VITA

Carcere: il Veneto prepara alternative per tossicodipendenti

21 Giugno Giu 2007 0200 21 giugno 2007

Presentate oggi linee guida per percorsi riabilitativi

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Presentate oggi linee guida per percorsi riabilitativi

La Regione Veneto ha approvato linee guida per preparare programmi terapeutici e riabilitativi - coordinati con i servizi regionali dipendenze, le carceri, la magistratura di sorveglianza - utili ad ottenere misure alternative al carcere per le persone tossicodipendenti. Di questo tema si e' parlato durante il seminario tenutosi stamani a Selvazzano Dentro e al quale e' intervenuto l'Assessore regionale alle politiche sociali Stefano Valdegamberi. Erano presenti anche, tra gli altri, Giovanni Tamburino Presidente del Tribunale di sorveglianza di Venezia, Daniele Berto dell'Osservatorio regionale sul carcere, Lorenzo Rampazzo della direzione servizi sociali della Regione Veneto. ''Per i tossicodipendenti in carcere - ha detto Valdegamberi - e' sempre piu' evidente la necessita' di programmi alternativi alla carcerazione. E, per gli operatori, si rende indispensabile avere un quadro di riferimento e di procedure comuni a fronte di programmi e iter tra loro molto diversi. Attualmente nelle carceri venete ci sono 567 (dati del marzo 2007) detenuti tossicodipendenti, pari a circa il 29% della popolazione detenuta. Il nostro scopo, che non dobbiamo mai dimenticare, e' il recupero, la riabilitazione del detenuto tossicodipendente e il suo reinserimento sociale e lavorativo, che presuppone, se vogliamo che il recupero funzioni, un trattamento personalizzato della sua dipendenza''. ''Percio' -ha aggiunto- abbiamo formulato delle linee guide regionali, ottenute dopo un lavoro di due anni da parte di un gruppo di lavoro specifico, in armonia con quanto previsto dal protocollo d'intesa sul carcere firmato tra Regione Veneto e Ministero di Giustizia. Con questo lavoro - ha aggiunto - compiamo un grosso passo in avanti nell'armonizzazione a livello regionale delle procedure in modo da poter garantire un'uniformita' di azione, che attualmente non c'e', nel presentare alla Magistratura i programmi terapeutici-riabilitativi, passo essenziale per chiedere la concessione di misure alternative al carcere. E' un momento importante nel percorso di collaborazione tra sanita' pubblica, che ha la responsabilita' del trattamento sociosanitario dei tossicodipendenti in carcere, e magistratura di sorveglianza''. I Dipartimenti per le dipendenze dovranno attenersi a quanto prevedono le linee guida regionali.