VITA

Droga, il pendolo della politica

26 Giugno Giu 2006 0200 26 giugno 2006

Leggo che il professor Veronesi vorrebbe distribuire gratuitamente l’eroina a chi ne fa richiesta

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Leggo che il professor Veronesi vorrebbe distribuire gratuitamente l’eroina a chi ne fa richiesta

Leggo che il professor Veronesi vorrebbe distribuire gratuitamente l?eroina a chi ne fa richiesta. è una storia vecchia , quella della legalità o meno delle droghe. Prima Fini con il pugno di ferro, ora Veronesi con l?antiproibizionismo. Il pendolo continua. Quello che non si è ancora capito è che il problema della tossicodipendenza non sta nella liceità o meno dell?assunzione, ma in una efficace opera di prevenzione e in un valido metodo di riabilitazione. Certo che se lo Stato, dopo trent?anni che affronta il problema droga, non ha ancora ufficializzato un metodo, o più, di riabilitazione, facciamo fatica a salvare dei giovani dalla droga. Qualcuno dirà che le strutture pubbliche preposte, cioè gli attuali Sert, sono lì proprio per quello: beh, nei Sert dal 1975 ad oggi nelle terapie non è cambiato nulla. Trent?anni fa chi si rivolgeva a queste strutture per un problema di droga riceveva metadone, psicofarmaci e dopo un paio di anni si sentiva etichettato come ?irrecuperabile?, oggi chi si rivolge alle stesse istituzioni per un uguale problema riceve metadone, Subutex, psicofarmaci e dopo qualche tempo si vede etichettato come ?tossicodipendente cronico?, è cambiata solo la definizione. Ma allora chi è che aiuta i tossici a smettere? Come mille altre cose, il volontariato. Le comunità sono le uniche strutture, almeno ogni tanto, in grado di sostenere un valido percorso riabilitativo. Le sostanze sostitutive, qualunque nome commerciale abbiano, non fanno altro che sommare dipendenze, sono uno spreco di soldi ed allontanano il soggetto dal momento in cui dovrà veramente smettere con qualunque droga. Per cui, professor Veronesi, c?è già da trent?anni una droga legale: chiama metadone, la psichiatria ne ha fatto una bandiera, le case farmaceutiche una fonte d?entrate inesauribile, i tossici un modo per non smettere mai. Il professore ci dice che la droga legale cancellerebbe il mercato nero. Non è vero, perché non tutti si denuncerebbero come tossici per motivi di famiglia o di lavoro, e continuerebbero ad alimentare la narcomafia. E quali sono le droghe da legalizzare? Solo l?eroina o tutte le droghe? Anche le droghe che già alla prima somministrazione possono risultare letali fisicamente o cerebralmente: Lsd, crack, Angel Dust, ecstasy. Anche in questo caso ci sarebbe un ritorno al mercato nero. Infine, mi basta un paragone con una droga che è già legale: l?alcol. Se è vero che di eroina muoiono ogni anno un migliaio di italiani, di alcol ne muoiono circa 60mila per patologie correlate. Non mi sembra il caso di rischiare. Essendo nel mio carattere fare critiche che abbiano un fine costruttivo, mi permetto di darle un consiglio. Si batta per ottenere il divieto di pubblicizzare gli alcolici in ogni modo e momento, specie se gli spazi sono legati al mondo sportivo. Ariedo De Zan, e mail Caro De Zan, su una sua considerazione sono d?accordissimo: in questi trent?anni il pendolo della politica, proibizionisti - antiproibizionisti, non solo ha impedito di affrontare il problema del disagio giovanile, ma ha prodotto danni.