VITA

Cari onorevoli, è ora di pensare agli animali ...

21 Gennaio Gen 2007 0100 21 gennaio 2007

Alfonso Pecoraro Scanio annuncia la svolta del governo: a breve un disegno di legge che porterà l’Italia ad avere una normativa quadro per la tutela della fauna, di Lucio Biancatelli

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Alfonso Pecoraro Scanio annuncia la svolta del governo: a breve un disegno di legge che porterà l’Italia ad avere una normativa quadro per la tutela della fauna, di Lucio Biancatelli

«Stiamo lavorando per preparare un testo di legge. Ritengo infatti che sia assolutamente necessario promuovere una normativa quadro per la tutela della fauna italiana. Il testo è già in via di definizione e nelle prossime settimane potrò presentare un disegno di legge che avvii l?iter legislativo». Insomma, la mancanza di una legge organica sulla fauna, che ci vede indietro rispetto all?Europa, sta per esser colmata. Parola del ministro dell?Ambiente, Alfonso Pecoraro Scanio.

Ecomondo: Il ministero dell?Ambiente intende promuovere progetti di reintroduzione e riqualificazione faunistica, alla luce dei diversi piani d?azione per la conservazione realizzati negli ultimi anni?
Alfonso Pecoraro Scanio: Negli anni passati il ministero dell?Ambiente, in collaborazione con l?Infs, ha promosso la stesura di diversi piani d?azione che interessavano una serie di specie protette. Questi programmi però non sono mai stati formalizzati. È quindi mio interesse farne documenti di indirizzo per le aree protette, come già accade per tutti quegli enti che oggi gestiscono la cura del territorio e della fauna. In questo modo daremo impulso a progetti e attività, per intervenire seriamente sulla conservazione del nostro patrimonio di biodiversità.

Ecomondo: Parchi e aree protette spendono oggi una cifra irrisoria per la conservazione delle specie minacciate...
Pecoraro Scanio: Il lavoro di sostegno a parchi ed aree naturali protette è stata da subito una delle priorità del mio ministero. Non a caso nella Finanziaria sono stati previsti 210 milioni di euro da investire in questo settore per i prossimi tre anni. Una cifra che supera di 60 milioni lo stanziamento della precedente manovra economica. Grazie a questi fondi, nel nostro Paese, i parchi e le aree protette potranno riacquisire in pieno quelle priorità per cui sono stati promossi ed esercitare il loro ruolo di aree modello per la salvaguardia della fauna e della flora.

Ecomondo: Come l?Italia intende implementare e rafforzare l?obiettivo delle convenzioni internazionali a tutela della biodiversità come le Convezioni di Rio e la Cites, la convenzione internazionale che regolamenta il commercio delle specie minacciate?
Pecoraro Scanio: Occorre innanzitutto istituire un Piano nazionale per la biodiversità. È il primo passo utile per recuperare anni di ritardo in questo campo e per rispondere in maniera esaustiva a quanto il nostro Paese si è impegnato a fare ratificando la Convenzione scaturita da Rio. Ma Rio de Janeiro non è solo Convenzione sulla biodiversità, ma anche sui cambiamenti climatici e sulla desertificazione. Occorre allora individuare azioni che siano utili per tutti e tre questi obiettivi. Ad esempio, la tutela dei sistemi forestali è indispensabile sia sul piano della biodiversità che relativamente alle emissioni di gas serra che come deterrente per la desertificazione. Per la Convenzione sul commercio internazionale di specie in pericolo, invece, è opportuno riorganizzare il sistema di gestione nazionale, istituendo una cabina di regia per la corretta applicazione della norma. Questo contribuirebbe tra l?altro a snellire le operazioni burocratiche, che oggi sono troppo dispersive e complesse. Una maggiore serietà dell?Italia nell?applicazione di questi patti internazionali consentirebbe, inoltre, di lavorare in sintonia e collaborazione con gli altri Paesi firmatari.

Ecomondo: L?Italia è un grande importatore di natura: siamo tra i maggiori importatori di lana di vigogna, di ramino dal Borneo, di pelli di rettile, di pappagalli vivi. Il ministero dell?Ambiente intende promuovere progetti di conservazione in loco per aiutare le specie maggiormente minacciate e prevenire questo fenomeno?
Pecoraro Scanio: È mia intenzione lavorare, in sintonia con altri ministeri, alla promozione di attività che possano avvicinare l?Italia ai Paesi da cui importiamo queste risorse naturali. Mi riferisco a piani di gestione, tutela e conservazione di questi prodotti naturali, a cui si possa lavorare con attenzione e partecipazione internazionale. L?obiettivo comune da raggiungere, infatti, è uno solo: frenare lo sfruttamento scellerato e valorizzare la conservazione di queste risorse naturali in loco. Dobbiamo garantire la legalità, per tutte le risorse naturali il cui mercato è sottoposto allo stretto controllo della Cites.

Ecomondo: In Italia esiste una rete di centri di accoglienza per le specie sequestrate dal commercio o detenzione illegale gestito soprattutto dalle associazioni, ma manca una strategia e risorse economiche per rafforzare questo sistema. Cosa sta facendo il ministero dell?Ambiente?Pecoraro Scanio: Sta valutando la promozione, nei prossimi mesi, di una norma ad hoc per la tutela degli esemplari che derivano da commercio o detenzione illegale. Bisogna poter contare su un sistema stabile ed efficiente che vada al di là dell?impegno, pure prezioso, delle associazioni e dei singoli. L?obiettivo è fare di queste strutture dei veri e propri ospedali per la cura degli animali. Ecomondo: La richiesta delle associazioni e di tutti i cittadini sensibili alla tutela della natura è che a queste dichiarazioni facciano seguito azioni concrete...
Pecoraro Scanio: Assumere la Convenzione internazionale sulla biodiversità come priorità, e quindi ritenere il count-down 2010 come una cosa seria, significa per il nostro Paese fare non solo una serie di atti formali, ma anche azioni concrete. Ritengo fondamentale a tale proposito predisporre il Piano nazionale per la biodiversità. E sono convinto, inoltre, che si debba fare una vera e propria rivoluzione nelle gestioni territoriali che devono essere tese a salvaguardare gli ambiti paesaggistici quanto quelli naturalistici. È importante, poi, che le reti ecologiche siano assolutamente preservate. Quindi serve da un lato un nuovo sforzo legislativo e di programmazione territoriale, dall?altro molta concretezza nelle azioni di tutela, a partire dagli habitat prioritari individuati nella rete Natura 2000 e con il sistema delle aree naturali protette.