VITA

Più sicurezza nei trapianti: le Linee guida

19 Gennaio Gen 2004 0100 19 gennaio 2004

I medici dovranno seguire un protocollo operativo nel processo di valutazione del rischio prima di un'operazione.

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I medici dovranno seguire un protocollo operativo nel processo di valutazione del rischio prima di un'operazione.

Dare ulteriori certezze e garanzie ai trapianti di organi: è l?obiettivo delle nuove Linee guida per l?accertamento della sicurezza del donatore di organi, un corposo protocollo operativo (frutto di un accordo tra il ministro della Salute e la Conferenza Stato-Regioni), che i medici dovranno seguire nel processo di valutazione del rischio prima di un trapianto. Nel documento sono elencati anche i livelli di rischio accettabili e non accettabili per l?utilizzo degli organi. Una novità accolta con estremo favore anche da associazioni di riferimento come Aido e Aned. Elaborate in base alle disposizioni del decreto ministeriale 2 agosto 2002, recante: ?Criteri e modalità per la certificazione dell?idoneità degli organi prelevati al trapianto?, le nuove linee guida pubblicate il 23 dicembre scorso sono considerate "un ulteriore passo avanti per la sicurezza di chi riceve gli organi", commenta Enza Palermo, presidente nazionale Aido. Fino ad ora, naturalmente, non si era all?anno zero: "C?erano protocolli clinici", prosegue la Palermo, "ma era importante giungere a linee guida comuni e condivise, elaborate dai massimi esperti del settore in sede di Centro nazionale trapianti. Esse aprono la strada a una metodologia di lavoro universale e trasparente, orientata a ridurre al massimo grado i rischi prevedibili legati al trapianto. Questo aumenterà la qualità del servizio e darà garanzie di sicurezza ai pazienti in attesa di trapianto e agli stessi medici, che in caso di dubbio potranno anche avvalersi di una consulenza aggiuntiva, una second opinion, degli esperti del Centro nazionale". è dello stesso avviso anche Franca Pellini, presidente di Aned, secondo cui anche l?introduzione del consenso informato del paziente, in caso di trapianto di organi considerati, in qualche misura, ?a rischio?, "va nella direzione della salvaguardia del maggior numero di vite umane possibili, anche se è importante fare in modo che ogni spiegazione, ogni ipotesi di rischio venga data in anticipo, al momento stesso dell?iscrizione del paziente nella lista d?attesa". La Pellini sottolinea come negli ultimi tre anni la percentuale dei trapianti sia rimasta stazionaria: "Per i trapianti di reni", spiega, "il numero di pazienti immessi in lista resta il doppio rispetto al numero di trapianti effettuati. Particolarmente drammatica è la situazione di molti giovani tra i 18 e i 35 anni, che per il trapianto di rene sono costretti ad attendere (e a vivere in dialisi) mediamente 4 anni e mezzo". Di certo, l?insufficiente reperimento di donatori, il rapporto rischi/benefici e i tempi di ischemia degli organi condizionano modalità e tempi della valutazione di idoneità del potenziale donatore di organi. Per questo, le nuove linee guida dettano una rigorosa procedura nella valutazione dell?idoneità degli organi. Viene definita, in primo luogo, una scala dei livelli di rischio che va dal ?rischio inaccettabile? (dovuto, ad esempio, a diverse condizioni al momento del decesso come sieropositività da Hiv, neoplasia maligna in atto, malattie da prioni accertate); al ?rischio aumentato ma accettabile? (per i casi in cui, sebbene il processo di valutazione evidenzi la presenza di agenti patogeni o patologie trasmissibili, l?utilizzo degli organi è giustificato dalla particolare condizione clinica del ricevente, o dall?urgenza clinica del ricevente); al ?rischio calcolato? (per i casi in cui la presenza di uno specifico agente patogeno o stato sierologico del donatore è compatibile con riceventi che presentino lo stesso agente o stato sierologico); fino al ?rischio non valutabile? e al ?rischio standard?. Nella pratica trapiantologica, avverte il documento, anche se viene tenuto un comportamento conforme alle linee guida, il rischio di trasmissione di patologie infettive o neoplastiche è sempre presente. Ma "qualsiasi organo prelevato a scopo di trapianto deve avere una qualità accettabile e non deve esporre il ricevente a rischi inaccettabili". Per questo, nei casi clinici urgenti e particolari, il consenso a un trapianto ?a rischio? dovrà sempre essere preventivo e informato. PER SAPERNE DI PIU' Linee guida. Sono contenute nella Deliberazione 26 novembre 2003, contenente un accordo tra il ministro della Salute, le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano sul documento recante: "Linee guida per l?accertamento della sicurezza del donatore di organi". (G.U. n. 297 del 23-12-2003- Suppl. Ordinario n. 195) Obiettivi. Gli scopi delle Linee guida sono due: A. definire i livelli di rischio accettabili/non accettabili per l?utilizzo degli organi; B. stabilire le modalità operative del processo di valutazione del rischio Siti utili. Da vedere il dossier realizzato sul sito del governo (Governo Italiano) e la sezione ?Trapianti? del sito del ministero della Salute (Ministero della Salute)