VITA

Tutto da ricostruire, con una presenza umile

22 Marzo Mar 2007 0100 22 marzo 2007

A Baidoa, il governo di transizione somalo aveva fatto appello per la ricostruzione. Caritas Italiana ha risposto, scegliendo di mandare un proprio operatore...

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A Baidoa, il governo di transizione somalo aveva fatto appello per la ricostruzione. Caritas Italiana ha risposto, scegliendo di mandare un proprio operatore...

La Caritas è tornata in Somalia. A Baidoa, sede delle istituzioni del governo di transizione, ora esiste un ufficio e un direttore italiano: Davide Bernocchi. «Non è possibile fare un elenco delle emergenze» dice al telefono, «la Somalia è un?unica emergenza: mancano servizi sanitari, l?istruzione è stata azzerata da quindici anni di anarchia e lotte fra clan, l?unico tipo di educazione che è andata avanti è quella fondamentalista».

Caritas Italiana ha riaperto la presenza in Somalia quasi un anno fa in risposta a un appello del governo, ma finora ha tenuto un bassissimo profilo. Aveva lasciato il Paese nel 95 dopo l?uccisione della dottoressa Graziella Fumagalli, responsabile del Centro per la lotta alla tubercolosi di Merca avviato da Annalena Tonelli, anch?essa uccisa nel 2002. «Gli inizi sono stati delicati», spiega Bernocchi, «Baidoa è stata sotto assedio, per mesi abbiamo operato nel luogo più insicuro in assoluto».

Fino allo scorso dicembre la Somalia era sotto il controllo delle Corti islamiche che, da Mogadiscio, si erano spinte fino a minacciare Baidoa, la sede provvisoria del governo di transizione. La cacciata delle Corti da parte delle truppe etiopi, arrivate in aiuto delle istituzioni somale, ha invertito di nuovo i rapporti di forza. Ma la situazione è tutt?altro che risolta: Mogadiscio è tuttora nel caos per gli attentati del clan degli Hawiya, il più potente della città, che chiede la partenza dei soldati di Addis Abeba e delle forze del Putland arrivate in soccorso del presidente Abdullahi Yusuf. «Baidoa è una città distrutta, che è stata teatro per anni degli scontri fra clan», dice Bernocchi, «quando sono arrivato qui, in tutta la regione, abitata da 700mila persone, non c?era nemmeno un medico».

La Caritas è partita proprio dai bisogni sanitari. «Con l?aiuto dell?ospedale Sos Kinderhof di Mogadiscio, che ci ha ?prestato? personale medico, abbiamo creato un dispensario per le visite mediche, e che fornisce anche i farmaci per quanto è possibile», spiega Bernocchi. Caritas ha coordinato anche interventi di emergenza nel sud del Paese, anche quando al potere c?erano le Corti islamiche.