VITA

Una parola non neutra

13 Maggio Mag 2007 0200 13 maggio 2007

Dagli anni 80-90 ad oggi, c’è stata un’evoluzione profonda nel consumo delle droghe. Riccardo C. Gatti lo definisce «un salto evolutivo fondamentale». Di che cosa si tratta?

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Dagli anni 80-90 ad oggi, c’è stata un’evoluzione profonda nel consumo delle droghe. Riccardo C. Gatti lo definisce «un salto evolutivo fondamentale». Di che cosa si tratta?

Dagli anni 80-90 ad oggi, c?è stata un?evoluzione profonda nel consumo delle droghe. Riccardo C. Gatti lo definisce «un salto evolutivo fondamentale». Di che cosa si tratta? Non è successo nulla di strano, di ?esoterico? o di incomprensibile: è semplicemente avvenuto che il mercato delle sostanze di abuso ha seguito la stessa evoluzione di tutti gli altri mercati. In sintesi, seguendo l?analisi di Gatti, «dal piccolo dettaglio si è passati alla grande distribuzione».

Riccardo Gatti, direttore del Dipartimento dipendenze dell?Asl di Milano (cioè è il responsabile ultimo dei Sert che agiscono sulla capitale lombarda), è da tutti ritenuto uno dei più acuti e coraggiosi osservatori del fenomeno droga in Italia. Ed è lui da tempo a sostenere che il mercato delle sostanze si sta poco alla volta ?mangiando? la società civile. Sono i numeri a dirlo, come ha documentato in una recente conferenza: «Gli studi sulla life time prevalence (uso almeno una volta nella vita) delle droghe stanno perdendo significato: in città come Milano già tra i 18 e i 24 anni sono più le persone che hanno provato sostanze illecite di quelle che non lo hanno mai fatto».

In genere si replica a questi dati, sostenendo che nella maggior parte dei casi si tratta di ?spinelli?. E che uno spinello non fa di un uomo un tossicomane. Il giudizio di Gatti è diverso. E non è dettato da moralismo, ma da un?osservazione non preconcetta dei fatti. Per questo siamo partiti da quella parola, neutra solo in apparenza...

Vedi anche:
Spinello: intervista a Roberto Gatti