VITA

Commercio equo: in autunno la prima scarpa solidale

21 Dicembre Dic 2004 0100 21 dicembre 2004

Avrà un design italiano ma sarà realizzata in Ecuador. L'idea dalla Comunità di Capodarco

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Avrà un design italiano ma sarà realizzata in Ecuador. L'idea dalla Comunità di Capodarco

E' prodotta in Ecuador ma ha un design tutto italiano. E' la prima scarpa solidale, che debutterà in Europa partendo dall'Italia, in occasione delle prossime collezioni autunnali. Le scarpe solidali sono realizzate da La Zapeteria, una piccola fabbrica di solidarieta' dell'Ecuador, secondo i parametri del fair trade, nel rispetto dei divieti dello sfruttamento dei lavoratori e dei minori. Sono destinate ad ogni fascia di eta', e saranno disponibili nei numeri dal 24 al 45. La scarpa equa e solidale nasce da un'idea della Comunita' di Capodarco e della Cooperativa Nex Trade. Quest'ultima e' nata nel 2002 ed ha l'obiettivo di commercializzare i prodotti dei lavoratori del sud del mondo, a partire dalla piccola realta' dell'Ecuador. In Italia la scarpa equa e solidale sara' distribuita, da settembre 2005, dalla Coop Italia. Il costo al pubblico variera' a secondo dal modelle ma non superera' i 30 euro. Il design di queste nuove calzature sara' tutto italiano: dall'Italia arriveranno le forme, i lacci, i fondi che non sono reperibili in Ecuador, mentre in loco saranno acquistati pellame e gli altri componenti anche con l'obiettivo di favorire l'economia locale. Alla Zapateria, operativa gia' da anni, lavorano 50 persone di cui 26 disabili; la presenza femminile supera il 60%. Tutti i lavoratori sono soci della cooperativa, hanno un contratto regolare e guadagnano in media 135 dollari al mese. La fabbrica produce 25 modelli di calzature; la produzione e' di circa 30 mila paia l'anno. Il fatturato dello scorso anno e' stato di 287 mila dollari Usa. L'utile della fabbrica e' reinvestito in progetti sanitari e di alimentazione. Le aziende coinvolte nella produzione solidale sono monitorate sia nell'utilizzo dei materiali che nelle condizioni dei lavoratori.