VITA

Veneto Adozioni, una rete per non lasciare soli i neo genitori

27 Aprile Apr 2007 0200 27 aprile 2007

È la prima esperienza in Italia di fare sistema nel mondo delle adozioni. La Regione ha siglato un protocollo d’intesa...

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È la prima esperienza in Italia di fare sistema nel mondo delle adozioni. La Regione ha siglato un protocollo d’intesa...

«Nemmeno le balene hanno una gestazione lunga e difficile come quella che spesso vivono molte coppie adottive». Il copyright della frase è di un genitore adottivo che ben riassume la tenacia, la pazienza e la capacità di attesa di cui si deve armare una coppia nell?affrontare un cammino verso l?adozione: e se la gravidanza di una balena è di venti mesi, quella di un genitore adottivo è di due-tre anni tra il riconoscimento dell?idoneità all?adozione e l?arrivo di un bambino. Così Nemmeno le balene è diventato il sottotitolo del progetto Veneto Adozioni, nato proprio per sostenere le famiglie adottive in questa lunga attesa, fatta di confronti con gli enti autorizzati, autorità straniere, visite nelle strutture. E tante, tantissime carte. «È un tempo davvero lungo, dove si rischia di rimanere scoraggiati dalla mole di adempimenti, dalle difficoltà nei rapporti con gli enti», ha raccontato in una testimonianza una mamma adottiva. «Io ho adottato un bambino dopo avere avuto due figli naturali. Si può ben immaginare la fatica maggiore che deve affrontare una coppia che non ha potuto avere figli».

Il progetto, promosso dalla Regione Veneto ed affidato a livello operativo alla Usl 9 di Treviso, è la prima esperienza in Italia di fare sistema nel mondo delle adozioni che, nella stragrande maggioranza di casi, riguardano bambini provenienti dall?estero. «Il Veneto», spiega l?assessore regionale al Sociale, Stefano Valdegamberi, «crede molto in questo progetto perché afferma il diritto di ogni bambino ad avere una famiglia, il luogo ideale dove crescere, perché nella famiglia si forma la persona. Questo viene al primo posto, anche rispetto al legittimo desiderio di genitorialità espresso da coppie che non possono avere figli. In questo senso, oltre che al sostegno nel percorso adottivo, intendiamo avviare microprogetti di cooperazione internazionale che mirino alla promozione delle forme di accoglienza quali l?affidamento e l?adozione anche nei Paesi d?origine». Sostanzialmente Veneto Adozioni è il punto di riferimento per chi desidera adottare, che si colloca a livello intermedio tra la famiglia e gli enti accreditati incaricati di stabilire il contatto con i Paesi all?estero. L?idea di ?fare sistema? sulle adozioni in Veneto (1.594 i bambini che qui hanno trovato una famiglia dal 2001 al 2006, mentre sono state 2.134 le dichiarazioni di disponibilità rivolte al Tribunale dei minori di Venezia tra il 2005 e il primo semestre 2006) prende avvio con la nuova legge nazionale sul tema (la 476/98) che diventa operativa nel 2001, che ha portato all?accreditamento di una settantina di enti sul territorio nazionale. Con i 18 presenti in Veneto, la Regione ha siglato poi un protocollo operativo insieme alle Usl e al Tribunale dei minori, enti ?crocevia? per l?avvio e la definizione di un?adozione. Oggi Veneto Adozioni si struttura in un vero e proprio centro di consulenza a 360 gradi: un sito internet che spiega per filo e per segno tutti i passi necessari (www.venetoadozioni.it), un numero verde - 800. 413600 - attivo dal lunedì al venerdì e persino un numero di cellulare attivo 24 ore su 24 per le emergenze, dovute a complicazioni burocratiche che possono bloccare l?arrivo in Italia di un bambino. Ma il lavoro della ?rete? va ben oltre il felice esito di una adozione: il sostegno ai genitori è infatti garantito anche nella fase successiva, in cui possono presentarsi particolari problemi di rapporto con la società o con gli stessi genitori.