Fare Verde, organizzione ambientalista della destra italiana (a fondarla fu Gianni Alemanno) ha tenuto a Lucca, sabato 11 maggio e reso noto con un comunicato oggi. Il convegno, intitolato "Le radici e l'albero", ha visto partecipare scrittori, studiosi, ecologisti di varia formazione.«Soltanto con la seconda è possibile affrontare coerentemente le sfide della modernità per curare in profondità i mali ambientali che attanagliano la terra». Le linee guida di quelle che potrebbero essere le sfide per l'intero movimento verde sono state tracciate dal giornalista Alessandro Bedini e dal politologo ed autore dinumerosi saggi sull'argomento Marco Tarchi. «Tarchi, da sempre molto sensibile al ruolo che una seria politica verde potrebbe ricoprire, ha ribadito le enormi potenzialità (e le numerose occasioni già sprecate) che il movimento ecologista ha in Italia e più in generale nelle società occidentali per superare certi schemi ormai vetusti di contrapposizione politica». Il professor Giuseppe Sermonti, docente di genetica all'università di Perugia ha invece analizzato «i limiti della teoria evoluzionistica, i punti di contatto e le distanze che separano la scienza e l'ecologia». La mattinata si è conclusa con l'intervento di Carlo Ripa di Meana che, provenendo dal mondo ambientalista ed avendo, tra le altre, ricoperto le cariche di ministro dell'ambiente e portavoce dei Verdi, ha illustrato «la perdita di carica propulsiva della politica verde». Le considerazioni sull'impatto ed il ruolo della natura nei confronti dell'uomo, delle culture, delle tradizioni sono state illustrate dal prof. Franco Cardini, storico tra i più apprezzati, «che ha evidenziato come, con il passare dei secoli, si sia modificato il rapporto che lega l'uomo alla natura attraverso l'inversione del rapporto tra domanda ed offerta e, soprattutto, con il venire meno di ogni concetto di limite». Sulla questione, molto attuale, della globalizzazione e del localismo, «ovvero dello spazio che le questioni ecologiche possono avere in un mondo che pare sempre di più globalizzato, ma che contemporaneamente sembra riscoprire le piccole patrie, le comunità», ha offerto il suo contributo Edoardo Zarelli direttore della casa editrice Arianna, tra le più attente ad inserire nel suo catalogo pubblicazioni sull'ecologia, sulla difesa delle identità locali, sui rischi e le incognite di una mondializzazione sempre più invadente. Ha concluso il convegno, che nelle intenzioni dei promotori avrà cadenza annuale, Giannozzo Pucci, consulente del ministero delle Risorse agricole ed ambientalista storico, che ha analizzato il rapporto tra ecologia ed etica individuando, alla base dei problemi ecologici. un preoccupante scollamento tra la scienza e l'etica. Info: email: fare.verde@libero.it www.farevarde.it