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Lombardia - Circolare: indirizzi per la sperimentazione di titoli sociali finalizzati al sostegno della famiglia ed in via principale delle famiglie numerose (BUR 15/12/2006 n. 50 SO 3)

18 Dicembre Dic 2006 0100 18 dicembre 2006

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Le politiche sociali della Regione Lombardia si fondano su tre principi fondamentali, richiamati in ogni atto di indirizzo: - il riconoscimento del ruolo centrale della famiglia come soggetto del sistema; - la valorizzazione delle energie della società civile, il pluralismo nell’offerta dei servizi; - la libertà di scelta, attraverso il sostegno alla domanda. Sulla base di tali principi, negli anni si è andato configurando un sistema che si caratterizza per la pluralità di interventi a sostegno della famiglia, riconducibili: - alla rete dei servizi sociali e sociosanitari consolidati; - ai progetti per il sostegno alla famiglia finanziati con l.r.23/99; - al sistema dei titoli sociali - buoni e voucher - che discende dall’art. 17 della L.328/00 ed è disciplinato con specifiche circolari regionali che ne fanno uno degli obiettivi strategici della pianificazione zonale; - al voucher sociosanitario, in cui confluisce oltre il 20% del servizio di Assistenza Domiciliare Integrata ; - al “buono scuola”, attivato nel quadro delle politiche di sostegno alle famiglie come previsto dalla l.r. 1/2000, art. 4, comma 121, lettera E; - alle agevolazioni finanziarie in attuazione dell’art. 3 della l.r.23/99 ed in particolare i contributi per l’acquisto della prima casa da parte di giovani coppie e il prestito sull’onore. Oltre che per la pluralità di offerta, il sistema lombardo si caratterizza per la tensione a rimodularsi in base ai cambiamenti sociali; in tal senso occorre tener conto dei profondi mutamenti che stanno investendo la famiglia lombarda: - il numero di matrimoni annui nell’ultimo decennio è diminuito di quasi il 19% - il numero di divorzi è cresciuto del 26,6% nell’ultimo quinquennio - il numero di figli nati fuori dal matrimonio è cresciuto del 146% in dieci anni e rappresentano oggi il 17% del totale dei nuovi nati. A questi dati, va aggiunta la segnalazione che la condizione di povertà è significativamente associata alla numerosità dei componenti della famiglia: le rilevazioni ISTAT documentano infatti che nelle regioni del Nord Italia la presenza di almeno tre figli determina un’incidenza più che doppia della povertà relativa. Alla luce di queste considerazioni, in continuità con le azioni che hanno permesso lo svilupparsi di interventi diretti al soddisfacimento dei bisogni della persona e della famiglia (sia nella tradizionale formula di erogazione di servizi, sia nella più nuova forma della voucherizzazione) e approfondendo il percorso già avviato con la l.r.23/99, la Regione Lombardia intende continuare a sviluppare gli interventi di sostegno alla famiglia nelle sue funzioni educative, di accudimento e di cura. Il PSSR 2007-2009, approvato con Dcr n. VIII/257 del 26 ottobre 2006, sviluppa ulteriormente le scelte di un welfare centrato sulla famiglia, identificando come prioritarie: - le azioni a sostegno della tensione reddituale - le azioni a sostegno della maternità e della famiglia - le azioni a sostegno delle funzioni di cura della famiglia. In riferimento a quanto indicato nella circ. 48/2005, che individua come obiettivo del prossimo triennio per la programmazione zonale l’attivazione del voucher sociale in tutti gli ambiti distrettuali e in attuazione del PSSR 2007-2009 che prevede, fra gli altri interventi previsti, anche il sostegno delle famiglie numerose attraverso la finalizzazione di buoni e voucher sociali, la presente circolare intende promuovere l’uso di tale strumento per sostenere le famiglie con figli minori e in via prioritaria le famiglie numerose, intendendo con questa definizione le famiglie con un numero di figli uguale o maggiore a tre, di cui almeno uno minorenne. Titoli sociali e famiglie con minori In un sistema dove gli orari di apertura dei servizi per i minori, in particolare dell’infanzia, non sono generalmente adatti a conciliare le necessità delle famiglie con i propri tempi di lavoro e in un sistema in cui la politica di ampliamento dei servizi non è sufficiente per risolvere il bisogno di accoglienza flessibile che va aumentando, i titoli sociali possono intervenire su problemi che quotidianamente si pongono rispetto a orario, a periodi di chiusura dei servizi educativi e scolastici a periodi di malattia dei bambini, ecc. . L’esperienza maturata in questi anni nell’erogazione di titoli sociali, ed in particolare dei voucher sociali rivolti prevalentemente alla popolazione anziana e disabile, mostra la produzione di due effetti: uno quantitativo, realizzatosi attraverso una estensione dell’offerta di servizi che ha consentito il soddisfacimento di bisogni non ancora accolti, ed uno qualitativo, attraverso la realizzazione di una