VITA

Impresa sociale? Sì, senza monopòli

1 Dicembre Dic 2004 0100 01 dicembre 2004

Il presidente dell’Assolombarda, la più potente associazione industriale: "Spero che il disegno di legge venga presto approvato". Intervista a Michele Perini.

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Il presidente dell’Assolombarda, la più potente associazione industriale: "Spero che il disegno di legge venga presto approvato". Intervista a Michele Perini.

La parola d?ordine è sempre la stessa: fare. Per Michele Perini, presidente di Assolombarda e della Fiera di Milano, non ci sono scorciatoie, lo sviluppo economico è una questione di fatti, non di parole, di annunci, di analisi teoriche puntuali quanto irrealistiche. E ciò vale ancor di più in tema di responsabilità sociale d?impresa, dove il rischio ?fuffa? è sempre in agguato. Si scorgono segnali incoraggianti di ripresa economica, la corporate social responsibility comincia a entrare nelle logiche gestionali d?impresa, ma questi rischiano di essere mortificati da tutta una serie di impedimenti. Per esempio, da un eccesso di burocrazia e da una mancanza di ?visione?. Ancora una volta, laboratorio di questa ripresa e delle nuove frontiere della csr è la Lombardia e Michele Perini, osservatore ?privilegiato? del fenomeno, ci aiuta a capire cosa sta succedendo. Vita: Presidente, mentre sembra ormai inesorabile il declino del modello Nord-Est, riprende a ?tirare? il modello Nord-Ovest. Perché? Michele Perini: Io non parlerei di locomotive che si scambiano l?accelerazione sui binari, io direi che ci sono processi di trasformazione che l?industria lombarda ha anticipato e che sono quelli dell?industriale manifatturiero. Non si tratta di competizione tra Nord-Est e Nord-Ovest, piuttosto l?area lombarda ha recepito prima il cambiamento perché ha avuto un cammino di industrializzazione precedente a quello del Nord-Est. Vita: A fronte di questa innovazione quanto pesa la mancanza di infrastrutture? Perini: Qui sembra che la mancanza di infrastrutture sia solo colpa di questo governo, ma io devo dire che questo governo ha realizzato una ?legge obiettivo? che, pur tra mille difficoltà, è riuscita a velocizzare gli aspetti di realizzazione delle opere. Senza questa legge non sarebbe nato a Milano in due anni e mezzo un nuovo polo fieristico dove prima c?era un centro petrolchimico. Vita: Lei è stato tra i più convinti sostenitori della responsabilità sociale d?impresa, ma anche tra coloro che più hanno sottolineato il rischio ?bollino blu?. Dopo un anno in cui si è parlato tanto di csr, che tipo di bilancio si sente di trarre? Perini: Credo che ci siano molte imprese responsabili, a cominciare da quelle che sono iscritte ad Assolombarda. Io mi auguro che Assolombarda venga percepita dagli stake-holder come un?associazione che non difende solo gli interessi degli associati ma un?associazione che percepisce i bisogni della collettività e si confronta con questi, tenendo presente che ci sono degli interessi di parte ma non negando agli altri di portare sul tavolo i propri interessi. Io credo che questo voglia dire essere imprese ?sociali?, riconoscere le istanze e i bisogni degli altri, capire che hanno una valenza, mettersi in discussione e avere la capacità di interagire sapendo che solo così si troveranno le soluzioni migliori. Noi abbiamo stretto dieci accordi con il sindacato che valorizzano i giovani e prevedono 16.800 stage di giovani nelle aziende di Assolombarda. Abbiamo risolto 17mila cause tra lavoratori e datori di lavoro senza andare dagli avvocati ma sedendoci con i sindacati attorno allo stesso tavolo. Questa è responsabilità sociale d?impresa, non i vari ?bollini? Iso che servono solo a confondere le idee. Vita: Che ne pensa del caso Impregilo? Perini: Io non do valutazioni sui casi specifici. Il problema è che l?uomo non è perfetto e nella sua imperfezione bisogna avere strumenti legislativi certi che permettono ai furbi di non fare i furbi. Vita: E del disegno di legge sull?impresa sociale e della +Dai -Versi? Perini: Se l?impresa sociale è davvero quello che vuole essere, un?impresa cioè finalizzata a lavorare nel sociale senza fine di lucro, allora la legge ha un senso. Se l?impresa sociale deve essere, al contrario, uno strumento di un gruppo per fare pressione politica o per riservarsi il monopolio per operare in determinati settori, allora mi auguro che la legge in discussione non recepisca una simile visione. Quanto alla +Dai -Versi mi auguro venga presto approvata. Vita: Come giudica i recenti fermenti politici lombardi come il ?nuovo riformismo?? Perini: Io ho grande paura quando si parla di riformismo perché se vado a vedere chi nella storia sono stati i veri riformisti scopro che lo sono stati quelli che poi non si definivano tali. Il contributo di tutti va sempre apprezzato ma ritengo che in un Paese che ha scelto il bipolarismo o c?è un ripensamento del bipolarismo stesso o altrimenti quelli che pensano di fare un partito di centro a ?spizzichi e bocconi? in questo momento non hanno molte chances.