VITA

Progetti innovativi per le famiglie. Stanziati 8 milioni di euro

22 Aprile Apr 2007 0200 22 aprile 2007

Chi e come usufruire dei finanziamenti. il bando scade il 25 maggio - in sei anni 500 enti non profit hanno già realizzato oltre 4.500 prgetti

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Chi e come usufruire dei finanziamenti. il bando scade il 25 maggio - in sei anni 500 enti non profit hanno già realizzato oltre 4.500 prgetti

La Direzione Generale Famiglia e Solidarietà Sociale di Regione Lombardia promuove progetti innovativi in risposta alle esigenze delle famiglie in tema di tutela della maternità, prima infanzia e infanzia, formazione ruolo genitoriale, disagio adolescenziale ed abbandono scolastico. La legge regionale di riferimento è la n. 23/99 «Politiche regionali per la famiglia», in particolare gli articoli 4 e 5, che ogni anno mette a disposizione finanziamenti per progetti presentati da associazioni di solidarietà familiare e gli altri soggetti non profit. Quest?anno il bando, in scadenza il 25 maggio 2007, destina otto milioni di euro di cofinanziamenti per promuovere progetti innovativi in risposta alle esigenze delle famiglie. Possono presentare domanda di finanziamento associazioni di solidarietà familiare, organizzazioni di volontariato, associazioni senza scopo di lucro e associazioni di promozione sociale, cooperative sociali, enti privati con personalità giuridica riconosciuta, associazioni femminili, rispettivamente iscritte ai relativi registri provinciali o regionali, enti ecclesiastici con personalità giuridica.

Il bando individua le seguenti aree di intervento:

- potenziamento delle attività svolte dai nidi e dagli altri servizi per la prima infanzia (art. 4 comma 2, lettera b): scopo dei progetti è quello di valorizzare ed utilizzare in modo flessibile tutte le risorse ed opportunità - in termini di spazi, i tempi di apertura, le attività, le sinergie con la rete locale di solidarietà familiare e con i servizi per la prima infanzia presenti sul territorio - per sostenere azioni innovative e sperimentali anche per la partecipazione di bambini disabili e di bambini figli di madri sole prevedendo, oltre al coinvolgimento degli abituali fruitori del servizio, anche quella di altri bambini e famiglie del territorio.

- contrasto del fenomeno della dispersione scolastica (art. 4, comma 2, lettera g): scopo dei progetti è quello di sostenere i percorsi formativi dei minori aiutandoli a maturare responsabilmente la piena consapevolezza della propria persona e delle proprie capacità anche in vista del raggiungimento del successo formativo. Le specifiche azioni devono quindi trovare un orizzonte comune in un progetto educativo e formativo personalizzato che deve prevedere, laddove possibile, il coinvolgimento della famiglia, della scuola, delle agenzie educative e sportive del territorio e dei servizi territoriali, quali attori che concorrono sinergicamente ad un percorso di crescita globale. I progetti possono prevedere tra i destinatari anche bambini che necessitano di un rapporto educativo continuativo ma che non sono in possesso della certificazione di alunno disabile.

- auto-mutuo aiuto (art. 5, c. 1, lett. a). Potranno prevedere:

* interventi a gestione solidaristica di aiuto domiciliare o a persone ricoverate, che vedono la famiglia quale protagonista nella promozione dell?aiuto reciproco nel sostegno alle fasce più deboli;

* attività di cura ed educazione rivolte all?infanziacaratterizzate da flessibilità, personalizzazione di tempi e orari, realizzate in un contesto familiare e relazionale e ispirate al mutuo aiuto.

* banche del tempo (art. 5, c. 1, lett. a): i progetti si riferiscono alla promozione, organizzazione e gestione delle banche del tempo o altre idonee modalità di incontro domanda/offerta per la realizzazione di attività volontaria a carattere educativo e di cura rivolte a famiglie, minori, disabili, anziani.

* promozione di iniziative di sensibilizzazione e formazione al servizio delle famiglie (art. 5, c. 1, lett. b): lo scopo è quello di promuovere le iniziative dell?associazionismo familiare, la sensibilizzazione e formazione delle famiglie. Tali progetti evidenziano il ruolo fondamentale della famiglia nella prevenzione del disagio e dei fattori sociali di rischio. Un?attenzione particolare è posta sull?attivazione di partnership tra associazioni di solidarietà familiare e gli altri soggetti non profit relativamente a quelle iniziative innovative di rete rivolte a contrastare il fenomeno della dispersione scolastica. Il capofila delle partnership è individuato espressamente nelle associazioni di solidarietà familiare. Nei primi sei anni di attuazione della legge, Regione Lombardia ha sostenuto la realizzazione di oltre 4.500 progetti ideati in risposta ai concreti bisogni delle famiglie, con un investimento di circa 80 milioni di euro. I progetti sono stati realizzati ogni anno da circa 500 enti non profit.

www.famiglia.regione.lombardia.it