flessibilità dell’offerta, sia in termini temporali (interventi nei fine settimana, reperibilità sulle 24 ore, ecc.), sia in termini di differenziazione di servizi e prestazioni. Rispetto al buono sociale, la sua funzionalità si è dimostrata laddove l’erogazione del contributo è stata legata ad un progetto e/o ad un patto di assistenza con il nucleo familiare. Pertanto, nell’ottica del sostegno alla famiglia e alla genitorialità, si invitano gli ambiti distrettuali a inserire nella propria programmazione e ad attivare i titoli sociali, sia sotto forma di buoni sociali che di voucher sociali, anche in favore delle famiglie con figli ed in particolare in favore di quelle con tre o più figli. Indicazioni per l’attuazione dei titoli sociali per le famiglie con figli minori: Come operazione preliminare, ogni ambito dovrà procedere al censimento della presenza di famiglie numerose sul proprio territorio, identificando in tal modo l’eventuale fabbisogno per lo meno dal punto di vista della dimensione anagrafica in relazione alla struttura familiare. Con i voucher dovranno essere acquistate prestazioni sociali/educative presso strutture/agenzie/servizi autorizzati o accreditati, come già indicato nella cir.6/2004 a cui si rinvia. I buoni sociali si concretizzano come intervento economico per il sostegno di spese affrontate dalla famiglia per l’autosoddisfacimento dei bisogni socio-educativi dei figli minori. L’erogazione del buono dovrà avvenire solo a seguito della sottoscrizione da parte della famiglia di un “patto” con il prestatore d’opera che preveda: - gli obiettivi dell’intervento (“cosa”) - i tempi e il periodo dell’intervento (“quando e per quanto”) - il nominativo della persona a cui la famiglia si è rivolta (“chi”). Per l’erogazione di entrambi i titoli, si dovrà procedere ad una valutazione della fragilità familiare che, oltre ad ulteriori indicatori decisi localmente, consideri: a) le condizioni di bisogno assistenziale ed educativo dei minori; b) la situazione reddittuale della famiglia; c) il carico di cura della famiglia nel suo complesso, inteso come presenza di altri soggetti fragili all’interno del nucleo familiare e che richiedono assistenza da parte del nucleo; d) le risorse esistenti e disponibili, familiari e di contesto, rispetto ai servizi presenti sul territorio e alla risorse della famiglia allargata. I titoli sociali dovranno essere istituiti per la fruizione da parte delle famiglie di servizi integrativi rispetto alla rete dei servizi esistenti ed accessibili, che abbiano come caratteristica quella della flessibilità. Prioritariamente dovranno essere destinati a: - Servizi gestiti da figure innovative (“madri di giorno”; educatrici domiciliari, babysitter) - Servizi per il tempo dopo la scuola e nei periodi di vacanza scolastica (Natale, Pasqua, mesi estivi) - Centri e attività per il tempo libero - Servizi di accompagnamento nei percorsi da casa a scuola o verso altre agenzie educative, di socializzazione o sanitarie. Nei titoli sociali a sostegno delle famiglie non rientrano i contributi economici a sostegno della retta in asili nido, micro-nidi o scuole, considerato che si intende sostenere l’accesso della famiglia a servizi che affianchino il tradizionale sistema di offerta già esistente. Appare peraltro indispensabile che gli ambiti distrettuali attivino punti informativi e di orientamento qualificati per il sostegno alle famiglie sia nella ricerca delle soluzioni più adatte ai loro bisogni e dei servizi più idonei per i propri figli, sia nella conoscenza e possibilità di accesso ai diversi strumenti di sostegno attivati in Regione Lombardia. Risorse economiche Per la sperimentazione del sistema dei titoli sociali a sostegno delle famiglie, ed in particolare delle famiglie numerose, secondo le finalità e modalità sopra indicate, verranno assegnati € 1.144.675,00 derivanti dalle risorse ex l.r. 23/99 (legge famiglia) che sono pertanto espressamente finalizzate a questa sperimentazione. Alle risorse regionali gli ambiti distrettuali potranno aggiungere quota parte delle risorse del FNPS per l’anno 2006. Le risorse regionali saranno assegnate e ripartite contestualmente a quelle del FNPS 2006 con apposito provvedimento della Giunta regionale entro l’anno. Sistema di Monitoraggio della sperimentazione Il monitoraggio dell’avvio dei titoli sociali destinati alle famiglie, ed in via prioritaria a quelle numerose, avverrà attraverso il sistema di monitoraggio dei PdZ già in essere. La mancata attivazione di tali titoli dovrà essere motivata, così come andrà motivato l’impiego delle risorse aggiuntive qualora diversamente utilizzate. In ogni caso le risorse dovranno essere destinate esclusivamente per interventi di sostegno del nucleo con figli minori. Il primo monitoraggio avverrà con la rendicontazione riferita ai titoli sociali – 1 sem. 2007 IL DIRETTORE GENERALE Dott.Umberto Fazzone Responsabile del procedimento Cristina Colombo Responsabile dell’istruttoria Cesarina Colombini Davide Sironi