VITA

Salvare la campagna col piano no cottage

7 Aprile Apr 2007 0200 07 aprile 2007

In questa intervista Sandro Polci, architetto, coordinatore del Festival Saggi Paesaggi, propone una soluzione per evitare che le campagne si spopolino...a cura di, Giovanna Morelli

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In questa intervista Sandro Polci, architetto, coordinatore del Festival Saggi Paesaggi, propone una soluzione per evitare che le campagne si spopolino...a cura di, Giovanna Morelli

Come evitare che le campagne si spopolino e il paesaggio rurale italiano, con il suo patrimonio di cultura, storia, ambiente, vada incontro a un degrado inarrestabile? Sandro Polci, architetto, coordinatore del Festival Saggi Paesaggi, ha una soluzione, che si riassume in uno slogan provocatorio: «No cottage». Che significa, spiega, «non più seconde case, quasi sempre vuote. Favoriamo l?acquisto dei casolari in vendita da parte di chi vuole creare occasioni di lavoro, di turismo sostenibile e salvaguardia delle identità locale».

Vita: Riportare a nuova vita i casolari dunque per riportare nuova vita nelle campagne?
Sandro Polci: Bisogna favorire le attività imprenditoriali locali volte a sviluppare turismo ecosostenibile, agricoltura di qualità, artigianato. Le case di campagna devono essere utilizzate per ospitare turisti, fare ristorazione, allestire opifici, laboratori o studi d?arte e mestieri. Rappresentano uno strumento di promozione rurale e quindi un valore economico importante che non va assolutamente dimesso.

Vita: Cosa bisogna fare, in pratica, per favorire questo processo?
Polci: Comuni, Comunità montane, Province dovrebbero creare, con risorse peraltro contenute, un fondo di rotazione che potrebbe essere chiamato ?Risorse rurali?. Grazie ad esso si potrebbero acquistare le proprietà messe in vendita e strategiche nell?equilibrio paesaggistico, turistico ed economico. Il secondo passo potrebbe essere la creazione di una graduatoria con specifici parametri per scegliere non soltanto la destinazione del bene immobiliare, ma anche la finalità imprenditoriale e culturale legata al territorio in modo da fare ?sistema?. I beneficiari dei casali, scelti in base a una graduatoria, avrebbero il diritto del bene in leasing. Si potrebbero stipulare accordi con banche locali per avere finanziamenti agevolati.

Vita: A chi si assegnerebbero le case?
Polci: Ad artigiani, artisti, imprenditori, cooperative che abbiano presentato un progetto che rispecchi i valori identitari del territorio.

Vita: Di quali vantaggi godrebbe il territorio?
Polci: Lo sviluppo economico locale ne trarrebbe molti vantaggi; le identità locali verrebbero consolidate e sospinte verso una più matura offerta culturale e turistica. Infine si lavorerebbe in favore di una nuova strategia di disegno del territorio secondo le componenti architettoniche, sociali, economiche. In linea con la tradizione e l?identità locale.