VITA

Grazie Pezzotta, sindacalista della causa giusta

12 Maggio Mag 2007 0200 12 maggio 2007

Io sono laico. Non ho riserve nei confronti dei Dico. Ma ho ammirato l’Italia che è scesa in piazza per difendere un grande valore in cui crede...

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Io sono laico. Non ho riserve nei confronti dei Dico. Ma ho ammirato l’Italia che è scesa in piazza per difendere un grande valore in cui crede...

Adesso è tutto un affannarsi a trovare chiavi di lettura corrette e profonde, sociologiche e politiche, ma secondo me l?imponente manifestazione di piazza San Giovanni, ampiamente prevista da tutti nella sua festosa grandiosità, si spiega in modo semplice. Esiste una società civile, cattolica e comunque legata a valori cosiddetti tradizionali, che non si sente più rappresentata in modo chiaro da nessuno, e ha bisogno di ricompattarsi, di riconoscersi, di testimoniare in modo concreto e visibile la propria identità. In questo quadro i partiti tradizionali fanno fatica a trovare spazi, e lo stesso dibattito fra cattolici e laici sa di vecchio, di parziale, di fuorviante. Anche io che ritengo ingiusto non tenere in debito conto i diritti delle coppie di fatto, e sono convinto che una normativa a favore di questa fetta di società non metta in discussione un bel nulla, ho ammirato la giocosità e la vivacità organizzativa e mentale di quelle centinaia di migliaia di italiani, uomini e donne, giovani e anziani, che per un giorno hanno scelto la piazza invece della discussione in parrocchia o in casa. Ma c?è un elemento di novità interessante, che francamente mi pare sottovalutato, ossia il metodo sindacale applicato alla famiglia, grazie alla dirompente iniziativa di uno scatenato e incontenibile Savino Pezzotta, in forma strepitosa, cadenza bergamasca e modi spicci, ma tono tollerante e civile, quasi un Walesa italiano, ma speriamo che non gli venga in mente di rifare Solidarnosc qui da noi. Però mi è piaciuto, e penso che questo nuovo spazio se lo sia conquistato di slancio, colmando un vuoto che i partiti non riusciranno a coprire. Un solo consiglio, anche se non ne ha bisogno: per lungo tempo resti fuori dalla politica di partito, la gente non capirebbe. O meglio, capirebbe.