VITA

Torino: arriva il progetto narcosale, droga a chi accetta le cure

27 Settembre Set 2007 0200 27 settembre 2007

Lo riferisce "La Stampa" che parla di un accordo nella maggioranza torinese per dare il via libera in citta', prima metropoli italiana, alle 'narcosale'.

  • ...
  • ...

Lo riferisce "La Stampa" che parla di un accordo nella maggioranza torinese per dare il via libera in citta', prima metropoli italiana, alle 'narcosale'.

"Il documento (scritto in politichese e firmato da venti consiglieri comunali) e' lungo quattro cartelle. Ma la notizia, che nella lotta all'uso di stupefacenti sistema Torino sullo stesso piano di Amsterdam, Sydney, Vancouver e Barcellona, arriva alla fine della mozione: "In accordo con la Regione Piemonte e le Asl, s'impegna il sindaco a promuovere la sperimentazione di 'Sale del Consumo', rivolte a chi fa uso di sostanze illegali, con l'obiettivo di intercettare i fruitori di sostanze riducendo il consumo in luoghi pubblici". Lo riferisce "La Stampa" che parla di un accordo nella maggioranza torinese per dare il via libera in citta', prima metropoli italiana, alle 'narcosale'.

Traduzione: Torino, prima citta' d'Italia, chiede al suo sindaco Chiamparino, che tra l'altro fu il primo ad auspicare l'arrivo delle narcosale, gia' nell'inverno scorso, conti nua il quotidiano, di realizzare le "stanze del buco", anche se il termine non piace quasi a nessuno all'interno della maggioranza di centrosinistra. "E' una definizione dura, che racchiude in se' un senso di squallore e abbandono - sostiene il primo firmatario della mozione, Marco Grimaldi, di Sinistra Democratica - e poi stravolge il vero obiettivo del nostro progetto: non solo togliere i drogati dalla strada fornendo loro assistenza medica e psicologica, ma cercare di coinvolgerli in un percorso di recupero". E se la Sinistra democratica chiarisce al giornale che si trattera' di una struttura completa, che ha l'obiettivo di "redimere" il tossicodipendente, il capogruppo dell'Ulivo Andrea Giorgis sottolinea (forse per venire incontro anche alle richieste dell'ala cattolica della Margherita) che questo recupero rappresentera' una "conditio sine qua non". "O il tossicodipendente accettera' di cominciare, assieme agli operatori e ai medici, un cammino condiviso, di disintossicazione, -afferma- oppure non potra' nemmeno chiedere di farsi la dose".